IL SALE - ANNO 3 - N.°31

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L'anarchia è prioritaria, ma non si fa per posta

Proposto da Simona Pelagatti

-------------------------------------------------- (Da "Umanità Nova" n. 1 del 18 gennaio 2004)

Se questo fosse un mondo accettabile, se l'informazione non fosse una pericolosa arma di guerra, di quelle destinate alla distruzione di massa, senza alcun riguardo verso l'inerme popolazione civile, la notizia che qualcuno aveva incendiato i soliti cassonetti e poi spedito per posta qualche libro infarcito di petardi, avrebbe avuto la propria degnacollocazione in cronaca. L'eco mediatica suscitata dei petardi inviati a Romano Prodi, al presidente della BCE, all'Eurojust e ad alcuni eurodeputati, qualche giorno dopo l'incendio di un paio di cassonetti nel centro di Bologna, è divenuta il pretesto per elevare al massimo "l'allarme terrorismo" che Berlusconi e Bush avevano pronosticato nelle settimane precedenti. Da una sponda all'altra dell'Atlantico erano rimbalzati gli annunci di attentati con relativa militarizzazione dei voli e del territorio. Con queste misure, la guerra duratura e preventiva intende raggiungere il duplice obiettivo, da un lato, di alimentare la paura per via dell'insicurezza evocata da un nemico esterno sempre in agguato, e dall'altro di tenere sotto scacco tutti i soggetti coinvolti nel collasso di un sistema di disciplinamento sociale, economico e politico che necessariamente implica la criminalizzazione, l'espulsione e l'eliminazione violenta di chiunque non si riconosca nelle regole del gioco. All'epoca della guerra totale al terrorismo occorre di tanto in tanto innalzare la tensione, altrimenti si corre il rischio che il lezzo dei cadaveri dei bambini morti in Afghanistan o la notizia dei prigionieri iracheni picchiati a morte, risulti alla fine intollerabile anche per i tolleranti sudditi di questo nostro nord capitalista e guerrafondaio. D'altro canto, nel nostro paese, da mesi il Ministero dell'Interno ed i media agitano lo spauracchio del terrorismo, indicando negli anarchici il pericolo maggiore. Alcune indecenti veline poliziesche erano giunte persino ad ipotizzare una mano anarchica dietro la triste moda di avvelenare le bottiglie di acqua minerale. In un'epoca in cui i governi promuovono la privatizzazione delle risorse idriche assetando decine di milioni di persone in tutto il pianeta, in un'epoca in cui le lordure prodotte dal capitalismo rendono l'acqua imbevibile, non si trova di meglio che gettare fango su chi si oppone a questo scempio. Ma, se gli anarchici sono stati il bersaglio preferito del governo e della stampa, le attenzioni di questi signori hanno avuto una ben più ampia portata. Retate e perquisizioni nelle case e nei quartieri abitati da migranti sono stati all'ordine del giorno per tutto il 2003. Gli immigrati sono stati trattati in blocco come potenziali criminali, sino a comminare espulsioni in base a meri sospetti di collusione con organizzazioni terroriste. Per non parlare dei tranvieri che sono entrati nel novero dei pericolosi delinquenti per aver tentato di ottenere un pugno di euro in più scioperando fuori dalle gabbie imposte da una legislazione che ha ridotto il diritto di sciopero ad una barzelletta. E, prima di loro, era toccato ai milioni di persone che avevano manifestato contro la guerra, contro il militarismo, contro la politica neocoloniale del governo italiano. Sul piano interno, pertanto, la guerra preventiva impone di neutralizzare sul nascere ogni tentativo di autorganizzazione sociale che sfugga ai balbettanti meccanismi di recupero e integrazione istituzionale, attivati dai partiti e dagli apparati sindacali di stato. In definitiva chiunque critichi l'azione dell'esecutivo finisce con l'essere in odore di terrorismo: al punto che la mera opposizione all'abolizione dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori o alla definitiva precarizzazione del lavoro sancita della legge 30 ha finito con l'essere collegata agli uccisori di Biagi. A fine anno, a degna conclusione di un periodo in cui ogni forma di dissenso è stata puntualmente criminalizzata, sono arrivati puntuali questi pacchetti. Innocui per i destinatari ma sapientemente utilizzati sulla via della realizzazione locale dello stato di polizia globale. Già si parla di leggi speciali che vanno ad aggiungersi alle tante leggi repressive di un trentennio in cui ogni nuova "emergenza" si è portata via un po' delle pur esili libertà conquistate. Contro i ceti subalterni è già allo studio l'ipotesi di estensione del reato associativo di derivazione fascista che si fa beffe, come sempre, dell'apparente assioma liberale sulla responsabilità individuale di fronte al giudice penale. L'allarme suscitato dalla posta natalizia ha finito con il