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INDICE - IL SALE N.°36

* LA PRIMA INTERNAZIONALE Prima parte: La concezione dell'Internazionalismo

* GIRO GIRO TONDO

* PROVERBI E MODI DI DIRE

* L'ANGOLO DELLA POSTA

* 'VIAGGIO RITORNO D'UN POETA VAGABONDO AL PASSATO'(ultimaparte)

* LA VARIANTE NON PIACE AI COSTRUTTORI:VUOL DIRE CHE VA BENE

*LA BURLA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE....

* LA CHIESA E LA GUERRA (terza e ultima parte)

* SALE:ESSO -LUI SALE E NOI........:

*POESIE DI FABIO SPINOZZI

* "CANDIDO SI COMPORTA SPONTANEAMENTE CANDIDAMENTE"

*22 racconti di fantascienza

* ATTACCHINI MAI ASTENSIONISTI SEMPRE

* SORPRENDERE

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LA PRIMA INTERNAZIONALE Prima parte: La concezione dell'Internazionalismo


La Prima Internazionale nasce il 28-11-1864 a Londra durante un comizio di solidarietà con la Polonia oppressa. Si chiama “Associazione Internazionale degli Operai”. Marx redige l’”Indirizzo Inaugurale” e lo “Statuto”, che esprimono la necessità della cooperazione internazionale tra i lavoratori, dell’autoemancipazione delle masse e della conquista del potere politico da parte del proletariato.
Nel Congresso dell’Aia del 1872 vengono espulsi gli Anarchici i quali formano l’”Alleanza per la Democrazia Socialista”.
Successivamente la sede dell’Internazionale viene spostata da Londra a New York.
La Prima Internazionale si scioglie nel 1876 con il Congresso di Filadelfia.
Durante i primi anni di vita avviene la Comune di Parigi (18/3/1871 - 28/5/1871), fatto importantissimo per la storia non solo di questa organizzazione ma di tutto il movimento rivoluzionario mondiale. I Comunardi, cioè il popolo parigino, con pochissimi mezzi e senza preparazione, osarono ribellarsi all’esercito Franco-Prussiano, coalizzato per l’occasione, combatterono casa per casa, però furono sconfitti e repressi spietatamente. Non potevano vincere! Però i 71 giorni di funzionamento della Comune di Parigi sono stati una fonte di insegnamento per i rivoluzionari di tutto il mondo su come comportarsi con l’apparato dello Stato capitalista, per l’apprendimento della Democrazia Diretta, la partecipazione del popolo nella gestione pubblica. Senza questa esperienza non ci sarebbero potuti essere i Soviets e la Rivoluzione Russa.
Nelle discussioni della Prima Internazionale parteciparono, direttamente e indirettamente, tutte le correnti di pensiero dell’epoca in quanto fu un fatto che ebbe ripercussione mondiale. Coinvolse marxisti anarchici mazziniani proudhoniani lo stesso Garibaldi. Per la prima volta nella Storia si tentava di unire la classe operaia nascente a livello internazionale.
Secondo me non è importante stabilire chi aveva ragione e chi aveva torto, anche perché è una valutazione soggettiva, ma sopratutto cercare di capire quali insegnamenti utili si possono trarre per oggi.
Dal 1864 ad oggi ci sono state tantissime esperienze del movimento operaio ed anche molto importanti.
Oggi abbiamo la sfortuna di dover vivere ancora in una società capitalista, non più in espansione ma in decadenza, per cui se era condannabile all’epoca della Prima Internazionale, lo è mille volte di più oggi perché il suo degrado morale ed il suo meccanismo di oppressione e di sfruttamento è peggiorato tantissimo.
Se si pensa agli stermini di massa causati da due guerre mondiali e da tantissime guerre locali come quelle attuali in Iraq e Palestina, se si pensa al fatto che metà della popolazione del pianeta vive con meno di 2 dollari al giorno, che 40.000 bambini muoiono di fame ogni giorno, che si muore di fame più oggi che alla fine del 1800, che c’è un inquinamento ambientale talmente dannoso alla salute che sta mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza della specie umana, ci si rende conto dei danni che comporta la sopravvivenza di questo sistema capitalista e che i compagni della Prima Internazionale avevano pienamente ragione a bocciarlo come irrecuperabile e a volere la eliminazione della proprietà privata e la Socializzazione dei mezzi di produzione.
Oggi, insieme alla sfortuna, si ha la fortuna di avere alle proprie spalle un bagaglio enorme di esperienze del movimento operaio mondiale a cui attingere per imparare. Si deve tenere presente che fallimenti ed errori ci sono stati per tutti per il semplice fatto che il Socialismo non si è realizzato da nessuna parte. Non è che una organizzazione lo ha costruito e le altre no. Nessuna lo ha fatto e tutte hanno commesso errori ed ingiustizie. Bisogna avere la pazienza e l’umiltà di rimettere in piedi le cose giuste eliminando gli errori. Io penso che gli errori sono stati tanti e che un ritorno alle fondamenta del pensiero socialista aiuterebbe molto a comprendere la tappa storica attuale ed a farci uscire da questa brutta epoca in forma progressista. Un fondamentalismo rivoluzionario portato avanti in forma razionale e non fanatica, io credo che sarebbe molto positivo. Evidentemente questa è l’epoca storica dei fondamentalismi, visto il loro diffondersi, e penso che tale fenomeno socio-politico di massa esprima nel fondo il sano desiderio della gente di volere tornare a vivere sulla base delle idee dei principi della morale e della dignità della persona, da un lato, e dall’altro il rifiuto dei tatticismi del compromesso teorizzato e fine a se stesso, dell’accettazione del materialismo volgare del consumismo e del Dio Denaro.

