TORNA A LEGGI IL GIORNALE TORNA ALL'INDICE GENERALE TORNA ALL'INDICE TEMATICO


INDICE - IL SALE N.°32

* LA CRISI DELL'ABRUZZO:COME USCIRNE?

* FACCIAMO FINTA

* PROVERBI E MODI DI DIRE

* L'ANGOLO DELLA POST@

* RIFLESSIONI SULLA SITUAZIONE IRAKENA

* PERCHE' ALL'OSPEDALE DI PESCARA NON SI PRATICA L'EPIDURALE?

* L'AURORA

* ELOGIO DELLA SOBRIETA'

* PAROLE CHE SCORRONO..............

* L'ANGOLO DELLA POESIA *************************************************************************************************

LA CRISI DELL'ABRUZZO:COME USCIRNE?

Il giorno 13 febbraio c'è stato uno sciopero generale in tutto l'Abruzzo, indetto dalle Confederazioni Sindacali, con un grande corteo a Pescara, cui hanno partecipato circa 20.000 persone, conclusosi con un comizio in Piazza Rinascita. Sul palco degli oratori c'era un grande striscione su cui era scritto: "L'Abruzzo non può aspettare! - Costruisci il tuo futuro!". La situazione economica-sociale-ambienta,le dell'Abruzzo in questo momento è in piena crisi: circa 30 fabbriche sono in difficoltà economiche, stanno licenziando il personale, e molte di queste sono sull'orlo della chiusura (Il Centro" del 14/2/04) - Gli occupati sono diminuiti di circa 150.000 persone negli ultimi due anni - Nella Valle Peligna il livello della disoccupazione è arrivato al 30% - L'acqua scarseggia sempre di più - Le coste sono sempre più rovinate - I siti contaminati sono alcune centinaia - Il problema della costruzione del Terzo Traforo nel Gran Sasso rimane sempre in sospeso, come una "Spada di Damocle" sul popolo abruzzese - Pescara è in pieno "fermento" con la costruzione di un altro porto, con il progetto per costruire una nuova Stazione Ferroviaria all'Aereoporto con relativa ferrovia di collegamento e tunnel sotterrano, con la costruzione e pianificazione di cavalcavia e "varianti" di ogni tipo, nonché case da tutte le parti: la cementificazione avanza come con la Giunta precedente ed anche peggio-. Fare queste constatazioni mi crea tristezza. Naturalmente questi sono soltanto alcuni dei tanti problemi della regione.

Epifani, il segretario nazionale della CGIL, ha parlato nel comizio finale tenutosi a Pescara dopo il corteo e, fra l'altro, ha detto che è necessario "arrestare il declino dell'occupazione…..e di chiedere al Governo di dare risposte!". A parte il fatto che per l'attuale Governo non ci sono problemi perché gli Italiani si sarebbero arricchiti da quando Berlusconi è diventato il capo. A tale "visione virtuale" dell'Italia fa eco la dichiarazione di Pace, Presidente della Giunta regionale, che esprime un'altrettanta "visione virtuale" dell'Abruzzo quando, rispondendo alle critiche dei Sindacati e delle Sinistre, dice. "Abbiamo fatto tanto, critiche ingiuste"(Messaggero del 14/2/04). A parte le visioni virtuali, il fatto è, secondo me, che i problemi della regione non possono essere risolti da nessuna Giunta o Governo, sia di Destra che di Sinistra, ma si possono risolvere lottando non solo contro la Giunta ed il Governo attuale ma soprattutto contro il Sistema. Io credo che questo sia un principio fondamentale da tenere presente, altrimenti si alimentano illusioni, come fa anche l'U.g.l. (Unione generale del lavoro, un sindacato di destra) quando dice che si deve fare un "Patto per l'Abruzzo….per poter tornare davvero a credere in un Abruzzo dove il lavoro diventi diritto di tutti e per tutti"(Messaggero, 13/2/04). Questa è un'utopia, per me, perché il lavoro per tutti, cioè la piena occupazione, non si è mai verificata, nemmeno nei Paesi capitalisti più sviluppati e ricchi; inoltre che "il lavoro diventi un diritto di tutti", noi Italiani sappiamo molto bene che come diritto è sancito dall'articolo 1 della Costituzione , ma sappiamo altrettanto bene che non è stato mai applicato e che è rimasto sulla carta.