dare una spinta probabilmente decisiva al lento e faticoso processo di costituzione di una polizia europea: a carabinieri, poliziotti, finanzieri, vigili si uniranno anche gli eurocop! Per non dire del polverone che ha finito per porre in secondo piano lo scontro istituzionale sull'informazione, le crescenti difficoltà all'interno della maggioranza o questioni quali le pensioni e le opposte libertà di licenziamento e di sciopero. E in questi stessi giorni la compagine guidata dal cavalier Berlusconi, dopo aver risolto con altre leggi "speciali" i problemi suoi e della sua classe di appartenenza, si accinge a spazzar via quello che resta del sistema previdenziale ed a rilanciare l'attacco contro le residuali garanzie stabilite dallo Statuto dei lavoratori. Se un'azione dovesse essere giudicata dai suoi risultati non potremmo avere dubbi sui mittenti di tale fumosa corrispondenza. E, diciamolo chiaro, per qual che ci riguarda poco importa se gli autori siano alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno o svolgano generosa opera di volontariato. Gratuito o retribuito il loro è uno sporco lavoro. Infatti con i pacchi sono arrivate anche lettere che li rivendicavano a nome di una neonata aggregazione informale il cui acronimo "FAI" è identico a quello della Federazione Anarchica Italiana. Evidente l'intento irrisorio, forse meno evidente ma ben più grave la volontà di mettere in difficoltà anarchiche ed anarchici impegnati in una dura lotta quotidiana per la costruzione di una società di libere ed eguali. Ma una tale società non si può imporre. Gli anarchici sanno che la libertà è una pratica collettiva che necessita di impegno costante perché si radichi nelle coscienze e nell'agire quotidiano di ciascuno, traducendosi in azione comune e lotta sociale. La rivolta contro l'oppressione diviene sterile fiammata se, insieme, non costruisce, non sa contaminare l'ambiente in cui vive e senza il quale si estinguerebbe. Bakunin sosteneva che la libertà di ciascuno è accresciuta dalla libertà di tutti: qui vive e si alimenta il nocciolo profondo dell'anarchismo sociale, che, costitutivamente, è progettualità rivoluzionaria, spinta alla trasformazione che vede protagonisti in prima persona gli oppressi e gli sfruttati. L'agire degli anarchici si sostanzia all'interno dei movimenti sociali, nei percorsi di autonomia da ogni istituzione, nella capacità di dar vita ad organizzazioni specifiche e di massa improntate ai principi dell'autogestione e del federalismo. Una Federazione Anarchica è un ambito di relazione e confronto vivo tra uomini e donne che condividono il metodo libertario ed hanno in comune un programma di mutamento sociale radicale. Una Federazione Anarchica preconizza in concreto l'ambito sociale nella quale vorremmo vivere, dove il rapporto diretto, faccia a faccia, il confronto ed anche lo scontro tra opzioni diverse mirano alla sintesi possibile nel rispetto delle scelte e dei percorsi individuali. La sua costituzione formale è garanzia di libertà, perché l'intesa associativa che la costituisce si fonda sull'autonomia dei gruppi e degli individui. Gli anarchici della Federazione Anarchica sono abituati, loro malgrado, ad affrontare la repressione. Il nostro impegno nelle piazze, nei posti di lavoro, contro il razzismo, il militarismo, la guerra, l'oppressione capitalista e statale solo nell'ultimo anno ci è costato numerose denunce. Per non parlare delle manganellate, delle perquisizioni, della costante opera di disinformazione operata dai media. Siamo stati alle manifestazioni contro la globalizzazione capitalista, di fronte ai lager per immigrati ed alle carceri, nelle lotte contro le fabbriche di morte, le discariche nucleari, gli inceneritori, abbiamo fatto scioperi e picchetti, siamo presenti nelle lotte per la casa e gli spazi sociali, ovunque si pratichi l'autorganizzazione, l'azione diretta, il rifiuto della delega e la partecipazione: dalla Lucania della rivolta contro la discarica nucleare ai tranvieri in lotta. Governo e stampa si ostinino pure nel binomio bombe ed anarchici, terrorismo ed anarchia: non ci lasceremo intimorire, oggi come nel 1969. Con buona pace di chi ha creduto di metterci in difficoltà, manipolando la nostra sigla e gettandola in pasto dei media. Sono tanti quelli che ci conoscono e sanno bene chi sono i terroristi che ogni giorno bombardano, avvelenano, opprimono, sfruttano, uccidono, incarcerano i senza potere e gli sfruttati. Essi siedono sui banchi dei governi, nelle gerarchie di tutte le chiese, nei consigli di amministrazione delle aziende e delle banche, tra le fila dei parlamenti, nei quartieri generali degli eserciti. Per sconfiggerli occorre l'impegno solidale degli oppressi e degli sfruttati: i soli capaci di mettere fine all'oppressione, alla gerarchia, allo stato.