L’INTERNAZIONALISMO

L’internazionalismo proletario nasce dal fatto che il capitalismo è già di per sé una società mondiale. Lo è sempre stato anche se oggi ha raggiunto il suo livello massimo con la cosidetta globalizzazione.
Il movimento operaio ha sempre cercato di dare un a risposta globale ai problemi in quanto il nemico è mondiale, come lo sfruttamento, e quindi anche la soluzione deve essere tale. Per rispondere a questa necessità obiettiva sono sorte quattro Internazionali più quella anarchica, più quella zapatista della Speranza ed oggi si parla anche di una quinta internazionale.
Il fatto che queste organizzazioni, pur morendo poi rinascono, esprimono, a mio avviso, una necessità obiettiva della Storia. I problemi sorgono quando si discute: l’internazionalismo per fare che? Per quale prospettiva mondiale? Quale società sostituire alla presente? Come sconfiggere quella attuale? Che programma che politica bisogna adottare? Come organizzarsi, come rapportarsi tra le varie organizzazioni? Cioè il “Che fare?” è stato il problema che ha preoccupato tutti questi compagni internazionalisti. Però se il “Che fare?” è una preoccupazione normale che prende qualsiasi Essere umano ogni mattina quando si alza, nel caso degli internazionalisti si è passati, molte volte, da preoccupazione a tragedia perché all’interno di queste organizzazioni si è voluto imporre agli altri il proprio pensiero, in buona o cattiva fede, scatenando delle lotte furiose culminate con l’egemonia di una persona e di un gruppo che ha eliminato gli altri, anche fisicamente, come nel caso di Stalin e degli stalinisti. In questo modo si è trasformato l’Internazionalismo Proletario da una necessità storica oggettiva a una necessità di potere soggettivo.
Per questo motivo hanno fallito le Internazionali precedenti e io penso che le prossime per vincere dovranno essere pluraliste, cioè composte da più organizzazioni che convivono, discutono fraternamente, si rispettano, senza badare a chi è più forte numericamente cioè a chi ha più tesserati, ma a chi dice cose giuste, preoccupati che vada avanti la causa comune degli sfruttati e non la propria organizzazione. Un’Internazionale unita dal fronte comune contro il Neo-liberismo distruttore del mondo; anche se si hanno principi e idee diverse non ha importanza, ma accomunati da questo unico desiderio ed obiettivo. La diversità di idee di principi e di programmi non fa paura. Deve essere mantenuta e rispettata. Ciò che fa paura è la mancanza di democrazia diretta. Le differenze possono coesistere ma la dittatura e la libertà no. Si deve discutere ed agire rispettandosi. La maggioranza non impone alla minoranza, che non è obbligata ad applicare le sue decisioni. Le conclusioni hanno un valore orientativo non impositivo. La loro applicazione è libera, spontanea, basata sul ragionamento e spinta da sentimenti collettivi e solidali. Il centralismo democratico fa parte della democrazia borghese e non della democrazia operaia: esprime la dittatura della maggioranza sulla minoranza. Io non condivido questo principio e penso che se si applicassero i principi della Democrazia Diretta i rapporti tra compagni e tra organizzazioni si svilupperebbero non in base al più forte ma a ciò che è più giusto. Penso che ne potrebbe venire fuori un nuovo concetto di forza e di intelligenza.
Antonio Mucci
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GIRO GIRO TONDO

Giro giro tondo, se tu giri tutto
il mondo, non trovi terra cara
che sia più bella di Pescara.
Se ti metti sopra il ponte vedi
il mare e vedi il monte,
a sinistra la Maiella tonteggiante
tanto bella, ed e fatto a mò di
sella, e più su un grande
masso che si chiama il Gran Sasso;
Ma se scendi lentamente
scavalcando la collina trovi
di fronte la marina.
Questa è la nostra PESCARA.
La mia Pescara.

11/9/1996 Luigi Dezio

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PROVERBI E MODI DI DIRE

Chi tè’ la facciabbòna se marita, e chi non rimane zita.

Chi ha la faccia buona si marita, e chi no rimane zitella.

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L’angolo della post@

Alcune ultime informazioni della settimana.

Coraggio. Un po’ di allegria. Sembra che tutti i guerrafondai di ogni bordo stiano perdendo le elezioni. Da noi purtroppo, come al solito, non si sa chi ci fa e chi ci è.

Caro saluto. Tonino

Servizi “deviati”. Hanno copiato la storia del soldato Jessica, senza darci tempo per dimenticarla. Grazie alle informazioni raccolte da peacereporter (vedi sito www.emergency.it) e basate su testimoianze dirette e certificabili, la versione offerta dal Governo italiano sulla "liberazione degli ostaggi italiani" è pressocché interamente falsa.

In particolare lo sono le dichiarazioni del signor Berlusconi. Gli ostaggi sono stati prelevati da un appartamento nella cittadina di Abughraib, dove erano già liberi, da una camionetta americana. Non c'è stato alcun blitz, gli ostaggi eran già stati consegnati.

L'indecorosa gazzarra autopubblicitaria del Governo si è sgonfiata nello spazio di 24 ore.

Purtroppo però la notizia è ancora nascosta praticamente da tutti, nonostante le dichiarazioni di Gino Strada (vedi Unità di oggi) nè la televisione nè i giornali ne hanno parlato. Anzi il commissario politico della CRI sta facendo la sua parte.

Dobbiamo mobilitarci immediatamente, mandando sms con il testo "Governo bugiardo. Sugli ostaggi vogliamo la verità", ma bisogna farlo da ora, in questo momento. Ed è necessario inondare il web di mail e moltiplicare su tutti i siti questo testo.

Nelle prossime ore sarebbe anche auspicabile una mobilitazione attorno alle Prefetture italiane, per chiedere la verità.

