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INDICE - IL SALE N.° 41


Meno male che dio non c'è!

L'angolo della poesia: DECLARATION

PARTIR E' UN PO' MORIR (Viaggio a Roma)

SORPRENDERE - PICCOLI APPUNTI: È nata prima la politica o son nati prima i sentimenti?
GLI ANARCHICI INSURREZIONALISTI (Prima parte)

D i c o n o : SCIFOSA - DEMOCRAZIA

UN CASO DI NONVIOLENZA CONCRETA - NONVIOLENZA ATTIVA E DIFESA DELLA PACE.

IL MAREMOTO NON DISTURBA I DUE MANOVRATORI


Meno male che dio non c'è!

di Giuseppe Bifolchi

Di fronte ai recenti cataclismi che hanno flagellato una parte del pianeta risulta difficile aggiungere qualcosa alla valanga di immagini, parole, sentenze che l'ipocrisia degli specialisti della comunicazione ha riversato su tutti noi. Due aspetti, però, sembrano totalmente assenti. Il primo parte da un dato che viene spesso citato, guardandosi bene dal commentarlo. La generosità della gente ha superato di gran lunga gli stanziamenti economici disposti dai governi. Gli Stati Uniti avevano stanziato in un primo momento 35 milioni di dollari. Dopo qualche giorno, resisi conto dell'assurdità dello stanziamento, l'hanno aumentato di dieci volte portandolo a 350 milioni. Non ci sembra di aver sentito nessuno dei pagliacci televisivi fare alcun raffronto con la cifra stanziata annualmente, nel mondo, per le spese militari. Il motivo è semplice. Lo stanziamento annuo per le spese militari ammonta a mille miliardi di dollari. Se la matematica non è un'opinione gli aiuti degli USA ai paesi colpiti dal disastro sono 3000 (tremila) volte meno delle spese militari.

Con le briciole delle spese militari sarebbe risolto il problema della fame: Cinque milioni di bambini all'anno, al di sotto dei cinque anni, muoiono di fame nel mondo. 852 milioni di persone sono sotto alimentate, di cui 815 milioni vivono nei paesi sottosviluppati. Il numero di persone che soffrono per la malnutrizione nel mondo continua ad aumentare al ritmo di quattro milioni all'anno nei paesi in via di sviluppo, nonostante che nel vertice mondiale per l'alimentazione, tenuto a Roma ormai 8 anni fa, si fosse fissato l'obiettivo di ridurre della metà, entro il 2015, il numero dei morti per fame nel mondo.

Con ancor meno verrebbe debellata la malaria che fa 160.000 morti all'anno (più o meno quanto il cataclisma). Dicevamo che la generosità dei privati ha superato quella dei vari governi. A nessuno è venuto in mente di chiedersi a che servano questi apparati che ovunque nel mondo succhiano il sangue della gente? Ragionamento semplicistico? Sì, siamo dei semplici. L'altro aspetto riguarda le religioni monoteistiche che sono apparse preoccupate di rassicurare i propri adepti sul fatto che non devono interpretare quanto successo come un castigo di dio. Siamo d'accordo con loro, per il semplice fatto che non crediamo all'esistenza di esseri che tutto sanno, tutto vedono, tutto dispongono, sono dovunque e possono tutto. Ma se il dubbio ci assalisse dovremmo per forza chiederci se questo dio non abbia niente di meglio da fare che prendersela vigliaccamente con i più deboli.

Per tornare alle spese militari:

Sapete a quanto ammontano le spese militari complessive dell'Italia nel 2003?

19.614.800.000 euro (37.979 miliardi di Lire)

e sapete inoltre

…che tali dati non comprendono tutti i costi sostenuti per l'acquisto degli armamenti, spesso finanziati attraverso il bilancio del ministero dell'Industria?

…che la quota di partecipazione al progetto Eurofighter, non compresa nelle tabelle precedenti e sostenuta con ricorso a crediti finanziari con limiti di impegno di quindici anni, ammonta a 480 milioni di euro ? (per confronto: con circa 400 milioni di euro all'anno si potrebbe raggiungere un tasso di vaccinazione dell'80% dei bambini del mondo contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, febbre gialla ed altre 4 malattie…)

…che il corrispondente della spesa mondiale di mezza giornata per mantenere gli apparati militari potrebbe finanziare il programma dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per cancellare la malaria (300 milioni di casi annui accertati)?

…che al prezzo di un aereo da caccia supersonico (36 milioni di euro la previsione per i nuovi JSF Lockheed Martin in attività dal 2008) si potrebbero allestire circa 40.000 farmacie da villaggio?

…che la spesa militare mondiale complessiva si aggira sui 1000 miliardi di euro annui? (il prodotto interno lordo totale dell'Italia in un anno è di circa 1200 miliardi di euro)

…che l'1% della spesa militare mondiale annua potrebbe pagare le attrezzature agricole necessarie ad accrescere la produzione primaria nei paesi a basso reddito, rendendoli quasi autosufficienti dal punto di vista alimentare in 20 anni?

…che negli ultimi 5 anni gli aiuti ufficiali allo sviluppo sono diminuiti del 12% circa?

…che il costo (solo militare) della guerra in Iraq si aggirerebbe sui 100 miliardi di euro? (con 70.000 euro si riescono a trattare circa 8.000 bambini iracheni all'anno contro le infezioni gastrointestinali! Al costo della guerra tali bambini potrebbero essere 1.400.000!)

…che i principali titoli del settore armamenti hanno guadagnato dal 20% all'80% alla borsa di New York nei mesi successivi all'11 settembre 2001?

…che i militari nel mondo sono circa 21 milioni (contro 6 miliardi di persone "da difendere") e che per ognuno di essi si spendono annualmente 40.000 € di media?