Il rappresentante della UIL, nel comizio di chiusura della manifestazione, ha parlato dell'"esaurirsi di un modello di sviluppo" per la regione, della necessità di rinnovarlo e di adeguarlo alle nuove realtà. - I giornali hanno scritto sull'importanza di costruire un nuovo futuro per l'Abruzzo - L'arcivescovo dell'Aquila, tramite il Telegiornale Abruzzo, ha invitato a "Investire e mettere nuove industrie". Tutte queste dichiarazioni si basano su una perpetuazione del modello di sviluppo precedente che ha portato nella regione un progresso industriale e turistico però con conseguente distruzione ambientale ed umana. Il tessuto sociale ed i rapporti umani sono stati buttati all'aria e violentati con conseguenze terribili sul piano sociale ed economico. Mi riferisco alla corruzione, alla droga, all'alcool, al fenomeno del disagio psichico, ed alla qualità della vita in genere. Per cui quando si parla della necessità di "rinnovare l'Abruzzo" mi viene spontaneo dire che, piuttosto che rinnovarlo (è talmente rinnovato che è irriconoscuible rispetto a pochi decenni fa), non sarebbe meglio "reinvecchiarlo" un poco? Ritornare alle stagioni, al ritorno della Primavera e dell'Autunno, al ritorno delle rondini? Se non ci si rende conto di quanto abbiamo perso e di quanto poco abbiamo guadagnato non si può pensare ad un Abruzzo diverso. Una operazione nella linea del vecchio modello di sviluppo dell'Abruzzo è quella che si prepara a fare la Giunta di Pescara con "I giochi del Mediterraneo", che si dovrebbero svolgere il 2009 nella città. Sono previsti villaggi e campi sportivi per i partecipanti. Secondo me è una volgare speculazione economica, a vantaggio di pochi con conseguente danno per tutti, compresi i pochi avvantaggiati, che porterà una ulteriore cementificazione del territorio. Tutto ciò viene propagandato come un grande avveni,mento sportivo-culturale ,mentre in efetti non c'è niente né di sport né di cultura, ma soltanto "business". I giornali, facendo coro all'operazione, parlano di Pescara come futura "metropoli del Mediterraneo", come se diventare una metropoli fosse una cosa positiva, una grossa aspirazione. Nell'epoca in cui le metropoli si sono dimostrate degli aggregati umani caotici , disumani, e c'è una tendenza in tutta Italia ad abbandonare le grandi città per andare a vivere in provincia, è un controsenso aspirare alla metropoli. Non sarebbe meglio che Pescara rimanesse una piccola città di provincia, a misura d'uomo, come è sempre stata? Io credo che questa operazione sia dannosa ai Pescaresi. I problemi principali dell'Abruzzo attualmente sono causati dalla concorrenza intercapitalista mondiale, cioè dal fatto che le industrie della regione non reggono la concorrenza, anche dalla svalutazione del dollaro e dal fatto di volere agire all'interno delle leggi e delle istituzioni del Sistema. Indubbiamente il Mercato ha le sue leggi e regolamenti che sono il risultato di un processo storico però, bisogna rispettarle per forza? Sono state sempre rispettate nella Storia? Anche se danneggiano gli Esseri umani? Chi viene prima: la Legge o l'Essere umano? Io credo senz'altro il secondo. L'U.g.l., il sindacato di destra, per "arginare una crisi che in alcune zone sta raggiungendo livelli di guardia", propone la formazione di una "Commissione Regionale…..che coinvolga le istituzioni, imprenditori e sindacati". Come sindacato padronale logicamente la soluzione ai problemi regionali la vede dall'alto, in forma verticistica e nell'interesse della classe al potere. Questa soluzione fa parte del vecchio modello di sviluppo che ha causato il disastro in cui stiamo vivendo e, se si dovesse realizzare, non pot5rebbe fare altro che peggiorare la situazione. Per avviare un miglioramento della realtà, secondo me, è necessario che i lavoratori prendano nelle proprie mani la situazione, si facciano carico dei problemi come classe, direttamente, senza delegare più nessuno. Nel momento in cui delegano, sono fregati. Soltanto loro possono avere un interesse obbiettivo, cioè realmente nell'interesse di tutti. Qualsiasi organizzazione ha un interesse soggettivo, particolare, separato dalla massa e lo antepone a tutto. I lavoratori, insieme con i cittadini sensibili ai loro problemi, dovrebbero impedire la chiusura delle fabbriche, lottando per la loro Espropriazione, Socializzazione ed Autogestione. La classe lavoratrice delle fabbriche in crisi dovrebbe entrare in contatto con i lavoratori delle imprese fornitrici di materie prime e con i lavoratori delle fabbriche che comperano i propri prodotti oppure con i semplici cittadini acquirenti. In questo modo si esce dalla logica del mercato e del profitto del padrone e si entra in quella della solidarietà e della fraternità. Qui si respira un'aria molto più pulita. I lavoratori delle fabbriche in crisi della regione dovrebbero vedersi, discutere, scambiare idee e proposte per agire assieme. La classe lavoratrice e quella degli sfruttati, organizzata in forma autogestionaria, si deve fare carico dei problemi per la costruzione della nuova società : nessuno la può sostituire e , se essa non lo fa, non ci sarà mai una società nuova. Indubbiamente i problemi dell'Abruzzo si possono risolvere totalmente soltanto insieme a quelli nazionali e mondiali. Però è importante fin da adesso, per agire di conseguenza, che l'Abruzzese decida da che parte si vuole mettere: con il neo-liberismo o con il neo-umanesimo? E' una scelta difficile e che richiede molti sacrifici ma, per continuare la nostra Storia ed il nostro Progresso, secondo me, non c'è altra strada che quella umanitaria.