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'VIAGGIO RITORNO D'UN POETA VAGABONDO AL PASSATO'(ultima parte)


“Caro Fabrizio”

questa parte conclusiva della trilogia è dedicata
al poeta menestrello dei nostri giorni più belli
Fabrizio De Andrè.
Caro Fabrizio
nel mio mondo d’allora
come in quello di oggi
tu ci sei ancora.
In questi tempi
senza musica e poesia ci vuole
l’autore di Marinella
della guerra di Piero,
di Re Carlo, Fila la lana,
Bocca di rosa e Via del campo
a farci da guida e maestro
a questo nostalgico ritorno al passato.
Erano le tue ballate
i primi passi, o meglio ancora
i primi accordi alla chitarra
imparati ascoltando
Guido l’anarchico
dalla lunga barba nera
seduti in religioso silenzio
sulle panchine
della piazzetta
dei frati del San Ferdinando
quando padre Cesare Azimonti
dalla finestra aperta
del suo semplice studio
seguiva con interesse
l’insolito e piacevole concerto.
Fra tutte Lui preferiva
come mi disse conversando
una piovosa fredda sera d’inverno
la ballata di Gesù
e preghiera in gennaio
dove si parla di morti
morti giovani
giovani suicidi
come Luigi Tenco
che non ce la fece
ad andare avanti
come il tuo soldato
che si spinse troppo lontano
a cercare la verità
che increduli apprendemmo
dai giornali
che un giovane cantautore
di grandi promesse
Luigi Tenco
s’era tolto la vita
con un colpo di pistola.
E l’eco della sua voce
è rimasto nel vento
quel vento di bufera
che trascinò
i suoi sogni ed illusioni
in un folle gesto
che lo spense per sempre.
Ma la misericordia d’un Dio
di pace ed amore
farà crescere sul suo sentiero
quei fiori di campo
a ricordare al passante
che il giovane Tenco
visse e continua a vivere
nella memoria
di chi gli volle bene
e questo caro Fabrizio
lo dobbiamo a te
a quella tua
preghiera in gennaio
dove l’eroe infelice
passò alla storia
che non ha più tempo
lungo quei sentieri radiosi
che conducono
all’Eternità
e così come la giovane Marinella
anch’egli vivrà
i suoi giorni
felice, fra le stelle.

Fernando Italo Schiappa poeta in esilio.

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LA VARIANTE NON PIACE AI COSTRUTTORI:VUOL DIRE CHE VA BENE


L'associazione dei costruttori pescaresi ha espresso un giudizio negativo sulla variante al P.R.G. E' un buon segno: vuol dire che si tratta davvero di un proposta forte di cambiamento per una città soffocata da decenni di sconsiderate politiche edilizie.
Non c'è città italiana dove una svolta urbanistica promossa da amministrazioni progressiste non abbia incontrato l'ostilità iniziale dei costruttori. Mi stupirei se accadesse il contrario. E' praticamente fisiologico. E' il segno che siamo di fronte ad un tentativo di autentico cambiamento, quello per cui i cittadini hanno votato un anno fa.

L'associazione costruttori, con tutto il rispetto, rappresenta un interesse di parte, corporativo. I costruttori non rappresentano l'interesse generale che prima di ogni altro una pubblica amministrazione deve tutelare, cioè il diritto dei cittadini e delle cittadine ad una città vivibile. I costruttori rappresentano interessi legittimi, ma non possono essere questi interessi a determinare la politica urbanistica della città come è accaduto per decenni. La tradizione di subalternità della politica rispetto a questi interessi particolari ci ha lasciato in eredità una città sfigurata dalla speculazione, con standard di verde e parcheggi assolutamente insufficienti, cementificata
dovunque, caotica e congestionata.
Non ho mai sentito urla di rabbia dell'ANCE per le scelte sciagurate delle precedenti amministrazioni che hanno fin troppo concertato con i costruttori che, infatti, esprimono nostalgia per i vecchi tempi. Quando leggo che esponenti dell'ANCE dichiarano che la variante produrrà "brutte architetture" e prezzi più alti per le abitazioni rimango stupefatto: dove vivono ? A Pescara,
nonostante le migliaia di appartamenti vuoti, le case costano un occhio della testa e di brutte architetture c'è davvero abbondanza. Questa è la fotografia della città venuta fuori dalla "corrispondenza di amorosi sensi" tra politica e affari. Il consulente dell’ANCE, Lucio Zazzara è un simpaticone, ma di consigli alle precedenti amministrazioni ne ha dati tanti: i risultati
sono sotto gli occhi di tutti.

E' la prima volta che, nella nostra città, viene presentato uno strumento urbanistico che riduce la cementificazione e il consumo del territorio.
La sfida è quella di proporre un?idea dello sviluppo della città che sia orientata al perseguimento della tutela e della valorizzazione della qualità dell’ ambiente in cui viviamo.
Occorre dire con chiarezza che la logica non può più essere quella dell’assalto alla diligenza che ha caratterizzato anche l?ultima nefasta stagione dell’urbanistica
pescarese, che ha sacrificato ogni possibile spazio non ancora edificato o dismesso all’interesse insaziabile della rendita e del profitto.
Spero che il consiglio comunale nella sua interezza abbia la saggezza e il coraggio di non lasciarsi incantare dalle sirene del mattone.

Maurizio Acerbo consigliere comunale P.R.C.

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LA BURLA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE (SSN) OVVERO

l'Azienda Italia, un'associazione per predare di stampo appunto PREDO-nomico

Sono stato COSTRETTO a denunciare il MINISTRO della SALUTE e i suoi rappresentanti per la Sicilia perché, avendo bisogno, con una certa urgenza, di una risonanza (magnetica nucleare), mi sono ritrovato nell'impossibilità non dico di ottenerla ma nemmeno di prenotarla ovvero di non sapere con precisione quando ciò mi sarà possibile. In altre parole, mi sono ritrovato praticamente ABBANDONATO A ME STESSO e a chi eventualmente voglia occuparsi di me in uno Stato sedicente di diritto, che è, ormai, semplicemente, e non solo quanto al servizio sanitario nazionale (SSN), soltanto la caricatura di sé stesso.

