IL SALE - ANNO 3 - N.°34

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Parole Velate o
Umide di Pianto

Quanti confortano nostre irrichieste domande con propaganda asfissiante sembra che vogliano profondere diluvi in bicchier d’acqua. Sisifo pur voleva prosciugare la sua barca, incapace com’era di rinsaldarne lo scafo ridotto ad uno schifo. Scifus era pure quel bicchiere bellissimo che permetteva ai nostri di soddisfare le loro esigenze idriche o le loro voglie bacchiche.

La “moda” attuale è pur quella di volgere argomentazioni a manifestare proprie visioni circa una lontana guerra vivificata in terre che ancora dividono un Occidente dal lontano Oriente. Noi bicchieri-Scifus-SkufoV, coppa usata da Eracle greco e da Ercole latino a qualc’altro dei trenta Eracle contati da Varrone, male accogliamo effluvi da otri giganteschi riempiti d’acqua stagnante o verminosa. Male ascoltiamo le ragioni di quanti tifano per i contendenti di questa guerra immonda, e male riusciamo a credervi. Voltaire si sforzava di credere a clericalismi vari, ma è che non vi riusciva, nè temeva questa sua impotenza, anzi.........: questo bandieraio degli spiriti forti...... tremava nelle tenebre come un fanciullo (Leopardi).

La guerra in Irak vive ed è vivificata secondo cause ed effetti primari e secondari, terziari ed ennesimi, come matematicamente dicono i matematici i quali parlano sempre in astratto, anche delle cose più concrete. Quando, anche in Tv, o in giornali, o in conferenze varie........ quando alcuna donna, Donna, inizia a decantare che Saddam...... o Busccc........ e dovrei io-noi stare ad ascoltare tanta emancipata? Dove trovare il coraggio? Come contraddire questa novella maestra che annasa ad ogni parola un’ampolla di sale ammonio e dà lezioni sulla stoltezza. Casca poi sfinita dopo aver impastato un aborto ciancicando sulla tattica di Annibale. Bocche balbuzienti sputano sentenze sulla tattica di Canne e squittiscono sulle vittorie di Scipione, perchè devono chiarirle. Schiller, son secoli, già mi aveva illuminato, sol che lo lessi.

Invero la maestrina avrà le sue ragioni, ma quanto inficiano questo indagatore dello spirito teutonico? Noi potremmo aggiungere che la ben truccata relatrice offrirà uno spaccato suo, un suo femminile contribbuto alla “tragedia” di quel popolo. La poverina rivendicherà la propria solidarietà alla condanna dell’odiatissimo Burka che segrega le donne di laggiù. Noi non sappiamo se quel Burka sia peggiore dei tanga delle nostre passeggiatrici o delle nostre matrone, certo sappiamo che le donne irakene piangono e continuano a versar pianto. Come dicono queste creature Piangere e Pianto? Non dicono nè Buka, nè Baka........ ma soffrono maledettamente.

Giornalisti-e, Opinionisti-e ecc........ ci hanno mai fatto edotti di tanta glossologia? O ci vorrebbero alleati nel condannare veli per farci accettare polveroni scaturenti da pesantissimi bombardamenti logici-necessari-intelligenti-salvifichi capaci di aprire porte a quella democrazia che tanto ci abbonda da esser da noi ormai inflazionata. Mussolini civilizzava l’Africa con strade, altri svelano, vogliono Svelare, rivelare epifanare, Epifanare essendo loro gli epifananti. Noi già sentimmo e risentiamo di una Epifania e vediamo pygefanie delle sculate scimmie di Teofrasto.......... mentre non riusciamo a liberarci della Callipigia, della fantastica dea dell’amore che ogni sera vediamo scorrere radiosa nei nostri cieli.

Ovvio, ci pare, che la Pigesiaca Iside Ruffiana sia sopravvissuta anche in mentite spoglie: moderne. Epppure il Burka esiste e quanti mai lo vedono con riferimenti appena consimili? Come esiste questa guerra, guerra odiata da tutti, avversata da tutti meno pochi, mostrata e sbattutaci in faccia quale pericolo imminente per noi medesimi amanti dei nostri calici eracleici. L’Irak era vittima di Saddam, che fu già “amico” laico dell’occidente. “Abbiamo liberato l’Irak da Saddam” è il vanto di quanti americani, ed ameri-cani-fili, avevano già corroborato un Resa Palevi in Iran. Le bombe chimiche hanno accompagnato la propaganda anti-irachena sfociata nell’attuale guerra; oggi l’antiterrorismo-irakeno-musulmano-integralista conforta il proseguo di tanta belligeranza. Ed i “pacifisti”, quelli che fan anche MARCE per la pace, o i dissidenti quanto si sforzano per confutare queste “pretestuosità”. Le rincorrono sforzando i loro motori a vapore nell’era del supersonico. Le rincorrono dopo che son state loro preposte quale termine di confronto.