LISTINO PREZZI… (aerei, missili, elicotteri…)

Per confronto: 130 Euro sono sufficienti per un trattamento completo di cura, compresi gli alimenti, per salvare un neonato dall'AIDS in Africa

tipo di armamento /costo / bambini salvati...

Bombardiere stealth F-117A Nighthawk /45.000.000 euro / 345.000 bambini

Cacciabombardiere F-15 Eagle /15.000.000 euro / 115.000 bambini

Cacciabombardiere F-16 Fighting Falcon /20.000.000 euro / 155.000 bambini

Cacciabombardiere F/A-18 Hornet / 35.000.000 euro / 270.000 bambini

Bombardiere B-52 Stratofortress /74.000.000 euro / 570.000 bambini

Bombardiere B-1B Lancer /200.000.000 euro / 1.540.000 bambini

Bombardiere stealth B-2 Spirit /1.300.000.000 euro / 10.000.000 bambini

Velivolo anticarro A-10/OA-10 Thunderbolt II/ 8.800.000 euro / 65.000 bambini

Bombardiere per guerra elettronica EA-6B Prowler /52.000.000 euro / 400.000 bambini

Missile da crociera Tomahawk /1.000.000 euro / 7.500 bambini

Velivolo antisommergibile P-3C Orion /36.000.000 euro / 275.000 bambini

Elicottero da trasporto CH-53E Super Stallion / 26.000.000 euro / 200.000 bambini

Elicottero da attacco AH-1W Super Cobra /10.700.000 euro / 80.000 bambini

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DECLARATION DICHIARAZIONE

Je déclare l'état de bonheur permanent …
Et le droit de chacun à tous les privilèges
Je dis que la souffrance est chose sacrilège
Quand il y a pour tous des roses et du pain blanc.

Je conteste la légitimité des guerres
La justice qui tue et la mort qui punit
Les consciences qui dorment au fond de leurs lits
La civilisation au bras des mercenaires.

Je regarde mourir ce siècle vieillissant
Un monde différent renaîtra de ses cendres
Mais il ne suffit plus simplement de l'attendre
Je l'ai trop attendu, je le veux à présent.

Que ma femme soit belle à chaque heure du jour
Sans avoir assez dissimulé sous le fard
Et qu'il ne soit plus dit de remettre à plus tard
L'envie que j'ai d'elle et de lui faire l'amour.

Que nos fils soient des hommes non pas des adultes
Et qu'il soient ce que voulions être jadis
Que nous soyons frères, camarades et complices
Au lieu d'être deux générations qui s'insultent.

Que nos pères puissent enfin s'émanciper
Et qu'ils prennent le temps de caresser leurs femmes
Après toute une vie de sueur et de larmes
Et des entre deux guerres qui n'était pas la peine.

Je déclare l'état de bonheur permanent …
Sans que ce soit des mots avec de la musique
Sans attendre que vienne le temps messianique
Sans que ce soit voté dans aucun parlement.

Je dis que désormais nous serons responsables
Nous ne rendrons de compte à personne et à rien
Et nous transformerons le hasard en destin
Sans maîtres et sans dieu et sans diable.

Et si tu veux venir passer la passerelle
Il y a de la place pour tous et pour chacun
Mais il nous reste à faire encore du chemin
Pour aller voir briller une étoile nouvelle.

Je déclare l'état de bonheur permanent …
Io dichiaro lo stato di benessere permanente …
E il diritto di ognuno a tutti i privilegi
Dico che la sofferenza diventa blasfema
Quando per tutti ci sono rose e c'è pane.

Io contesto la legittimità delle guerre
La giustizia che uccide e la morte che punisce
Le coscienze addormentate nei loro letti
La civiltà al soldo dei mercenari.

Guardo morire questo secolo ormai vecchio
Un mondo diverso rinascerà dalle sue ceneri
Ma non basta soltanto aspettarlo
Lo ho atteso troppo, lo voglio adesso.

Che la mia donna sia bella ad ogni istante
Senza troppe finzioni sotto il trucco
E ch'io non debba rimandare a più tardi
Il desiderio che ho di lei e farle l'amore.

Che i nostri figli siano uomini, non degli adulti
E che diventino quello che noi volevamo essere
Con loro diventiamo fratelli, compagni, complici
Piuttosto che due generazioni che s'insultano.

Che i nostri padri possano alla fine emanciparsi
E trovino il tempo di accarezzare la propria donna
Dopo tutta una vita di sudore e di lacrime
Passata tra due guerre che non valeva la pena fare.

Io dichiaro lo stato di benessere permanente …
Ma che non siano solo delle parole con della musica
Che non si debba aspettare il tempo messianico
Senza che sia votato in nessun parlamento.

Vi dico che d'ora in poi saremo responsabili
Senza render conto a niente e nessuno
E così trasformeremo il caso in destino
Senza maestri, senza dio e senza diavolo.

E se vuoi ora puoi fare la passerella
C'è posto per tutti e per ciascuno
Ma ci resta ancora del cammino da fare
Prima di vedere brillare una nuova stella.

Io dichiaro lo stato di benessere permanente …

Testo di George Moustaki

proposto e tradotto da Enrico Santangelo

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PARTIR E' UN PO' MORIR

(Viaggio a Roma)

La canzoncina in voga
cantava la dolce voce
di Maria, la vecchia S miger
veloce pedalando. Accanto a lei,
chiuso il libro, immobile
partivo, per lidi ignoti
e sconosciute vie.

Partir volevo, non morire,
io, che dalla nativa Teate,
solo a Pescara ero stata in estate.
0 in treno, o calesse, a Francavillammare,
sempre all'amarissimo del Vate.
Il sogno era veder la Capitale,
la Città Eterna, l'Urbe Imperiale.

Partir volevo, non morire.
E il caro Duce mi volle esaudire:
Dieci lire il biglietto, treno speciale,
Andata, soggiorno, contorno. ritorno.
Dall'Alpi al Lillibeo, la donna italiana,
in gonna pantaloni e sahariana,
sfilava ai Fori alla grande adunata.