Tale pseudo-Stato di diritto è da tempo sceso al di sotto della forse meno infelice Italia degli staterelli perché le differenze, talora abissali, non distingono solo regione da regione ma addirittura
provincia da provincia. Infatti, rivoltami al messinese sperando (oh ingenuo!) di trovare di meglio, mi si propone una prenotazione per il 7 luglio 2005, cioè AD OLTRE UN ANNO DI DISTANZA! I giuristi della "patria del diritto" - in atto rappresentata degnamente da un tale Berlusconi - dovrebbero darsi da fare invece di spulciarsi a vicenda.

ESORTO QUANTI MI LEGGONO A DIFFONDERE E, OVE POSSIBILE, PUBBLICARE L'ALLEGATA DENUNCIA (sia pure riassunta) IN SITI E/O SU CARTA STAMPATA ESORTANDO, A LORO VOLTA, INTERESSATI E OPERATORI SOCIALI
(giornalisti e direttori di testate, per esempio) A INVIARE ANCHE LORO DELLE DENUNCE AL POTERE GIUDIZIARIO, perché le proteste diventino decine, centinaia, migliaia... SI PUO'
DENUNCIARE ANCHE PER FATTI NON PERSONALI.

L'insufficienza di "fondi" è una barzelletta che non fa ridere:

1 - perché la sanità è un servizio prioritario;

2 - perché esistono centri, perfino pubblici, che fanno libero mercato della risonanza: TALI CENTRI DIMOSTRANO L'ESISTENZA DI FONDI UTILIZZATI PER FINI DI MERCATO!

3 - perchè sappiamo tutti come i "fondi" utili al potere in carica si trovano sempre e come (non è il caso di citare casi, normali e straordinari, di carattare abusivo e politico);

4 - perché, se tale motivazione fosse vera (e in fondo lo è), ciò proverebbe (prova) l'inefficienza del sistema pseudo-economico-monetario in vigore e l'urgenza di sostituirlo con uno capace di rispondere alle esigenze del popolo che, per somma beffa, lo si definisce "sovrano".

Il sistema vigente, detto capitalismo e, nella versione parossistica, neoliberismo, non ha niente a che vedere con l'economia propriamente detta, che è una scienza risolutiva, capace di dare tutto a tutti, ma la PREDONOMIA, una scienza ludico-parabellica di origine animale che produce morti e feriti, vinti e vincitori, la possibilità di diventare dei padreterni e quella di suicidarsi per fame, ovvero uno Stato al servizio del potere dei più forti come dimostra questa circostanza e, nel caso specifico, la problematicità per ottenere una risonanza alle condizioni dell'SSN che, chi può pagarsela (con circa 900 mila delle vecchie lire), se la fa sotto casa senza alcuna preoccupazione.E' evidente che cambiare sistema significherebbe l'eliminazione (non fisica, per carità) di padreterni chedispongono di una una villa per ogni occasione e di un'arroganza tale da farci rimpiangere il lontano
1789. Fino a quando? La ghigliottina sarebbe oggi incompatibile con il livello di coscienza etica: basterebbe un'elegante gogna mediatica!
(Proposto da Gianni Donaudi)

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LA CHIESA E LA GUERRA (terza e ultima parte)