18/2/04 Antonio Mucci

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

FACCIAMO FINTA

Apparirà molto improbabile la possibilità, per un bambino "protagonista" di un film imminente e che si annuncia come un successo, di raccontare un giorno ai suoi nipoti quell'esperienza. Questo il caso: è notizia televisiva di qualche giorno fa l'uscita prossima di un film che parlerà dell'impegno umanitario di una donna americana nella lotta contro la fame in Africa; non ho fatto in tempo a carpirne il titolo, nella fretta dei palinsesti di dribblare tra uno spot e l'altro, né forse questo ci interessa tanto non dovendone fare la recensione. Quello che invece mi è saltato subito agli occhi, è stata una circostanza: nella generale finzione del set - del resto difficilmente celabile, nei film americani -, un solo personaggio era "terribilmente vero": quel bambino africano, "realmente malnutrito", che la bella protagonista prendeva in braccio, ostentava all'impietosa telecamera, conduceva nello svolgersi avvincente delle riprese. Un film "verità", insomma: dove il livello di denuncia sociale necessitava evidentemente di situazioni reali. Un film, a detta del presentatore, destinato a fare scalpore ma anche a coprirsi di meriti per il "coraggio" di aver fatto arrivare a Hollywood certe problematiche. Certo, operazioni simili non dovrebbero stupire noi italiani, che abbiamo inventato il neorealismo, ma lo sguardo sofferente (prodigi del film verità) di un bambino distrutto dalla fame, e che non sa di essere - proprio per quello - il protagonista di un film-denuncia, è qualcosa che mi indigna. Ho immaginato la dinamica di una giornata di riprese: arrivano di buon'ora gli attori protagonisti, due belloni tra i quali le esigenze di spettacolarità faranno nascere l'immancabile love story (sennò come si tiene un pubblico domenicale incollato sulle poltrone per due ore a mangiare i popcorn?), e vanno subito al settore trucco. Poi si andrà a prendere il piccolo "eroe", magari nel villaggio vicino al quale si è montato il set, lo si strappa alla madre che tenta disperatamente di porgergli qualche goccia di latte, e tutto ancora stremato lo si "userà" per il copione che il regista ha stabilito per quel giorno. Anche la sua madre "finta" del film è un'attrice, di colore anch'essa e smagrita dagli stenti, ma il sangue che la ricopre è sintetico, e le lagrime che versa procurate da un atomizzatore. Ma il nostro bambino dalla pancia gonfia dalla denutrizione e lo sguardo implorante no, lui è "vero", e chissà se, morendo realmente sul set, questa non potrebbe costituire la scena madre del film. Inquietanti, i complimenti per l'interpretazione della giovane attrice: certo, al piccolo africano non si poteva dire quanto fosse bravo a recitare se stesso, a fare così bene la parte del "vero" moribondo … Chiedersi quale sarà stato l'ingaggio per quella parte involontaria, o se almeno alla fine delle riprese quel bambino sarà stato finalmente sfamato, sono pruriti che non oso proporre. So soltanto che non vorrò vedere quel film "umanitario", ma spero ugualmente che qualcuno più coraggioso me ne riferirà il titolo. E il pensiero mi corre, non so perché, alle proteste della diplomazia americana risentita per le scene della cattura di alcuni soldati statunitensi mandate in onda da parte degli iracheni, e al fatto che invece le più crudeli scene di tortura agli iracheni abbiano fatto tranquillamente il giro del mondo (doveri di reportage …). Giusto il risentimento per la soldatessa americana biondina ripresa da Al Jazeera: evidentemente il truccatore televisivo non era dei migliori. Ma per fortuna la biondina si è rifatta ampiamente, poiché la sua esperienza è diventata in America un best seller editoriale: e i libri-verità si sa, come i film, vanno come il pane.

Enrico Santangelo

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

PROVERBI E MODI DI DIRE

La fémmena non za tené' tre ccici 'n gorpu.

La donna non sa tenere tre ceci in corpo.

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

L'ANGOLO DELLA POST@

SABATO 6 MARZO 2004 ORE 17.00 SALA MULTIMEDIALE VIA MAZZINI (di fronte municipio) FERMO

COLLETTIVO ANTI-IMPERIALISTA DEL FERMANO

PRESENTA:

SEMINARIO DI STUDI

-LA DEMOCRAZIA DELL´OCCCIDENTE: REALTA´ O ILLUSIONE?-

seconda giornata

MODIFICA DELLA COSTITUZIONE:

MAGGIORE EFFICIENZA DEL SISTEMA POLITICO, INVOLUZIONE AUTORITARIA DELLA DEMOCRAZIA, O.....NOSTALGIA PER L´UOMO DELLA PROVVIDENZA?