A me, ed a pochi altri tanti assai, lo strazio mediorientale.......... e le mele che son cresciute di costo ..............non mi fanno più creare macedonie ghiottissime. Anche le pere, qualità Buoncristiane, sono aumentate tantissimo! Ho dovuto rinunciarvi, forse sarà per sempre. Ho rinunciato a tant’altro. Spiegano che la colpa dei rincari è della guerra, di Saddam, di Bin Laden, della crisi economica. E’ al mio fruttivendolo che io pago, nè mi consolano i suoi stravolgenti problemi, nè voglio ascoltarli, non vorrei averlo a confortare con un’offerta di caramelle alla menta.

Anche i farmacopoli venditori di farmaci-brevettati spiegano come e perchè costano tanto ........... Esistono cioè medici che sentendosi gridare contro curate voi stessi........ pur dopo essersi girati non riconoscerebbero il declamatore, nonostante sia inteso il Soter dei Soter o Gesù Cristo l’Unto. Quanti beati clericali fanno marce per la pace, vendono impagabili vaccini, e trinano o ternano maledicendo Laguerra e terrorismo e terroristi.................... salvo mai, proprio-mai, aprire corridoi per l’inferno a quanti ........... a quanti Laguerra la fanno con mire tanto cieche da doversi consolare in centri precisi su popolazioni inermi.

Eppure già esisteva la confusione, già esistevano posizioni poco o affatto chiare. Esistevano ed esistono e si usa dirle “BABILONIE”. Quanti han plaudito alla sua distruzione e decadimento? Quanti han plaudito molto più di tant’altri? Forse essi plaudono ancora! Plaudono con altre “giustificazioni”, simili a quelle delle maestrine scilleriane, simili a democrazie da tre soldi al kilo.

Tutto consegue a questa nostra crisi occidentale, stramaledetta crisi onde per cui un ponte deve ricollegare una Sicilia secessionista ad un continente colonialista, onde per cui si ritrovano finanziamenti altrettanto inconcepibili, quantitaivamente, per finanziare una guerra lontana, per pagare oltre dieci milioni al mese un soldatino e................ e noi, che fumiamo, non troviamoi soldi per pagarci le stramaledette sigarette colombiane o cristoforiane.

Che dessero, diano, date un milione in meno a quanti fan fumare i loro cannoni e riportassero, riportino, riportate al prezzo di Un Euro quell’atono pacchetto di M.S. alias Emme-Esse: chè ogni bene fatto su questa vile terra tornerà, di certo, moltiplicato nell’alto dei vostri cieli, privi di reattori supersonici. Questo perchè forse anche questa guerra irakena, anche questa non ha scuse bastanti nè reperibili............ nè vale loro conferenziarci........ i loro cannoni ci han resi sordi!

Stelio

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Noi non sappiamo tutte le loro giuste analisi che li portano a scelte tanto esplosive, nè sappiamo di logiche intrinseche, nè siamo confortati da professorali cognizioni grammaticali atte a ben esplicitare quanto ci scorre nelle ragnatele dell’aracnoide, eppure quando il generale Clark punta i suoi cannoni come punta già un telescopio Palomar....noi non abbiamo per certo se voglia scoprire nuove stelle o se stia adoprandosi per aggiungere una nuova stelletta vicino alle sue strisce biancorosse, solo sappiamo che ci appare quasi come uno strano astronomo, un vile astrologo o quell’Astrologo che Pugaciòv volle appendere-appiccare il più alto possibile onde “liberarlo” quanto più vicino possibile alle sue stelle!

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LA SPORCA GUERRA DEL SIGNOR BERLUSCONI