La gerarchia cattolica, se è apparsa disorientata e incapace di assumere una posizione unitaria di fronte alle guerre frequenti anche tra gli stati cattolici, tutte in qualche modo da essa giustificate, ritrova la sua compattezza alla fine del 1700 nella condanna della violenza rivoluzionaria. Contro la Francia rivoluzionaria e i suoi detestabili principi di libertà e uguaglianza, la sua lotta alla religione e la sua rivolta al sovrano legittimo, il papa Pio VI chiede all'imperatore d'Austria di essere "il promotore e il capo di una coalizione necessaria per difendere la causa di Dio, vostra propria causa, e per farla trionfare con l'unione delle forze".
Nell'età della Restaurazione, l'alleanza con i sovrani riportati sul trono dopo la sconfitta di Napoleone fa ovviamente della Chiesa il baluardo dell'immobilismo e della controrivoluzione. Ma la progressiva affermazione del sentimento nazionale e delle idee liberali, democratiche e socialiste è inarrestabile: la cristianità medievale cede lentamente il posto a una società secolarizzata.
Per la chiesa romana non è facile adattarsi alla nuova situazione: dopo la perdita del potere temporale, essa si sforza di assumere con scarsi risultati un ruolo super partes, impegnandosi nella difesa dei principi morali e del valore della pace. Ma, come risulta evidente nel corso della prima guerra mondiale, il clero delle diverse nazioni belligeranti non segue le direttive di Benedetto XV, che invoca la fine del conflitto, ma si identifica con gli interessi del proprio governo e prega per la vittoria militare del proprio Paese.
Dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, il tema della pace è posto al centro dell'insegnamento del Magistero. Particolare solennità ha la dichiarazione approvata dai vescovi riuniti nel concilio Vaticano II: "Facendo proprie le condanne della guerra totale enunciate dagli ultimi pontefici, il Concilio dichiara che ogni azione di guerra che tende indiscriminatamente alla distruzione di intere città o di vaste regioni, con i loro abitanti, è un crimine contro Dio e contro la stessa umanità, e deve essere condannata con fermezza e senza esitazione".
Ma né la dichiarazione conciliare, né l'enciclica sulla pace di Giovanni XXIII, né l'invocazione 'Mai più guerra!' di Paolo VI nel corso della visita all'ONU, né i ripetuti interventi di Giovanni Paolo II riescono ad impedire le guerre. Secondo le statistiche più accreditate, dal 1945 in poi a causa dei vari conflitti esistenti nel mondo muoiono dai tre ai quattro milioni di persone all'anno: pare che le parole dei papi, così efficaci quando esortavano alla guerra, ora che invitano alla pace abbiano effetti solo sul piano mediatico ma siano irrilevanti persino per le cancellerie dei paesi di tradizione cattolica.
E la cosa non stupisce, dal momento che per secoli le religioni, e in Occidente in particolare quella cristiana, hanno legittimato la guerra, e ancora oggi esse risultano efficaci per rinsaldare l'unione delle forze contro il nemico. Non è un caso che, se Saddam ha fatto appello alla gihad, già Bush aveva presentato la guerra al terrorismo come la lotta del Bene contro il Male, intessendo i suoi discorsi di citazioni bibliche per accreditare se stesso e il suo Paese come investiti di una missione religiosa.
E' ovvio, quindi, che strappare l'arma della religione dalle mani di chi vuole usarla per giustificare la guerra non è un'impresa facile. E occorre ben altro che la condanna della guerra santa, le fiaccolate o le preghiere per la pace. Perché l'inversione di rotta delle chiese cristiane sia credibile ed efficace occorrerebbero gesti molto più concreti, come un esplicito ripudio della passata legittimazione della violenza, un fraterno e paritario dialogo sia tra i credenti delle diverse religioni che con i non credenti, il sostegno agli organismi internazionali che operano per la pace, la fine del collateralismo con governi che fanno ricorso alla guerra e l'invito a non votare per quei candidati che ne ammettono la possibilità, l'appoggio alle politiche che favoriscono i Paesi del Terzo mondo e la tutela dei diritti dell'uomo, l'impegno di non affidare i propri risparmi a banche che investono nel commercio delle armi e il rifiuto di lavorare nelle fabbriche che le producono, l'abolizione della figura del cappellano militare, la promozione delle diverse forme di disobbedienza civile e la valorizzazione dell'obiezione di coscienza, la scelta della difesa popolare nonviolenta...
Purtroppo, invece, le nuove aperture convivono nell'insegnamento pontificio con le vecchie posizioni. Basti pensare al fatto che il Catechismo della Chiesa Cattolica riafferma la teoria tradizionale della guerra giusta e conclude che "la valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune". Ma non sappiamo ormai da diversi secoli che sulla base di questi principi nessun capo di stato ha difficoltà a scatenare un nuovo conflitto? Evidentemente, se negli ultimi decenni l'atteggiamento della Chiesa nei confronti della guerra appare mutato, è innegabile che siamo ai primi passi e che molto resta da fare per eliminare le ambiguità che ancora permangono.

Proposto da Michele Meomartino

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Sale: esso-lui sale e noi ..........:


Sale, sale.......chi sale......se sale troppo..... arriva a disturbare quanti già son saliti alti nell’alto.

Sale poco infatti ciò che è già di per se dolce ed amabile, ciò che è già Buono.
Il Buono infatti non sale, non dovrebbe salire, esso già è posto nell’alto: nell’Empireo, che è fuoco-scaldante, altro-fuoco, diverso dal fuoco-bruciante demonico.
Alcuno sale mentre sarà che altri dovranno scendere o, ancor peggio, saran stati costretti a scendere........perciò-anche è detto:

Luca 14-34 : Il sale è buono, ma se il sale diventa insipido, con che sarà egli condito?
Marco 9-50 : Il sale è buono, ma se il sale diviene insipido, con che lo condirete?
Matteo 5-13 : Voi siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che salerassi egli?
Tre bimillenarie neosalate enunciazioni che a noi dicon poco e che comprendiamo ancor meno: poco amiamo perciò indugiarvi appresso, da bravi pedanti sorridiamo solo di quel “Salerassi”!

Noi beviamo già di mattina, perchè abbiam dormito salato.
Mentre ci attendono percorrenze di Vie difficili, già intese e dette Vie Salate che non sono in salita.
Quanti dei nostri progenitori furon battezzati con totali immersioni in Acque-Salate!
Noi ci si lava semplicenmente il viso, ogni mattina senza mai pensare di far battesimo, noi usiamo acqua saponosa, da buoni civilizzati.

“Salè” non è un sal-francese, quanto una “pazza-integrale” di un monastero di eremite lausiache.
“Salò” non è un salatore francese, quanto piuttosto una cozzaglia di repubblichini.
Sale-sì e Sale-nò non nacque da una disputa sulla necessità di “insaporire” alcunchè, è piuttosto la diatriba donde nacque il primo Sale-sì-a-nò evoluto nel moderno “Salesiano”.
A Salerno odiarono tanto tutti i sali da fondare una città omonima.

Saliva in eccedenza venne sacralmente sputata su femmina creta e nacque un adamitico maschio.
Saliva è pure quella secrezione di quelle bocche che mangiarono prima troppo salate aringhe affumicate ed ora ci assordarono con fumose arringhe legalitarie: pessimo condimento.

Seppe quanto sale calassero nel loro pane i mecenati chi poi si dilungò in una commedia divina.
I Romani invece il sale lo gettavano, con generosa prodigalità, sulle città rase al suolo dai loro legionari: cercavano così di impedirne la rinascita!

Quante salature esistono ancora? Dai pesci alle carni, dalle salamoie all’agro-dolce, basta aprire alcun dizionario, o alcuna enciclopedia per i più fortunati, e scoprire gradevoli o fastidiose salature.

Voi dite il Sale ciò che è più di un foglio di cellulosa variamente scurato con prebruciato nerume.
”...un foglio autogestito .......... sulla realtà oggettiva e soggettiva” ..........quale dei poco suaccennati sali son vero SALE?
Chi mai potrebbe accordare ciò o potrà riprovarlo con ragione?
La mia realtà è così tanto poco chiara che pochissimo o affatto gradirei vederla definire “oggettiva” o “soggettiva”: quando non è affatto nemmeno chiaro se gli oggetti o i soggetti esistono o se siano REALI ?