Interventi di:

Prof. ALBERTO TAROZZI Docente di sociologia dello sviluppo Presso l´università di Bologna

Prof. ROMANO ORRU´ Docente di diritto pubblico Presso l´università di Teramo

Con questa iniziativa si intende mettere a fuoco il pericolo corso attualmente dalla DEMOCRAZIA italiana con il progetto di modifica della costituzione avanzato dalle destre (ma ventilato anche dal centro-sinistra) e già anticipatola precedenti interventi di chiaro significato ANRTIDEMOCRATICO e AUTORITARIO ( tolleranza dei partiti AZIENDE, sistema elettorale maggioritario ecc). Il pericolo di un´INVOLUZIONE della DEMOCRAZIA a breve termine è REALE, anzi è già in atto; a dimostrarlo nel contesto nazionale, le recenti "manovre" a discapito dei lavoratori che stanno progressivamente cancellando i frutti delle sociali dal dopoguerra ad oggi. Una doverosa presa di coscienza da parte di tutti coloro i quali non intendono essere prevaricati e strumentalizzati dalla politica e quindi "declassati" a veri e propri SUDDITI di un sistema governato dai forti interessi di un capitalismo selvaggio che ha bisogno di stabilizzare in maniera oligarchica il potere politico per sopravvivere alle sue contraddizione interne e alla cicliche crisi economiche. Siete tutti invitati a partecipare

COLLETTIVO ANTI-IMPERILISTA DEL FERMANO

Proposto da PIPPO

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

RIFLESSIONI SULLA SITUAZIONE IRAKENA

(IN RISPOSTA ALLA LETTERA INVIATACI DAL "COMITATO IRAQ LIBERO - TERAMO", PUBBLICATA NEL NUMERO 31 - FEBBRAIO 2004)

Penso che ad un anno dall'aggressione dell'imperialismo americano all'Irak si possa dire che l'invasione del Paese non è stata assolutamente "una passeggiata", come pensavano gli Americani. Non controllano tutto il territorio ed hanno l'intera popolazione contro. Inoltre c'è una ribellione organizzata che si rafforza sempre più. Se non riescono a sottomettere un popolo come possono dominare il mondo? Il progetto Americano di dominare il pianeta si dimostra impossibile e fallimentare: loro possono distruggere una parte del pianeta, come stanno già facendo, ma non potranno mai avere l'appoggio dei popoli per questo loro progetto. Oggi la "civiltà" imperialista essenzialmente è basata sulla distruzione. Il problema è che non è soltanto il Governo degli Stati Uniti ad agire con una logica imperiale, ma anche quello della Gran Bretagna, dell'Italia, della Polonia ecc. che hanno inviato le loro truppe per appoggiare l'invasione e la sottomissione del popolo iracheno. Per questo è necessario parlare di Sistema capitalista in quanto è una logica comune che guida il comportamento dei governi del mondo, compresi quelli che sostengono l'intervento dell'ONU all'interno dell'Irak. Personalmente, più che sulla protesta-contestazione-manifestazione del 20 marzo, mi baserei sull'emancipazione e presa di coscienza della gente e passerei dalla contestazione e pressione sul Governo alla Partecipazione ed Autogestione diretta, da parte della gente, dei problemi della società. Per questo motivo proporrei di fare delle Assemblee cittadine dove discutere il problema della guerra insieme a quelli del territorio e della gente. Con la stessa impostazione farei della Assemblee nei quartieri, nelle Scuole e nei Posti di Lavoro. Il Comitato contro la guerra, più che su una piattaforma precisa che restringe, lo farei su principi generici che allargano, come la Giustizia, la Libertà, la Democrazia; all'interno di un simile comitato si può discutere liberamente per poi ognuno fare ciò che vuole ed unirsi con chi vuole.

Antonio Mucci

IRAQ

Una considerazione sull'Iraq, emersa nel dibattito interno a "Il sale", è stata quella della legittimità o meno del governo di Saddam Hussein. È apparso chiaro, cioè, al di là della condanna unanime dell'attacco americano e di qualsiasi logica di "guerra preventiva", che il vantato "alibi" occidentale alla propria azione fosse il fatto di combattere un "dittatore". Così posta, questa circostanza avrebbe degli aspetti condivisibili (nessuno di noi penserebbe infatti di difendere un oppressore), ma sono proprio le modalità di intendere la questione che vanno precisate. A mio avviso va affermato questo principio: non è ammissibile che qualunque paese, sulla base della propria concezione della democrazia, intervenga violentemente per imporla ad altri paesi, fossero pure dittatoriali; la conseguenza pericolosa di questa giustificazione della guerra irachena sarebbe infatti che nessuna forma di stato, e quindi nemmeno la più democratica, sarà garantita ma la sua sorte dipenderà dalle decisioni dello stato più forte (domani non piaceranno agli USA nemmeno le nostre forme europee). Nessun confronto esiste, inoltre, con i movimenti di liberazione della Spagna franchista, poiché in quel caso i volontari partirono da tutto il mondo ad appoggiare una rivolta interna (diversamente, i governi dell'Italia fascista e della Germania nazista intervennero a difesa di Franco). Ma sulla guerra preventiva esiste un precedente, ed è quello con cui Israele occupò nel '67 i territori che ancora oggi rivendica nonostante le numerose risoluzioni dell'ONU gli impongano di sgomberarli. Ma, purtroppo, queste considerazioni non si leggono sulla stampa ufficiale, e vengono glissate dai politici di ogni schieramento. Così come la constatazione che all'Iraq invasore del Kuwait è stato riservato ben altro trattamento. Se poi dovessimo fare i conti con la "sensatezza storica" delle rivendicazioni, chissà se non avesse maggiore legittimità la rivendicazione del Kuwait al regno iracheno prima della colonizzazione inglese, rispetto al possesso della Palestina da parte degli ebrei al tempo di Mosè.