Tutto il gentil sesso alla bella parata,
a vederlo fiero sul bianco destriero
caracollare, il Conquistatore, Lui,
dei Cesari l'acclamatissimo successore,
Ci fissava ad una ad una con amore,
passandoci in rivista. lo mi sentii amata:
Il suo sguardo m'accarezzava il cuore.


Pescara, 20/12/2004 Elena Sprecacenere

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SORPRENDERE - PICCOLI APPUNTI

È nata prima la politica o son nati prima i sentimenti?

There is a war between (C'è una guerra tra
the black and white il nero e il bianco
the rich and poor tra il ricco e il povero
the man and the woman tra l'uomo e la donna)
(L. Cohen)


Migliaia di insetti, mammiferi, uccelli, rettili…….condividono il pianeta con una sottospecie chiamata "Homo Sapiens" o "Donna Sapiens"??? di cui fanno parte soltanto due esseri differenti, chiamati donna e uomo e per tutto il globo terracqueo è difficile trovare due di questi esseri, nelle varie combinazioni possibili, che vivano veramente in accordo……………
************************************************************************************************

Direi che son nati prima i sentimenti e la politica è stata generata dal sentire dell'uomo.


Se la politica non funziona forse dovremo affrontare ciò che l'ha generata,

i sentimenti!

Quante volte, e in molti, diciamo che i politici son tutti i ladri e che la politica è uno schifo, forse stiamo dicendo che noi faremo diversamente, perché allora non scegliamo di diventare dei soggetti politici, forse perché dovremo confrontarci con le nostre paure, le nostre difficoltà, dovremo affrontare le sirene del denaro, del potere, della fama e a queste cose dovremo opporre l'onestà, la condivisione delle scelte, la chiarezza di sentirsi sempre un delegato di cittadini che ci hanno scelto perciò rispettandone il mandato e riportando alla verifica le nostre scelte.

Se siamo diversi nella politica è perché abbiamo fatto delle scelte differenti di vita, abbiamo differenti valori, abbiamo dei sentimenti differenti per tutte le cose e i momenti nella vita di questo pianeta.


"You say you got a real solution - Well, you know - We'd all love to see the plan……..You ask for a contribution, - Well, you know - We're doing what we can. - But if you want money for people with minds that hate, - All I can tell you is brother you have to wait………..You say you'll change the constitution - Well, you know - well all want to change your head - You tell me it's the institution - Well, you know - You better free your mind instead."

(Tu dici di avere una soluzione reale - Bene, sai - Ci piacerebbe vedere il piano………Ci chiedi un contributo, - Bene, sai - Stiamo facendo quello che possiamo - Ma se cerchi dei soldi per gente con pensieri di odio, - Tutto quello che posso dirti è fratello devi aspettare…Tu dici che cambierai la costituzione - Bene, sai - noi tutti vogliamo cambiarti la testa - Tu mi dici che è l'istituzione - Bene, sai - E' meglio che liberi la tua mente invece.")

John Lennon
negli anni 60 fu accusato di qualunquismo, dai radicali politici, perché nella sua canzone "Revolution" critico la fumosità dei programmi di quelli che volevano cambiare il mondo e che non volevano riflettere sull'affrontare i problemi personali e le idee delle persone.
Spinto dalla violenza delle critiche e tenuto conto del momento storico chiese scusa e si allineò con i radicali partecipando a manifestazioni politiche e scrivendo una canzone legata al movimento "Power to the people" (Potere al popolo), ma in seguito nella sua relazione con Yoko Ono, più sensibile al movimento femminista e pacifista, rivide le sue idee originarie che aveva esplicitate nella canzone "Revolution" e riconfermò la validità di ciò che aveva scritto allora.

Nella storia degli ultimi due secoli abbiamo visto affrontarsi differenti idee politiche e sociali che intendevano migliorare o cambiare totalmente il mondo, il mondo è sì cambiato, ma in peggio e son rimaste nell'arena a contendersi la rivoluzione del mondo altre idee politiche perlopiù che fanno capo alla sinistra e con molte sfaccettature (leniniste, troskyste, anarchiche……), a livello scritto e verbale si è cavillato molto e poco si è capito su come volessero cambiare il mondo, dato che, diverse di queste organizzazioni con i loro aderenti, se ne stavano distanti dalle scelte politiche reali.

Ed ai rivoluzionatori del mondo, a livello generale, poco importava di cambiare prima le persone, per poi o in contemporanea modificare il mondo.

Possiamo affermare che le persone, se vivessero meglio i rapporti familiari, di coppia, l'amicizia, vivrebbero diversamente nel mondo, nel lavoro, nella scuola, avrebbero una visione diversa delle cose e della vita?

Quante volte, noi che vogliamo cambiare il mondo, ci sentiamo così indifesi nell'affrontare le cose della vita che riguardano i sentimenti, così piccoli e certe volte così meschini. Momenti che ci fanno tremare le ginocchia, battere il cuore, respirare saranno anche importanti per la nostra vita?

Cercherò di affrontare meglio questi temi nei miei prossimi scritti, soprattutto per quanto riguarda il rapporto di coppia perché ne sono coinvolto e perché, umilmente, mi sembra averne le idee un po' più chiare, in me.

Non credo che questo mio scritto possa servire a cambiare la totalità delle cose, ma potrebbe servire a modificare dei momenti di vita di alcune persone e speriamo che sia come scriveva la cantante Laurie Anderson "Language is a virus" (il linguaggio è un virus), chissà che attraverso lo scritto e la parola si diffonda.

Pierre Sorprendre

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GLI ANARCHICI INSURREZIONALISTI
(Prima parte)



Abbiamo fatto una breve discussione all'interno del gruppo del giornale sull'opuscolo "Anarchismo insurrezionalista", di Alfredo M. Bonanno, Edizioni Anarchismo, numero 10 de "I libri di Anarchismo".