Ma forse son più bestie alcuni di quei che, comprando il Sale-allo-iodio, credono di alimentarsi meglio! Decisamente più intelligenti, anche se sempre bestie, ci appaiono alcuni di quelli che vendono Sale-iodato a prezzo quadruplo del Sale-povero.
Venditori più intelligenti e bestiali e forse arricchiti con le loro tese trappole, ma saran pur costretti a smontarle!

E’ comunque inconfutabile, almeno, che su questo “il Sale” è possibile per molti scrivervi e per altrettanti leggervi quanto è localmente possibile: Complimenti!
Si pubblica “il Sale” in Pescara, città abbruzzese, che i pedanti vogliono e pretendono Abruzzese onde riaffermare il predominio leguleo-grammaticale, onde continuare a riaffermare tanta della loro ortodossia personalissima.

Per me vale più una pubblicazione de “il Sale“ che non una insipidissima novella del D’Annunzio! D’Annunzio che sventola sulle chiome di tanti “nostri” paesani, che viene osannato da tanti corregionali “nostri” ingrati nell’assordarci coi loro encomi e celebrazioni periodiche, ingrati al D’Annunzio medesimo che vanno sempre a paragonarlo a tant’altri letterati, ignari di affaticarlo nel confronto medesimo.

Il nostro, NOSTRO, Ovidio di per se aleggia sulle alture stesse della Maiella, cosiddetta, forse perchè “piccola Maia”, dea generosa del mondo pagano. D’Annunzio andrebbe invece bene affardellato a tant’altra genìa di eleganti scrittori, dalle piccole idee: sarebbero i suoi scritti da vendersi a peso, sarebbe da vendersi affasciati a tant’altra parte della moltitudine letteraturale........ che bel monumento alla retorica ne potremmo ricavare!

Epperchè noi al Dannunzio non neghiamo letterarietà assolutamente: noi generosamente gli riconosciamo aerosità per erari profittevoli di convenienza più che aerosità di ariose celestialità poetiche: è più bronzeo che azzurro! E veder critici-accademici, epperciò cattedratici-seduti, smerciarci giallosità-bronzee etichettandole per aurate.......... . Un bel vaso bronzeo può avere il suo plausibile valore che sarà poco confrontabile con un altro aureo.......... fondendo entrambi si otterrebbero pesi uguali ma valori molto diversi.

Dire che Dannunzio sia grande come “giallo-vaso”......... è ridicolizzarlo è prenderlo in giro, con loro linguaggio potremmo dire è Alchemia la quale una cosa mostra fuora ed altro conserva dentro. Teniamoci questo Gabriello tra e dove conserviamo i nostri vasi di coccio e non vantiamo quanto questo vasetto serale non ancora contiene.

Se altri Sali li Lasciassero........ avremmo noi Assai Salassi che erano abusati onde sanar chiunque avesse vizio di lamentar dolori. Poi i Salassi divennero, furono intesi, Salassi-No: i medici avevan “capito” la loro inutilità. Ancor poi Emo e l’Emato, cioè il sangue dotto, si riuscì a conservarlo in Teche, contenitori e si denominalizzò l’Emoteca. Fiorirono quindi scambi-commerciali di sangue e profitti conseguenti, profitti iatrici, medico-sanitari.
Le trasfusioni pian piano divennero così frequentissime e salutari........... salvo alcuni casi di cattive trasfusioni, alcune, sfortunatissime, furon dette Aids o sangue “avvelenato”.

Vero è che il profeta Byron ebbe a sentenziarci che i medici vinsero il Colera onde fosse seguito da malattie ancor peggiori............ Peggio di Nostradamus..........muore il Colera e nasce l’Aids.
E’ Byron che porta jella...... o sono i medici che “curandoci” han sbagliato alcuna piccola cosa in alcuna piccola loro insana-teca?
Noi, da buonui cristiani, non possiam essere superstiziosi nè possiamo credere al malocchio, soprattutto a quello che si protesta Inglese. Loro son Gran-Bretòni Noi sarem Gran-Pretòni: siamo perciò diversi: una “B” non è una “P”, nè vi rassomiglia!

Eppoi i nostri mari son più Salati dei loro, che non è poi veramente “Loro” come invece è il “Nostrum”. Non vorremmo riempire troppo questo foglio de “Il Sale”, ri-empire e risultar empi, recidivi Empi, cioè Non Pii e magari-quindi profanatori.
Mangiaremo sciapito, con poco Sale .......... così che non ci bruci la sete la qual induce ad ubriarsi .......... ubriacarsi anche per dimenticare d’esser Animali-Ragionevoli.

La moglie di tal Lot......”rimase di sale”, fu resa colonna, onde meglio potè scrutar lontano....dove le sue due figlie ........ e l’ubriacato marito, estremamente tribeinandolo......... : Loro biniache Allegorie!

Stelio
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POESIE DI FABIO SPINOZZI

Marcus Gorevay, il sapiente

Ah, quale onore per me
ora che cavalco al fianco dei miei eroi
e passo le ore calde del mattino
conversando con Socrate e Aristotele!
Ma, nonostante ebbi il dono della saggezza,
riconobbi fortissimo il dramma
di non appartenere a questo mondo
e l’unico tramite che mi legava ad esso
era la poesia di quel genio incompreso
che i semplici si limitarono a chiamare Jesper Floyd.
Ed io sognavo di vedere il mio nome
al fianco di Epicuro o di Democrito
soppesando i loro insegnamenti,
o forse mi sarebbe anche bastato
dare nuova forza alle parole
di Ovidio o di Properzio,
o solo riuscire a ghermire
la sapienza di San Tommaso D’Acquino
o le intuizioni di Sant’Agostino.
Ma, in questo tempo,
non c’è spazio per sogni maestosi e grandi menti
ed io mi arresi, sconfitto.
Condannato a parlare con esseri
di cui non comprendevo la lingua e le usanze,
l’Uomo mi ha semplicemente dimenticato.