La sporca guerra del signor Berlusconi, servo fedele di Bush, continua a mietere vittime e lutti.Il 6 aprile scorso, a Nassirya, le truppe italiane hanno sparato sugli iracheni in rivolta provocando ufficialmente 15 morti e moltissimi feriti. Tra le vittime, a quanto risulta dai mezzi di informazione arabi, anche donne e bambini. Ma secondo Il Giornale di oggi 15 aprile (che naturalmente riporta la notizia con toni patriottici) la strage avrebbe avuto dimensioni ben più agghiaccianti. Citiamo testualmente: "Secondo fonti attendibili de Il Giornale sarebbero morti fra i 50 e i 100 combattenti armati. Bilancio che potrebbe addirittura essere più elevato, tra le 150 e le 200 vittime". Negli stessi giorni gli americani hanno compiuto la loro rappresaglia contro la città di Falluja, dove si contano 1200 morti, tra i quali centinaia di donne e bambini. A Falluja gli americani hanno usato i missili, le bombe a frammentazione, i cecchini per colpire le autoambulanze secondo le usuali tecniche terroristiche di cui sono maestri. Non solo, a Falluja, l'esercito USA ha tentato in ogni modo di bloccare gli aiuti umanitari portati dal convoglio unitario di sciiti e sunniti. E' significativo che, in queste stesse ore, Bush abbia dato il suo pieno sostegno a Sharon per rendere perenne l'occupazione israeliana della Cisgiordania negando ogni e qualsiasi diritto al popolo palestinese. Nel tentativo di reprimere la rivolta scoppiata il 4 aprile, gli occupanti hanno usato apertamente mercenari di vari paesi dipendenti da agenzie americane, veri e propri eserciti privati che pare dispongano complessivamente di circa 20.000 uomini, costituendo di fatto la seconda forza armata di occupazione dell'Iraq. Questo uso sistematico e massiccio di mercenari, che riporta di quattro secoli indietro l'orologio della storia, chiarisce quanto essi siano integrati nel dispositivo militare di occupazione. E' in questo contesto che va inquadrata l'uccisione di un italiano da parte di un gruppo sconosciuto denominato "Falangi di Maometto". L'uccisione di un prigioniero di guerra (perchè di questo, in sostanza, si tratta) non può che essere condannata. Ma respingiamo le lacrime di coccodrillo di chi ha mandato le truppe italiane ad occupare l'Iraq, di chi non dice una parola sulla strage di Nassyria del 6 aprile, di chi tace sulla sorte dei prigionieri iracheni (circa 20.000 secondo le stime più prudenti) incarcerati dagli occupanti, 950 dei quali pare siano stati giustiziati. Respingiamo l'ipocrisia di chi è muto di fronte alle torture sistematiche sui prigionieri stessi e sui sospetti fiancheggiatori del cosiddetto "terrorismo", nonché sulle violenze sessuali sulle donne praticate dai soldati americani e dai membri dei corpi di sicurezza iracheni. Non accettiamo che ci vengano a parlare di "missione pacifica e umanitaria per la ricostruzione dell'Iraq", quando su questo martoriato paese sono stati sganciati 1,8 milioni di KG di Uranio impoverito, l'equivalente di 250.000 bombe nucleari del tipo usato a Nagasaki. Respingiamo l'atteggiamento di chi assiste come se niente fosse alla quotidiana violenza contro un popolo, gia annichilito da 10 anni di feroce embargo (1,5 milioni di morti), per poi scrivere fiumi di inchiostro su un singolo episodio. Un episodio in definitiva ascrivibile alle stesse responsabilità assunte dal governo italiano. Non ci sarebbero vittime italiane se non ci fosse stata una guerra di aggressione ed una occupazione brutale ed illegale voluta anche dal governo italiano. La sporca guerra del signor Berlusconi, certo non contrastata dall' "opposizione" parlamentare dell'Ulivo, nella sostanza altrettanto filoamericano del governo di centrodestra, sta producendo i suoi frutti avvelenati. Nel frattempo la menzogna della "missione di pace" è crollata miseramente. La Resistenza del popolo iracheno è ormai chiaramente di massa e sempre più diffusa dal nord al sud del paese. La continua equiparazione della Resistenza irachena al terrorismo da parte dei mass media di regime, è di fatto un'atto terroristico volto a emarginare e criminalizzare qualsiasi forma di dissenso contro la barbarie in cui l'umanità sta precipitando. Noi siamo con la Resistenza oggi, così come siamo stati contro la guerra un anno fa. Siamo per la cacciata degli occupanti affinché gli iracheni possano esercitare il loro diritto all'autodeterminazione. Siamo con la Resistenza per fermare la pretesa totalitaria dell'imperialismo americano di dominare il mondo intero. Siamo con la Resistenza perché siamo per la libertà dei popoli, per la fine di ogni sfruttamento, per una nuova fratellanza tra tutti gli oppressi. E' questo l'unico vero contributo che possiamo dare per arrestare la folle corsa bellicista che, diramandosi da Washington, sta percorrendo buona parte dell'Occidente, spingendo proprio verso l'abisso di quella "guerra di civiltà" che a parole tutti negano di volere. Con la Resistenza del popolo iracheno! Via le truppe di occupazione dall'Iraq! Ritiro immediato del contingente italiano! Libertà per l'Iraq e la Palestina!

15 Aprile 2004 - CAMPO ANTIMPERIALISTA
presentato da Gianni Donaudi

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L'ANGOLO DELLA POESIA

Bruzolo, un posto come un altro? (continua…)

Poesie di Piero Lanaro

L'ansa

Cantan l'acque.

No, son di più,
un opera,
possente voce,
energia diffusa
che chiede parola
e che vorrà riposo
dall'aver compiuto
il suo gesto.

Dalle alture scorron giù
a portare il seme
agli uomini,
dal poggio
scende il sentiero,
profluvio di liquidità
e qui alfine la quiete
nell’ubertosa ansa del fiume.

Il pescator del tempo
attende,
erto sull'acque,
per render alla casa
il suo pescato
ed un cuore più colmo
della tua natura.

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Il fiume

Mi sovvien.................
la reminiscenza di un ricordo.

Del mondo,
dai suoi abissi,
il nascer dell'acqua
porta nuovo nettare
dove l'esser vive,
e con prestanza,
conduce,
a concepir nuovo vigore,
in sedimento,
nella verzura,
nel frutto,
nel grano.

E in quest’innata certezza
una luce recondita si dona
al suo pensiero,
all'estro,
all'animo,
dal verde
al sole
e la grazia dona
al sommo capo
al cuore in darsena
che dirige ognor
il suo incedere.

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