La discussione è stata centrata soprattutto sulla Introduzione perchè ci è sembrata la parte più interessante in quanto l'Autore espone "gli elementi fondamentali dell'anarchismo insurrezionalísta (Pag.3 dell'opuscolo sopra citato). Il mio articolo segue lo stesso criterio.

Dalla lettura di queste pagine vengono fuori dei principi ed un piccolo programma che tracciano una Via Anarchica- Insurrezionalista che il Popolo dovrebbe seguire per distruggere il potere capitalista.

Il loro principio fondamentale è quello della violenza rivoluzionaria finalizzata all'assalto al potere. Questo traspare da tutte le righe dello scritto. L'Autore non si preoccupa dell 'emancipazione del popolo che, per risolvere i propri problemi, dovrebbe semplicemente seguire loro.

Il programma particolareggiato e la tattica (Pagine 6-7) con cui muoversi riguardano, logicamente, coloro che credono alle loro idee ed alla loro impostazione generale, da cui il programma e la tattica scaturiscono. Per me, e per gli altri come me che non ci credono, tale programma non ha nessuna importanza.

Il principio dell 'Autogestione viene citato spesso ma sempre in riferimento alla lotta, mai all'economia ed alla politica (Soviets, Consigli ed altri organismi di base non vengono mai citati).

Alcune affermazioni richiedono una discussione particolareggiata.
A proposito della critica, Bonanno, a Pag. 4, dice: "La critica è sempre lo strumento primo…..ma che sia critica partecipativa…..che faccia battere l'emozione dello scontro effettivo contro i nemici, con i loro visi disfatti per la prima volta nella polvere, e non arcigna valutazione dei pro e dei contro". Questa, a mio avviso, è una concezione passionale e distruttiva della critica, finalizzata al piacere di vedere il nemico disfatto e nella polvere. Che piacere è? A me non dà nessun piacere! Il mio piacere è vederlo passare dalla mia parte, convinto e guadagnato dalle idee di giustizia, rispetto e libertà per tutti. A me dispiace distruggere il nemico anche se, in caso di necessità estrema, lo farei!

Di seguito, nella stessa pagina, in riferimento allo svolgimento delle Assemblee dice: "..... E gli animali politici... hanno in tasca pronto un bel programma... di rientro nella normalità, di richiamo all'ordine. Certo, non diranno nessuna parola meno che corretta, politicamente intendo, e quindi verranno scambiati per rivoluzionari.…." Se i partecipanti alle Assemblee non sono in grado di capire i falsi rivoluzionari, come si fa a fare la rivoluzione? Perchè farla? Sarebbe certamente un fallimento!

Parlando dei problemi delle masse dice che il ruolo degli anarchici è quello di operare affinchè ... quel problema venga affrontato con le caratteristiche di metodo che sono quelle dell'insurrezionalismo: autorganizzazione, conflittualità permanente, attacco" (Pag. 9). L'autore stabilisce da solo il metodo ed il come affrontare un problema, perchè? Sono le assemblee che devono decidere, come piace a loro, anche se sbagliano, ma "sbagliando si impara", dice il proverbio popolare. Diversamente si pratica un metodo autoritario, basato sul principio dell'avanguardia che comanda e che ha già fatto tanti danni nella Storia.

A proposito del pericolo che corrono tutte le organizzazioni di conservatorizzarsi e burocratizzarsi scrive: "Ogni struttura che persiste nel tempo ..... involve prima o poi verso una struttura stabile che capovolge lo scopo iniziale in quello nuovo, e apparentemente legittimo, di una crescita quantitativa.….", sempre sullo stesso problema nelle righe successive dice: "..... prima o poi il cerchio si chiuderà attorno ad una struttura, sedicente rivoluzionaria e anche anarchica, la quale avrà però scoperto così il suo vero e unico scopo: la propria sopravvivenza." (Pag. 13). Analisi molto corretta, largamente convalidata dall'esperienza, a cui l'autore vede la soluzione nella creazione di "organizzazioni informali" e nella metodologia anarco-insurrezionalista che consiste "nell'autorganizzazione, la conflittualità permanente, l'attacco". Egli vede in uno stato di tensione permanente dei compagni la soluzione al problema. Io non credo ad una simile soluzione perchè penso che l'Essere umano, salvo rare eccezioni che confermano la regola, non sia capace di passare la vita in uno stato di tensione permanente. Inoltre tale stato non elimina nè corregge di per sè il carattere egoista ed individualista delle persone. Sarebbe un individualista permanente, ma sempre tale, quindi propenso all' autoritarismo ed all'egolatria. Tali caratteristiche individuali, senza regole di controllo collettivo, porterebbero alla creazione di capi e sottocapi, cioè ad una gerarchia latente, "informale" ma sempre gerarchia.

A parte questa concezione particolare degli anarco-insurrezionalisti, io ho l'impressione che gli anarchici in generale si sentono come "vaccinati" contro la burocrazia per il semplice fatto di essere anarchici e libertari. Si sentono superiori rispetto al problema! Secondo me fanno un grosso errore di sottovalutazione. Personalmente credo che per combattere il "virus" della burocrazia sia necessaria la Democrazia diretta e la formazione della Coscienza delle persone.


Antonio Mucci

(Continua)

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D i c o n o : SCIFOSA - DEMOCRAZIA


Quando il Cavaliere-Imprenditore-SportPresidente-Ministro-Berlusconi avrà reso alfine la sua anima al Signore, o quando il Signore avrà reclamato il pensionamento del suo animo in paradisiaci lidi.......... e sono ormai cinquant'anni che Nazim Hikmet continua a chiedere: "Ma è poi veramente esistito Ivan Ivanovic ?".
Alcuni di noi già oggi, forse da ieri, si chiedono se esista davvero una ferrosa calamita di tante nostre calamità, di "nostri" guai, disgrazie, ferite, scomodità, sconvenienze: Esiste un Pozzo-Sorgente dal quale scaturiscano eventi-sventurosi capaci di far impallidire la già criticatissima ed eufemizzata Pandora?