Leon Matchett, l’ottico

Spoon River,
per te solo ho costruito occhiali
affinché tu potessi ben guardare
il mondo che avevi avanti.
Ma il punto è un altro:
solo di rado, invero,
tu aguzzasti lo sguardo
sui tuoi mali e i tuoi dolori,
e per quanto il mio lavoro fosse stato minuzioso,
nulla ho mai potuto salvare
della miopia della tua anima.
Accontentati dunque di questa visione:
un uomo, stanco,
a mirare un mare di nuvole,
ed un dolce colle di paese accanto
dove, alla prima alba,
compare appena una striscia di luci dorate
a tagliare il cielo,
assorto, all’infinito,
senza poter più staccare gli occhi
da quel fuggente paradiso.

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"CANDIDO SI COMPORTA SPONTANEAMENTE CANDIDAMENTE"


Il 30 aprile 2003, <fermo!> sussurrò, eppure sembrava un pulitissimo avvocato…..sembrava una arena per buoni ma tutti si guardavano come se fosse finito anche il quarto millennio.
Numerosi e operosi in evidente stato di equilibrio, rientrarono dalle porte in preda. Il vento di Milano soffiava e sembrava come se tutto fosse todo modo, eppure il libro di Sciascia me lo aveva regalato mia madre e mia madre è troppo intelligente perché il tutto fosse un semplice sogno fatto in Sicilia.
Le sventure di Previti, però mi portarono subito ad un altro fatto che sinceramente risaliva alla sera prima della condanna del suddetto.
Mi ritrovai a parlare con alcuni ex comunisti, ora pdiessini di quelli che comandano, di politica e strategie e sul fatto che bisognava riunirsi tutti per sconfiggere la destra e che se non avessimo così fatto, berlusconi avrebbe vinto e vinto ancora.
Ricordo perfettamente che dissi questa frase :<…..Signori, adesso che ben vi guardo, e ben vi ascolto mi date l’impressione di avere, come dire, dei culi talmente ingordi, delle bocche sconosciute perfino a Lovecraft e delle mammelle invereconde…!!!> come quel ex comunista grassone così ben conosciuto dalle parti della Maiella, che nel giro di pochi anni, da semplice militante a Presidente della …………era diventato talmente goffo ed imbarazzante da far nascere sulle di lui manovre erotiche, teorie che addirittura sconfinavano sull’accoppiamento di due specie animali diverse tra loro, accoppiamenti che venivano perpetrati attraverso l’uso di aberranti macchinari meccanici che l’ex comunista, essendo ormai un suino sovrappeso, doveva utilizzare insieme ad una intera squadra di collaboratori che a seconda della necessità dovevano innalzarlo o viceversa farlo ricadere pesantemente sulla consuina e se addirittura (ogni uomo è uomo) l’immondo ammasso, desiderava provare e consumare laidamente l’ebbrezza della sodomia (non oso immaginare la scena), la squadra di compagni doveva, a mani piene e occhio vigile indirizzare l’organo sessuale nell’orifizio piangente della consuina.

La stroria del comunista trasformato in un suino non ha nulla di valorosamente Kafkiano, né tantomeno nulla di riconducibile ai maiali di Circe.
Tra Previti condannato dalla giustizia ed il comunista suino condannato dalla propria ingordigia, si può dire: tu lo conoscevi bene, mi pare:….<benissimo, lo conoscevo benissimo, Signor Presidente del Consiglio, ci vuole sempre un nobile sacrificio!!!!….>

Hasta siempre (se volete vi dico nome e cognome del suino)

piero

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22 racconti di fantascienza

Autore: PIERO DI CAMILLO - gennaio 2003


1)
Angelo, è un artista.
Dino, è un musicista.
Licio, è un ebanista;
Orazio, …………….
Stanno sanguinando!
Orazio di più!
Per via del culo.
2)
Tiziana, disse: “Ma come CAZZA, FACETE!,
nincrescete MAI!!!!”
3)
Dino, si ruppe i coglioni!
4)
Angelo si fidanzò con Tiziana.
5)
Orazio, continuava a sanguinare.
6)
Licio, divenne quello che era.
7)
MIRTA.
8)
New York,
2345
9)
DINO……….
10)
Claudio Villa, piaceva a Pasolini.
11)
Tiziana piaceva a Claudio Villa:
12)
Orazio fece il fioraio;
13)
io, titti, dopo il momento di grande notorietà,
a vedermi oggi sembro una ragazzina……..
ma,
anchi’io sono stata preda e vittima della…….
14)
Da Pescara a Fasano, il battesimo del fuoco!
15)
io, titti
la mia vita con amore!!!!!
16)
Io, e le femmine della costa!
17)
Accidenti, 7 anni sprecati, “urlarono!!!!”

18)
JOHN FANTE
19)
TITTI moriva per lui;
20)
e infatti morì a 309 anni!
21)
TUTTA TANA11111
22)
IO, Piero Di Camillo, ladro, omosessuale, disertore, carcerato, vigliacco,
ho usato la lingua CLASSICA per farmi capire dai miei torturatori!!!!!

Hasta siempre
piero

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Cari Compagni,
vi inviamo un nuovo articolo da pubblicare sul vostro bollettino.

Attacchini mai Astensionisti sempre!