Enrico Sant'Angelo

Ho dovuto pensarci un po' prima di scrivere questo trafiletto, ma proprio quando mi ero deciso a rinunciarvi la poesia mi è venuta incontro ancora una volta. Nella lirica un la 'spigolatrice di Sapri' Di Luigi Mercantini , poeta minore dell'ottocento romantico italiano, l'autore descrive la sfortunata impresa di Carlo Pisacane, un patriota che come Leonida coi suoi trecento soldati, insieme ai detenuti del carcere di ponza, finì prima sconfitto e poi trucidato dall'esercito borbonico nel tentativo di sollevare le masse alla rivolta ed alla riscossa definitiva. Veniamo al punto. Durante le campagne di guerra per l'indipendenza dagli austriaci troviamo molti di questi eroi, come Ciro Menotti, Tito Speri, Federico Gonfalonieri e Silvio Pellico che s'immolarono per la salvezza della patria. Essi venivano considerati carbonari, ma in realtà agli occhi delle autorità borboniche ed austriache venivano visti come pericolosi terroristi. La stessa situazione a mio parere si sta verificando nell' antica Mesopotamia che oggi chiamiamo Iraq. Una volta deposto il dittatore Saddam Hussein è giusto che il popolo irakeno scelga lui stesso la forma di governo che più gli piace senza ingerenze da parte esterna (americana, europea, araba). Intelligenti pauca Non devo aggiungere più parole

Fernando Italo

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

PERCHE' ALL'OSPEDALE DI PESCARA NON SI PRATICA L'EPIDURALE?

Numerose persone mi hanno segnalato un'ennesima lacuna della sanità pubblica pescarese. Nonostante questa sia una pratica largamente diffusa anche nei centri più piccoli, a Pescara l'epidurale, che rientrerebbe tra i diritti sacrosanti delle donne in qualsiasi paese "civile" con un sistema sanitario anche appena sufficiente, non si pratica. O meglio mi segnalano che l'epidurale si fa solo a poche e selezionate raccomandate. Per il resto o il cesareo o sopportare.

A Pescara si fanno circa 2000 parti l'anno: 2000 donne che per affrontare le gioie di avere dei figli devono comunque passare per un travaglio a volte straziante. Per non parlare delle stanze di degenza e di tutto il resto. Molte vanno a Penne, Vasto o Chieti per poter avere un trattamento umano e consono alla settima potenza economica mondiale. Non si capisce perchè a Pescara non si possa usufruire di un trattamento antalgico (riduzione o abolizione del dolore) durante il travaglio e l'espletamento del parto. L'analgesia epidurale (o peridurale) è ritenuta la migliore e la più sicura tecnica per abolire il dolore del travaglio e del parto. Essa determina in pochi minuti la scomparsa delle doglie, lasciando inalterata la sensibilità cutanea, i movimenti e, soprattutto, la sensazione della contrazione, che continua ad essere percepita, ma non più come dolorosa. La capacità di spinta non viene alterata e la donna, liberata dal dolore, può partorire attivamente ed in modo spontaneo. Una corretta analgesia, praticata entro strutture attrezzate da anestesisti-rianimatori esperti, non solo abolisce un dolore inutile, ma migliora realmente le condizioni del feto e, riducendo la fatica della futura mamma, le permette una maggiore consapevolezza e serenità nel momento del nascita del bambino. Cosa impedisce di istituire un servizio di cui ormai non si può più fare a meno ? Forse è ora di vederci chiaro. E' bene che il Comune di Pescara si attivi rispetto alla direzione dell'ASL per ricevere chiarimenti e sollecitare un rapido superamento di questa lacuna.

Pescara,29/2/2004

Maurizio Acerbo
consigliere comunale P.R.C.

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

L'AURORA

Finalmente un nuovo giorno. Sono già sveglio ed è da poco iniziata l'alba e dalla mia camera noto che il mare già risplende dei riflessi lucenti dei vermigli rossi dei raggi solari nascosti tra le nuvole. Sono preso e conquistato delle meraviglie del Creato e di questo nuovo giorno che il Signore anche oggi mi consente di vedere . Nel mio piccolo sono un uomo veramente fortunato e ringrazio Iddio per questo nuovo giorno che mi mette a disposizione. Scorgo nell'aurora le sembianze della mia compagna di vita: ecco perché amo la mia donna così bella e così generosa. Sono combattuto da questa figura bianca e immacolata che mi rende tranquillo e ansioso al tempo stesso, facendomi sentire un punto interrogativo. Lei mi ama, io la amo, eppure quei suoi riflessi lucenti che mi avvolgono non riesco a capire se siano sinceri o ingannevoli.