Una definita-metà del popolo italiano, dicono, spingano e sospingano tant'uomo verso il perseguimento di mete confacenti: mentre una pressochè equipollente seconda metà, dicono, cerca di frenarne la corsa, si oppone, critica, analizza, ridicolizza ed avversa ed invita a capire che la linea politica del Presidente è Linea-autostrada al casello della quale è posto un precipizio, anzi IL Precipizio.

Se queste due metà sono le mete offerte, sono gli argini dai quali perseguire democratica-mente ......... eccoci confortati nel trovare conferme al nostro fastidio verso la democrazia e le sue parvenze benefiche.
Se la Democrazia ci ha partorito un "Auto da fè" così caratteristico oltrechè caratizzato........ come plaudire a questo Popolo-Demo che Crazia-governa..........che ci governa, e vorrebbe governare ............ anche noi che non siamo uomini liberi, nè liberti nè liberati o liberali.
Quanti schiavi son servi di bimillenaria memoria............. conservatori-capaci cioè di proporre un regime ove i guinzagli e le catene potrebbero essere più elastiche, ma mai sublimate in fronzoli da appenedere nei musei della nostra memoria, della nostra coscienza-politica......... relegate cioè ad un passato che sia trascorso davvero.

Se la Democrazia è osannata quando è la "nostra fazione" a meritare, conquistarsi, il successo a noi pare che l'esaltazione della Democrazia medesima sia UN PO' contrad-dittoria ................ non è tanto che non ci piaccia quanto piuttosto ci appare degna di piallature e lavaggi a base d'acido, piuttosto che di imbellettamenti caduchi e frivoli.

Suffraga essi-loro, forse, che le contraddizioni non siano contenute in un sistema chiuso: è ancora ben-possibile riversarle all'esterno, cosicchè un o il regime riesce pursempre ad alimentarsi e a sussistere a dispetto delle numerose falle che è capace di creare.
Lo stesso Buon-Dio creò un mondo intero e fu comedire "costretto" a porvi un appendice Demonico-Paradisiaca per dar una tensione positivistica e positiva.

I nostri vari araldi democratici amano demonizzarsi a vicenda......... piuttosto che, pare, risolvere i vari innumeri problemi che attanagliano singoli e collettività varissimi.
Berlusconi diminuisce le tasse.........Berlusconi le accresce "indirettamente"............
Cosa fa Berlusconi?
Cosa vedono e dicono "Corresponsabili" ed "Antagonisti"?
Noi, pur sforzandoci, non intendiamo nessuna delle due parti.
Forse perchè guardando e soffrendo, per varie oberazioni strutturali imposte, poco riusciamo a star dentro a loro logiche e ad intendere le loro metodologie molto sovrastrut-turali ........... : gli squilibri e le distorsioni continuano ad attanagliare.

A noi pare che invece che di stufe e camini, o dei moderni termosifoni, tanta gente pensi di risolvere i grigiori rigori dell'inverno con bandierine azzurrine o bandierine rosatelle.......... come porsi ad agitare tanti straccetti ..... già le tormente li han resi flacci e scoloriti.
Bandiere arcobaleniche sbandierano sempre più scolorite nei loro colori già-pastello........... non han forse carta-moneta per sostituirle con nuove bandierine appacificanti?
A tal punto la crisi ci ha costretti?
"Pace, Pace-Pace" che già Eraclito criticava per irridere Omero e quanti idiotamente la vorrebbero ETERNA, che è come dire Mortifera.
Non han risposto ne rispondono a questa domanda efesica, si degnano di vincerla tacendo.

Dicono, ripetono, ribadiscono, riferiscono, rilevano, riescono quasi ad essere Ridicoli. Dicono che Berlusconi ha fatto per se, che Berlusconi ha.......... che ha......... che ha detto, che ha imposto ........... dicono senza prima aver detto cos'han fatto essi medesimi!
Cosa fanno essi-loro, nel senso risolutivo piuttosto che propositivo-inventivo placebico?

Sempre cresce scetticismo in noi allorquando si ascoltano critiche antiberlusconiane da parte dei tanti lamentosi lamentatori.
Cos'è un porco odiato per il suo olezzoso olezzo?
E' anche un porco sopportato per i prossimi fini natalizi salcicciosi!
Cos'è un altro porco sprezzato per il suo lordume scuro?
E' forse un altro porco visto ancora in prospettive natalizie, in ansie festaiole!

Viva i cinghiali: la loro selvatichezza non è accoltellabile da miserrimi armati di coltellacci!

Il gioco, se di gioco è lecito parlare, pare girare in forza di contraddizioni presenti che pur attanagliano e costringono con varia forza ed intensità quanti sono OBBLIGATI a ribattarsi in queste nostre civili metropoli clericali, ove la polizia e la magistratura............ la magistratura che alcuni dicono serva del potere......... altri la alimentano per servire il proprio potere, altri la vedono non "magis-maior-magister" massima........... massima è quella clericale, quella maestra-sacra-religiosa del diritto-divino non misera-terrena.

Quanti plaudono alla magistratura o la sprezzano in conseguenza e funzione delle sentenze delle quali è capace o meno di confortarci?
O la si accetta e plaude sempre o mai!
C'è forse altro?

A noi non piace Berlusconi ma non certo perchè sa rimpinzare i suoi portafogli........ portafogli che magari neanche conosce più nel numero e nel colore. A noi non piace per l'alibi che offre a tanti: scudo per i loro interessi "derubati" della robba che eccede perchè la robba e la robbata spesso è anche rubbata magari denominalmente.