Per rilanciare la campagna astensionista contro l'Europa e il capitale


E' partita la campagna elettorale, per l'elezioni Europee. Un pò tutti i partiti, e non solo, in tutte le città, vorrebbero mostrare, con i loro manifesti e cartelloni, che la realtà che viviamo non è quella che percepiamo, ma è diversa. Vorrebbero farci credere che si vive bene o che con l'altro schieramento le cose cambierebbero in maniera sostanziale. Lo sappiamo bene che non è così. In realtà la sostanza del loro agire è la stessa. per favorire il capitale, i loro "avversari politici" non sono da meno, stanno solo un pò più attenti alla forma e per certi versi curano meglio l'immagine (che detto in antitesi a uno come Berlusconi è tutto dire), da sempre d'altra parte lo diceva (per fortuna usiamo il passato) Gianni Agnelli, che per fare delle riforme radicali ci vuole un governo di centrosinistra, Lui certamente era un grande esperto di come si possono utilizzare certi personaggi, basti pensare al ruolo chei sindacati di regime possono sviluppare in funzione antioperaia, e di come hanno e purtroppo continuano ad agire in funzione padronale. In concreto i fatti parlano più delle parole, non è forse vero che è proprio il governo di centrosinistra guidato da D'Alema che portò l'Italia alla guerra contro la repubblica Jugoslava, primo intervento armato italiano dalla fine della II guerra mondiale, non è forse il "rospo" Dini che inizio la prima riforma delle pensioni, non è forse Treu che ha introddo le forme di lavoro in "affitto", e cosa dire su scuola, sanità, e trasporti? Qualcuno nota qualche differenza? Il "centrosinistra" è davvero diverso dal centrodestra? Bassanini, Rosy Bindi, Di Carlo, vogliono davvero qualcosa che potrebbe star bene a noi proletari? Lo vediamo nelle città dove governa il "centrosinistra" come, al di là della demagogia, sia la stessa "minestra". Un centrosinistra che, perfino nella funzione "d'opposizione" ha continuato, nei passaggi sostanziali, in un ruolo di "garanzia", così da mostrarsi in grado di continuare il percorso intrapreso dalla borghesia, e nello sviluppare le tendenze continentali che questa in sostanza vorrebbe intraprendere. D'altronde come giudicare il sostegno all?intervento in Afghanistan, la legge Turco-Napolitano la costruzione e il mantenimento dei lager per gli immigrati (CPT), o solo
l'altro giorno l'atteggiamento del sindaco Veltroni, che con una manovra prettamente da campagna elettorale, per "adescare" il ceto medio bottegaio, ha dato ordine a seguito della morte di un negoziante a Giardinetti, una borgata di Roma, di sgombrare una "baraccopoli" (così la chiama lui in sostanza un riparo per qualche decina di senza casa) e lo spostamento del SART, evidentemente avvalorando l'equazione drogati uguale rapinatori, senza domandarsi chi è cosa spinga un giovane di borgata a farsi di eroina, in una società che gli darebbe solo sfruttamento e carcere, se è nato in un posto come quello. Eppure a qualche "nuovo" loro fedele servitore piacerebbe tacciarci di "qualunquismo", o d' idealismo in sostanza ossia di scarsa aderanza alla realtà, dimenticando che questa è sempre stata la posizione del movimento di classe, da sempre scevro alle lusinghe e alle "sirene" che i borghesi tentavano in campagna elettorale. Qualcuno diceva "Decidere una volta ogni qualche anno quale membro della classe dominante debba opprimere, schiacciare il popolo nel
Parlamento: - ecco la vera essenza del parlamentarismo borghese, anche nelle repubbliche le più democratiche." Ecco cosa pensiamo dell'opportunità che ci danno le elezioni Europee, denunciare il ruolo della borghesia italiana specialmente in funzione europea, denunciarne le mire espansioniste in funzione di equilibrio rispetto ai disegni dell?impero Americano, denuciare la funzione di organismi quali Eurojust, Europol,il cui compito non è altro che l'applicazione dell'articolo 270 su scala internazionale, una schedatura internazionale, la gestione dei flussi migratori, o come non denuciare e lottare contro i tagli che il parlamento europeo e i suoi organi di controllo economico impongono in relazione ai rimasugli di stato sociale, pensione, sanità e lavoro innanzitutto. La nostra campagna è fatta di una lotta quotidiana contro il capitale in ogni sua espessione, coercitiva, culturale, economica, e in tutte le forme che assume, noi continuiamo a ricordarci bene che i bisogni del proletariato sono incompatibili con l'attuale sistema e sappiamo che l'unico altro mondo possibile (per parlare anche di quell'altro "burattino" che è Bertinotti), è quello libero dallo sfruttamento, perciò noi continueremo a lottare senza mediazioni e senza tregua, consci che mistificando la realtà per quattro lenticchie, come qualcuno fa senza alcuno scrupolo, non paga neppure in quei termini, ossia non durerà neppure per lor signori a breve, l'ipotesi di sopravvivenza in questo stato di cose.

SOCIALISMO E LIBERAZIONE


Davide D'Amario, Vincenzo, Stefano e Manuela

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Poesia letta il 26 marzo 2004 al Teatro Comunale di Atri nell'ambito del convegno

"La Chiave dei Campi" l'Umanità e la sua provvidenza

Sorprendere

Sorprender la madre
dal figlio col sorriso,
riscoprir,
che con un bacio,
una carezza -
ti vuole bene.

Ritrovare l'uomo,
saper che può
ancora amare,
che i suoi occhi
comprendono il viver della donna,
sanno piangere.

Ricercar l'amicizia,
talvolta è stanca,
talvolta ferisce,
ma si commuove,
ricorda.

Sorprendersi per il gesto,
per l'incontro,
per l'amore, per la fiducia,
sorprendere il cuore,
la terra, il seme, la pianta;
le radici s'accrescono,
abbracciano,
donano meraviglia al mondo
e infine
lo curano e preservano
da uno stolto
e doloroso scempio.

Piero Lanaro

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