Luigi Dezio in arte Popò

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

RETE NONVIOLENTA ABRUZZO

ELOGIO DELLA SOBRIETA'

La Rete Nonviolenta Abruzzo, coordinamento composto da tante associazioni e semplici cittadine/i, promuove per il secondo anno consecutivo un ciclo di incontri che hanno per tema : l' " Elogio della sobrietà ". Durante i 4 mesi di preparazione di questo secondo ciclo sono emerse la necessità e la consapevolezza, sempre più urgenti, di disegnare scenari, competenze, possibilità concrete di trasformazione dell'esistente verso un mondo abitato con maggiore leggerezza, all'insegna della sobrietà, sia rispetto ai consumi che alle trasformazioni ambientali e sociali. Negli ultimi mesi abbiamo tutti partecipato a manifestazioni per la pace, abbiamo ingentilito le nostre case con i colori dell'arcobaleno. Ma ci siamo accorti che questo non basta. Ecco perché, proprio mentre organizziamo fiaccolate e veglie, marce e sit-in, abbiamo pensato che per sovvertire l'impero del denaro, che poi provoca la " guerra infinita ", bisogna scegliere la sobrietà. E' una delle maniere che riusciamo a concepire per costruire un orizzonte di pace, perché solo riducendo le esigenze sempre più energivore - in senso generale, di materiali e di combustibili - del nostro modello di vita, contribuiamo a ridurre anche le ragioni profonde di guerre di controllo o di conquista di materie prime. Anche se è evidente che un orizzonte nonviolento ha necessità di una maturazione culturale, soggettiva e intersoggettiva, che trascende la materialità, non può comunque prescindere da essa, pena il rendere velleitaria qualunque possibilità di far diventare elemento di storia concreta la cultura della pace che noi vorremmo contribuire a diffondere. E' con questa riflessione di fondo che nasce la proposta di quest'anno su un percorso che ha, come finalità, quella di rendere fattibile, perché necessario, quindi " concreto e desiderabile ", nelle coscienze e nelle conoscenze, un modo già oggi possibile di vivere in sobrietà. Una vita che ha per fondamento la misura, scelta come strada della vera libertà che sfocia in una vita serena, di riposo, di silenzio, di contemplazione, oltre che di lavoro e di produzione. Una vita che non sfrutti più quella di milioni di esseri umani e non sottragga ad essi le loro risorse. E con questo spirito, che ci anima, ci accingiamo tutti assieme, a partecipare attivamente a questi momenti di riflessione e di proposte rivolgendoci a tutti i costruttori di pace.

RETE NONVIOLENTA ABRUZZO
" Elogio della sobrietà "
Programma incontri 2004
(prima parte)

1. L'EDUCAZIONE ALLA PACE
Daniele Novara, dir. Centro psicopedagogico per la Pace e risoluzione dei conflitti, Piacenza
Coordinano: Aurelio Leoni e Sandra De Thomasis
Venerdì 20 Febbraio ore 16.30
Chieti, Polo Tecnico della Provincia v. Nicolini

2. Il CORPO AMATO La sobrietà nella Bibbia e nelle tradizioni monastiche
buddhista e cristiana Carlo Molari, teologo
Giovanni Franzoni, scrittore
Coordinano: Carmine Miccoli e Rosanna Mannias
Giovedì 26 Febbraio ore 18. 00
Pescara, Auditorium del Quartiere 5 Viale Bovio, 466

3. LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO?
Daniele Lugli, segretario del Movimento Nonviolento
Luciano Benini, ex segretario del MIR
Tonio Dell'Olio, coordinatore di Pax Christi Italia
Coordinano: Carmine Miccoli e Franca Pascqualini
Venerdì 5 Marzo ore 17.30 Pescara, Sala dei Marmi della Provincia

4. LA GUERRA INFINITA
Alex Zanotelli, missionario Comboniano
Giulio Cristoffanini, cofondatore di Emergency
Coordinano: Silvestro Profico e Marco Conte
Domenica 7 Marzo ore 18. 30 Pescara, Sala Consiglio Comunale

5. ALTRENERGIE e Conversione ecologica: i piani energetici comunali
Viriol D'Ambrosio, fisico
Coordinano: Edvige Ricci ed Enrico Amoroso
Venerdì 12 Marzo ore 17.30
Pescara, Sala dei Marmi della Provincia P.za Italia

6. ECOLOGIA COME SECONDA MODERNITÀ
Edo Ronchi, ministro dell'Ambiente dal 1996 - 2000
Coordinano: Edvige Ricci e Sandra De Thomasis
Mercoledì 17 Marzo ore 17.30
Chieti, Polo Tecnico della Provincia v. Nicolini