Aumenta le tasse........o.........le abbassa? Potrebbero fare un referendum per capire quanto avviene. Loro-tutti potrebbero fare il referendum, poi conterebbero i voti e capirebbero.
Molti, molti di noi, non disquisirebbero se i più ricchi debbano vedersi aumentare le tasse o se debbano essere loro ridotte.
Molti di noi vedono ricchi-riccacci-ricchioni e poveri-poveracci ......... e non trovano ancora giustificazioni giuste a differenze miliardarie, milionarie.......... financo di un sol centesimo. Una mela ci rende frodatori da ingattabuiare, mezza-mela anche.
Eva nel suo paradiso pur'essa ............. .

Bene fa, se è lecito dirlo, che Berlusconi rida, rida di mele, di Eva e dei fruttaroli tutti.
Fa bene a ridere, pare che il riso gli sia connaturato e che trovi ulteriori motivi di giubilo.
Fa Bene.......... ma da ciò non segue nessuna nostra lode, nei suoi confronti.
Nè possiamo lodare alcuno mai.
Noi s'è imparato da Chilone, o forse Solone, che per lodare alcuno......... è meglio aspettare che sia morto......... giocare sul sicuro, al riparo di qualunque sorpresa.

Chi loda ......... meglio evitarlo......... apotropaicamente.
Nè critichiamo alcuno, altro, mai!
E' solo che le nostre dubbiose questioni .............. non troviamo alcuno che con pazienza riesca e/o si sforzi di aiutarci a risolverle, a meglio intenderle a dominarle e ................. .

Stelio

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UN CASO DI NONVIOLENZA CONCRETA

NONVIOLENZA ATTIVA E DIFESA DELLA PACE.

In "Liberazione" del 9 novembre 2004 si trovavano diversi riferimenti agli espropri proletari di Roma.
Uno, della Segreteria di Rifondazione Comunista, che diceva fra l'altro:
Rifondazione, "...alla manifestazione indetta dalla rete per il reddito sociale di sabato 6 novembre e, nei territori, unitariamente con organizzazioni sindacali, realtà dell'associazionismo, espressioni di movimento, forze politiche, è partecipe delle lotte e delle iniziative che si svolgono.
Nel corso della giornata e della manifestazione del 6, che ha visto un importante successo di partecipazione, si sono svolte, però, alcune azioni quali "l'esproprio" al supermarket Panorama e alla libreria Feltrinelli, che riteniamo sbagliate e controproducenti.
Il punto non riguarda la capacità di effettuare azioni dirette e anche di disobbedienza a leggi o atti considerati ingiusti...
...Il punto riguarda la capacità di estendere l'area del consenso intorno a una mobilitazione, di non ghettizzarla in una pratica avanguardista che diviene controproducente per gli stessi obiettivi che invece intende perseguire.
Non si tratta solo di una questione di metodo.
In una pratica nonviolenta, infatti, non può esservi contraddizione tra metodi usati e fini perseguiti..."
Un altro del direttore, Piero Sansonetti:
"...I giornali italiani hanno dato pochissimo spazio alla morte del ragazzo (francese, ucciso dal treno con il nucleare, ndr), che stava conducendo una lotta nonviolenta e illegale, non hanno dato nessuno spazio alla manifestazione dei precari (righe zero) e si sono concentrati sui disobbedienti che si erano autoridotti la spesa.
Per di più, l'indignazione verso i disobbedienti non è scattata il primo giorno (solo "Repubblica" si è indignata subìto) ma 24 ore dopo, la domenica sera.
Come mai? Sembra quasi che sia scattato un ordine...
E però, nonostante tutto questo... è stata sbagliata l'azione dei disobbedienti - sabato - a Pietralata e da Feltrinelli.
Non perché fosse illegale: non è la legalità o l'illegalità la categoria che rende buona o cattiva una forma di lotta.
Ci sono grandiose e entusiasmanti lotte illegali nella storia, a partire da quelle epiche del Mahatma Gandhi che violò la legge sul monopolio del sale, portando milioni di persone a produrre sale gratis, tirandosi addosso la furiosa repressione delle guardie inglesi e avviando cosi la rivoluzione indiana.
Rosa Parks, attivista nera dell'Alabama, nel '54 si sedette nei sedili di un autobus pubblico riservati ai bianchi, e rifiutò di alzarsi e quindi fu arrestata, perché era fuorilegge.
E allora?
L'azione dei disobbedienti, secondo me, era sbagliata per tre motivi.
Primo, perché oggettivamente conteneva una carica di intimidazione, anche se non di violenza esplicita, che non aiuta in nessun modo a far prevalere le proprie ragioni.
Secondo, perchè è una forma di lotta che non crea una mobilitazione di massa attorno al problema del carovita, ma anzi allontana, impaurisce, emargina grandi porzioni di popolo, che invece sarebbero disponibilissime a partecipare in modo diverso a questa battaglia.
Terzo motivo, perché è una azione che è stata decisa e condotta al di fuori del movimento, e quindi che produce malumore, dissensi, divisioni, dentro un movimento che ha bisogno, soprattutto ín questa fase, di grande unità.
Ieri abbiamo avuto una lunga discussione in redazione su questi temi.
Ci siamo anche divisi, perché ciascuno di noi aveva idee diverse, punti di vista che non collimavano: qualcuno insisteva soprattutto sul valore della legalità in democrazia; qualcuno sul rifiuto di ogni forma di violenza, anche quella non cruenta; qualcuno invece insisteva sulla necessità di mettere in discussione il valore della proprietà privata e soprattutto della proprietà generalizzata delle multinazionali e il loro strapotere sulle vite di tutti noi.
La nostra discussione dimostra che la questione è molto complicata, è difficile liquidarla con degli slogan o con delle frasi fatte, o con le grandi certezze di una volta.
Anche perché è talmente evidente la malafede della destra, che uno alla fine è spinto a difendere gli "espropriatori".
No, io credo che dobbiamo essere così forti e così saggi da sapere respingere le urla scomposte dei benpensanti ma anche di dire ai nostri amici disobbedienti: "State facendo degli sbagli molto grandi, fermatevi".
La questione delle forme di lotta è diventata, nella società di questo secolo, una delle grandi questioni epocali.
I movimenti hanno bisogno di affrontare questo tema con coraggio: si è aperta la frontiera del boicottaggio, della disobbedienza, degli scioperi civili.
In una parola: della nonviolenza.
Bisogna allargare questa frontiera e avere la determinazione per dire: il nuovo sta qui, le vecchie forme di scontro e di conflitto sono inefficaci."
Infine, Luca Casarini, uno dei disobbedienti, rispondeva a Roberta Ronconi:
Luca "...Ma non mi sembra che nessuno abbia proposto i loro sistemi, la loro violenza che è fatta di pistole, manganelli, caschi, tecniche di aggressione, gas lacrimogeni."
Roberta "Io so che con queste azioni non fai che prestare il fianco a reazioni ancora più violente. Una spirale che porta solo verso il fondo. E intanto un ragazzo in Francia è morto sui binari per bloccare un treno carico di scorie nucleari. Una tragedia, un orrore, ma che nasce dal contrasto spiazzante tra un gesto non-violento, dì opposizione, contro una realtà iperviolenta. E quella sì che diventa una bomba che scoppia in mano al potere."
Luca "Non sempre è possibile. Noi abbiamo di fronte gente che fa le guerre, abbiamo di fronte i peggiori criminali sulla faccia della terra. C'è gente che sta assediando 250 mila persone a Falluja. Ti sembra che scontrarsi con questa gente sia facile?"
Roberta "Proprio per questo non possiamo scegliere strade facili."
Luca "Se qualcuno propone altri metodi più efficaci, che lo faccia. Ma non si può non fare nulla. Se uno deve stare a discutere con gente che dopo guarda quello che fai tu e non propone nulla di nuovo, allora non ha senso. Che si facciano avanti tutti, che propongano. Poi vediamo."
Questo ci sembra il punto.
La proposta di metodi più efficaci.
Noi da anni sottoponiamo alla riflessione i metodi che proponeva Aldo Capitini, il primo a portare la nonviolenza in Italia e in occidente.
Tutti si dichiarano a favore della nonviolenza in astratto, perché il nuovo sta qui.
Nessuno cita e discute di quello che scrive Capitini sul Potere di tutti, i numeri della rivista, il libro.
Questa è l'amara verità, purtroppo.

Articolo proposto da Michele Meomartino

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IL MAREMOTO NON DISTURBA I DUE MANOVRATORI

Lo tsunami nel sud-est asiatico non ha risparmiato nulla nel dire quanto ridicolo e ingiusto sia l'uomo, che in una fase avanzata della sua storia, ha moltiplicato la disuguaglianza, il darwinismo sociale, la povertà di molti e la ricchezza di pochissimi, le piaghe bibliche della sua condizione di bruco (il sesso divenuto turismo, i bambini già oggetto di sfruttamento sessuale divengono merce brutale di speculazione di organi, ecc.), gli errori criminali di stupro del territorio (si costruiscono alberghi miliardari sulla sabbia, manca l'energia elettrica per comunicare nei paesi investiti da fenomeni se non prevedibili attenuabili nei loro effetti distruttivi). Inoltre, sulla sciagura che rivela man mano la vastità del suo raggio e, per così dire, la selettività classista delle sue vittime (poveri, paria, pescatori miserrimi, contadini alla fame da secoli, bambini morti come moscerini), il ritorno di Dio. Che muore quando l'uomo secerne il massimo della sua nequizia (Auschiwitz, Hiroshima, Cambogia, Paesi Balcani) ma riprende vita quando è Madre Natura a svegliarsi, come se improvvisamente riacquistasse il suo primato di vita e di morte. Dove vanno a finire le costruzioni intellettuali di filosofi, teologi, pensatori sul Dio misericordioso che si assenta quando c'è da infierire sugli ultimi, su quelli che non hanno nulla, sui tanti che restano indietro nella corsa disumana (o soltanto umana?) al capitale e all'accumulazione del danaro non importa come e non importa a danno di chi? Sono domande retoriche ma che, anche in questa circostanza, i preti, gli stregoni, i guru, gli imam, i pensosi teorici dello scontro tra civiltà, i ricercatori instancabili delle origini cristiane (o giudee, o islamiche) di questo o quel complesso di nazioni, tutti quelli che campano sulla perenne droga della religione, evitano di farsi. Passata la bufera mediatica, nelle trasmissioni idiote delle fabbriche del buio che sono le tv torneranno i consiglieri spirituali a predicare come si combatte la droga, come si educano i giovani, come ci si comporta nelle discoteche, dimenticando le responsabilità storiche di religioni che esaltano il potere, la ricchezza, il privilegio, l'ingiustizia, il Cristo che prende a calci in culo i mercanti del tempio, purchè sia garantito il loro diritto a sproloquiare, a ingannare, a mistificare, a fare orecchie da mercanti sul vero scandalo della differenza tra paesi ricchi e paesi poveri, tra una piccola parte dell'umanità che vive a livelli di nababbo e la gran parte dell'umanità che è sotto la soglia del minimo vitale. Per tacere del diversivo delle guerre che portano democrazia, come nell'Irak in cui i morti quotidiani non si calcolano più e l'aver trasformato un paese in laboratorio di scontri armati a chi può interessare?
Ma, in questa ultradrammatica vicenda del sud-est asiatico, in particolare due persone non si sono accorte del maremoto, nonostante i bollettini televisi giornalieri. Due persone, esseri umani non cipolle, che della televisione sono principi, magnati, monopolisti, padroni ex lege: il presidente del Consiglio e il conduttore di Porta a porta. Vivono nel più smaccato dei conflitti degli intreressi, ma felicemente, senza pudore, come fanciulli smarriti nella beatitudine dei giochi. Il primo continua a sfornare con la sua maggioranza agli ordini leggi a suo favore e a favore degli amici (Previti, Dell'Utri), ingrassando lui solo con profitti vertiginosi in un momento in cui il paese tira la cinghia. Che delizia vederlo correre, in doppiopetto o col blazer, scoppiettante di goduria, che nella conferenza stampa da Gran Fratello al Tg 1 (fatta, cancellando il telegiornale, con prona acquiescenza del fedelissimo minum) si preoccupa di rassicurare gli italiani: i capelli stanno crescendo. Il tsunami miete morti a migliaia, molti italiani non arrivano alla fine del mese, che importa? Per lui conta l'aspetto, il tempo che non passa, il ringiovanimento, l'anima data a Faust per pochi spiccioli di narcisismo, un'illusione di immortalità. Gli altri muoiono, lui assicura che la terrà lontana quella sorella-strega troppo invadente perché la Mediaset, l'Italia, il Mondo ha bisogno di lui, della sua testa tornata a rifiorire mentre il paese del diritto diviene sempre più calvo. Il conflitto di interessi? Quello che nemmeno la sinistra al governo ha disciplinato? Ma, vedete come sono bravo, mi dimetto da presidente del Milan, nomino mio figlio successore della mia più