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

Parole che scorrono: pensieri che appaiono! O pensieri che scorrono mentre appaiono parole

......... ................ .............. ..................... Balildo Va bene.
Trosci Va meglio.
Balildo Tutto va meglio.
Trosci Tutto è occhei, OK!
Balildo OK! Occhei , dicono gli americani.
Trosci Perchè mai diranno OK? "Oll currect" ci pare ecademicamente idiota, più personale che ecademico, più oscurantista che cattedratico, più covo di di bestie che seggio-sedia delle loro animalesche figure.
Balildo Onde tanto ..........
Trosci Ok! è americano, d'americani inglesi: è la vantata interiezione del plotone uscito nel raid che radioso torna e confessa, confessa, al capoposto: Nessun Ucciso (sotinteso "dei nostri").
Zero Uccisi. O (zero) K (killed). Nessun morto nostro.......nostro. Come alcun popolo monoteista comandava di non rubare al prossimo (al vicino troppo prossimo, cioè al paesano) come dire.......... Nè invitava alcuno a molestare le mogli dei vicini (dei loro vicini).
Balildo Più-o-meno sapevo.
Trosci Sapevi che OK è vietato nel linguaggio militare contemporaneo?
Sapevi che un marines rischia dieci mesi di galera se dice OK davanti un superiore?
Balildo I superiori vanno rispettati e si fanno rispettare.
Trosci Anche i morti vanno rispettati, come va rispettata la loro realtà!
Balildo Alludi al fatto che, quasi con cadenza giornaliera, cadono marines in guerra? E che cadendo morti, cioè ammazzati, la frase OK è proprio una micrologia.
Trosci Alludo.
Balildo Pari solo un pò ignorante d'inglese, di grammatica inglese. Hai chiamato Marines un marinaio e chiami Marines i marinai. Non vedi differenza tra plurale e singolare.
Trosci Io non so l'inglese e tu non sai l'afgano. Dicono talebano e talebani a seconda del numero. Eppure uno è Talib, molti sono Taliban.........plurale di Talib.
Balildo Le guerre non insegnano neanche la grammatica..... ci vorrebbe qualche professore armato di........
Trosci La grammatica va studiata, lo disse pure l'accademico traghettato sulla barca di Nasrudin. "Non averla appresa è come aver perso metà della vita."
Balildo Già so la risposta dello scugnizzo asiatico: "Voi chiarissimo sapete nuotare? Se nò...... state perdendo tutta la vita....... che la barca già affonda."
Trosci Ce la siamo raccontata metà per uno. Una sola metà è debolezza soprattutto se sola ed inclinata.
Balildo E due debolezze, se inclinate una contro l'altra, possono realizzare l'arco che è una vera fortezza.
Trosci Due negazioni affermano e tre ancora di più .......... dal Nolano.
Balildo Due prostituzioni valgono una virtù coniugale........ Byron.
Trosci Don Giovanni pregò la Trinità di salvarlo e sperò che fosse Tetragona onde riuscisse ancor meglio......
Balildo Due femminilità non procreano ..... stupiva Filippo vangelico......scrivendo di Maria e dello SpiritoS.
Trosci Tre denti bastano per quel poco che abbiamo da mangiare........
Balildo Due candele consumate illuminavano più che a sufficienza lo squallore del locale.......
Trosci Il duello vuole due armi pari, se i diz non lo dicono favoriscono gl'imbrogli..........
Balildo Due gocce sommandosi non fanno due gocce matematiche fanno una gocciona.......
Trosci Due è dubbio, due strade, se non decidi presto, andrai a sbattere.........
Balildo Se non decidi per tempo altri decideranno per te......... sbrigati se puoi.
Trosci Quanti numeri, tutti piccoli ....... 72 traduttori tradussero e vennero ricordati invece con 70-Settanta. Settanta asinelli in processione trasportarono settanta parenti e poco vengono citati quali Settanta asinanti un'Asinata biblica.
Balildo Negarono e negano dignità a quei settanta asinelli
gloriosissimi-efficientissimi-docilissimi-pazientissimi ........ straesaltano solo la coda genovese di una sola asina, la venerano, ce la "offrono" per reliquia.
Trosci Questa non la bevo.
Balildo E fai bene che non va bevuta....... fino a tutto il '700 andava baciata, in quel di Genova.
Poi scomparve e poco vien rimembrata......... preferiscono confortarci con altre Settembrinate.
Trosci Nè la bevo nè la bacio. Credo che tu voglia ......
Balildo Ancora CREDI, tu morirai credendo, benchè poco creduto, sei quasi........
Trosci Non credo. Pare....... storica...... la........ Coda........ ho controllato sull'enciclopedia...........
Balildo Credi all'enciclopedia mentre credi che io possa giocarti scherzarti irriderti............ non sai che chi irride gli altri irride se stesso? Io lo so, e non mi induco nè m'indugio in derisione alcuna.
Fottiti da solo. Da solo ti fotti e vuoi colpevolizzare chi proprio nè t'odia nè t'ama. Qui si cerca solo convenienze. Se alcunchè o alcuna cosa non ti conviene, sappi chiarificarlo e non tacciare di calunnia chi non ti bastona nè ti vuole convincere. Mio caro io amo convincere, potendo, a suicidarsi .... Diogene già .......
Trosci E sarei allora un credente creduto credulone........saran venti volte che ribadisci.
Balildo Fai che vuoi! OK?
Trosci Noi non siamo americani, e possiamo dire OK!
Balildo Nè siamo corporativi, nè campanilistici, nè ortaroli........ io mi sento parte di quanti mi somigliano, di quanti potrebbero somigliarmi, di quanti magari domani saranno diversissimi da me eppure vicinissimi tanto da non recarmi fastidio alcuno, anzi aumento di piacere. Ripensa veloce a quanto vai propositando, riconosciti e vedi se ti vale comportarti e fare come appari.
Trosci Apparo o appaio, apparenze, m'appare! Mi appare l'orto di Cicerone, quello Quinto, che aveva presso Arca il suo orticello latino, onde lo chiamava "Arcano". Invero i Ceci sono gli arcani del diritto e Cicerone ne fu certo principe.
Balildo Chiami in causa Cicerone? Cosa vuoi chiedergli?
Trosci Nulla dato che l'ultimo anno della sua vita celebrale lo passò sul tavolo di Antonio. Come fece mai Antonio a tenersi tanto trofeo decollato sulla scrivania per un anno intero?
Balildo Dovette aver gran coraggio e forza!
Trosci Dovette aver forza pari a quella usata dal Cicerone medesimo nel sollevare la mano col dito anulato da un gioiello ingens. L'anello ingente, i plebei indigenti ed il diritto-jus-comando verrino-porcino a dominare ovunque.
Balildo Chi comanda nel nostro mondo prima o poi è comandato a .........
Trosci Che vuoi che importi sul quanto prima o quanto poi? Cosa importa se nel frattempo, già ora i loro sfizi mi asfissiano e non vale denunciare che ..........
Balildo Soffri?
Trosci Non è che soffra e che non voglio soffrire, sopportare caricarmi di idiozie, caricarmi di gravami e sorridere e dimenticarli quando voglio godere, per godere ........cos'è il godimento nell'oblio?
Balildo Continua!
Trosci Devo dimenticare per godere. Devo sentire un sospiro di donna la quale sta esalando....... non voglio ricongiungermi a precipitanti corpi che già la morte ha impregnato di putenti fetori.
Balildo Eppure in un centinaio d'anni, forse, avremo di morte un gran pericolo. Piangiamo dunque con Serse. Ridiamo dei vulcanologi che prevedono eruzioni da qua a ducent'anni! Non so se domani ...... e loro possono dire che....... Perchè dicono quel che altri permettono loro di scientificare. Ma le previsioni sono parte di quella famiglia inventiva, prefigurativa, innovativa indovinativa ..........cos'altro è Dio se non o senza il suo divinare indovinare e s'apparenta coll'indovino che prevede e ......