vanitosa impresa, che volete di più, mica posso incoronare presidente quel comunista operaio che mi ha lanciato (come avrà fatto con tutta la mia scorta? Dovrò fare come il papa e uscire ingabbiato in una macchina superblindata?) un treppiedi, certo, quello sì sarebbe stato un vero gesto di liberalità, ma per gli italiani ingenui e fessacchiotti basterà il perdono e l'aver parlato con la mamma (come li so maneggiare i registri italioti della credulità di massa).
L'altra persona inattaccabile al pudore, alla misura, al ridicolo, è il paesano Bruno Vespa, che, mentre i teleschermi vomitavano immagini di dolore e di morte, continuava bel bello il suo giro radiotelevisivomassmediatico delle settantamila chiese per propagandare il suo libro che racconta la storia italiana da Mussolini a Berlusconi: Non come hanno fatto storici marxisti e azionisti e liberali che raccontano ancora di un Duce gran criminale, soppressore di libertà e diritti, antisemita e guerrafondaio, ma che è falso, io l'ho già mostrato in tv il vero Duce, buon padre di famiglia, come il Cavaliere, come D'Alema il risottista, come tutti i potenti che governano per poco o per molto questo paese e che saranno sempre il mio editore di riferimento. Il mio conflitto di interessi? Scrivo libri, si fa per dire, trattatelli di pura propaganda, li pubblico con Mondatori (che è di Berlusconi) e con la ERI (che è di Berlusconi), li pubblicizzo per mesi ad ogni ora del giorno e della notte, in ogni trasmissione show spazio servizio telegiornale (e dovreste vederli i sinistrorsi Fazio, Mirabella, Augias, ecc, quando ricevono l'ordine di ospitarmi) per centinaia di milioni a carico del servizio pubblico, cioè dei fessi che pagano il canone, roba, lo riconosco, che nemmeno nella più esotica repubblica delle banane. E' un gioco da ragazzi, Marco Travaglio che già vende tante copie dei suoi libri senza pubblicità ne venderebbe il decuplo se avesse il mio tambureggiamento unico al mondo…Anni fa, quando ero già famoso, ma conservavo qualche grammo di ritegno, scrissi un libro su Leone, il presidente democristiano scacciato dal Quirinale, ebbene, senza poter usufruire della grancassa radiotelevisiva, il mio libro fece plof, non vendette nemmeno una copia. Io, che non sono fesso, ho capito come rimediare, creandomi un codice personale dei comportamenti laddove regole non ci sono, se non quelle dell'educazione e della civiltà. Scherziamo? E che me ne faccio, io abruzzese cocciuto e montanaro? Ma, vedrete, dei miei libri, inutili, già morti un attimo dopo essere stampati, faranno un'edizione nazionale come per quelli di D'Annunzio, sarà il Cavaliere stesso che tanto mi deve come il più notarile dei suoi reggicoda a presentarla, farla acquistare, ordinare alla Moratti di farla adottare nelle scuole pubbliche residue e in quelle private. Come? Nominarmi presidente della RAI o della Mediaste? Ma chi ha più potere di me, che tra l'altro scrivo su tutti i quotidiani d'Italia (e settimanali come il berlusconiano Panorama) e, se voglio, potrei dirigere il Corriere della Sera (ma per ora no, ho altro da fare, mi sono limitato a far nominare vicedirettore Pier Luigi Battista, che dei miei libri è il più entusiasta recensore, lui che sa cogliere la più insignificante bestialità di Asor Rosa o di altro maitre-à-penser sinistrorso, ma che, dinanzi alle mie, si sbraca di complimenti, che io ricompensavo facendolo collaborare a Porta a porta, ehm, si sa, non tutti sono disinteressati come me…).
Questi due compari così partecipavano ai lutti e alle tragedie del sud-est asiatico. L'uno verrà rivoltato plebiscitariamente e rieletto presidente in attesa del Quirinale o di cambio della Costituzione, l'altro farà in modo di espettorare un libro al mese, in modo che per tutto l'anno avremo il suo ronzio d'insetto sui video italiani (anche di quelli recentemente acquisiti da Carlo Debenedetti). Domanda retorica finale: c'è speranza per gli italiani? Si sono, ci siamo affannati a non voler morire democristiani, moriranno, moriremo, berlusconianvespiani.


Giacomo D'Angelo

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