Stelio

TORNA ALL'INDICE

*************************************************************************************************

L'ANGOLO DELLA POESIA

Bruzolo, un posto come un altro? - (continua)

Poesie di Piero Lanaro

La sorgente

All'alba,
tra le rocce,
nel profondo silenzio.

Un boato,
l'energia,
da anfratti racchiusi,
essa al cielo s'aprì,
la sua acqua
si raccolse nell'ampolla della terra
e al limitar trasgredito
s'avviò a fluir per valle,
verso gli alberi, l'erbe,
a favor dell'uomo.

E di quel trascorrere,
della vita,
è il ritmo.

Sacra creatrice,
da tenebrosi antri alla luce fuoriesci,
e la tua splendente acqua
al cielo rifulge,
ed ogni riverbero,
che scorre al pendio,
è parte del mondo
che si ritrova
dove occorre la vita,
dove la voce delle donne
risveglia, ogni giorno, il mattino,
dov'esse, suscitano,
raccolgono,
e ridonano,
l'incanto della bellezza,
le forti braccia,
la ricchezza del ventre,
che ogni dì
conduce il mondo
a non rotear invano
nei campi del cielo.

Il rivo

S'avvicina assorto l'uomo,
scosta le fronde,
il suo passo
coglie l'erbe
dove tu sei.
Luogo d'oscura beltà,
talvolta ti porti
dove il luminoso sole,
tutto il suo irraggiarsi rifulge,
d'esseri raccolti sei scrigno
e piante attorno a te
e in te ti fan corte.

Sublime,
vaghi errante tra campi,
di leggerezza ti vesti,
mentre che
nel tuo lambir le sponde,
al mondo, racconti.

Del leggiadro andare,
della compagnia degli uomini,
le tue rive godono
e il fiore, la pianta,
celati al cammino,
si scoprono e la loro grazia
riceve il suo omaggio
e la sua necessità.
TORNA ALL'INDICE