Il convegno nazionale della F.A.I. - Milano, 10-11 gennaio 2004 Compagne e compagni di Torino, Alessandria, Vercelli, Cuneo, Milano, Novate,Varese, Bergamo, Venezia, Trieste, Savona, Chiavari, Genova, La Spezia, Carrara, Livorno, Pisa, Reggio Emilia, Parma, Correggio, Val D'Enza, Bologna, Imola, Chieti, Roma, Napoli, Palermo.

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Elogio della sobrietà
Breve storia di altre economie e stili di vita alternativi
( quinta parte )

di Michele Meomartino

E Gentiloni continua, chiedendosi: " Allora: era possibile per la sinistra e per i cattolici assumere un'etica che non fosse quella borghese del primato del denaro e dell'io, senza chiudersi in gruppi di fanatici minoritari destinati inevitabilmente alla sconfitta ? In tempi di democrazia i numeri hanno il loro peso determinante e non possono essere né sottovalutati né accantonati. Penso che si possa rispondere affermativamente, sulla base non tanto delle teorie da tavolino quanto di esperienze. Per quanto riguarda l'etica della sinistra, viene subito in mente il Berlinguer dell'austerità." I testi storici sono due discorsi del segretario del Pci al Teatro Eliseo di Roma, il 15 gennaio 1977, in occasione di un convegno sul tema significativo " L'intervento della cultura per un progetto di rinnovamento della società italiana ", tema ripreso a Milano al Teatro Lirico, pochi giorni dopo, Il 30 gennaio. Diceva Berlinguer: " Per noi l'austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l'esaltazione dei particolarismi e dell'individualismo più sfrenato, del consumismo più dissennato."

E ancora : " Il movimento operaio si fa portatore di un modo diverso del vivere sociale… Instaurare giustizia, efficienza, ordine e, aggiungo, una moralità nuova ". Il progetto, dunque, di una vera svolta storica che trovasse nell'etica il suo punto di forza. Al di sopra sia dell'economia che della politica. E, a Milano: " L'austerità è una scelta obbligata: facciamola divenire occasione per trasformare la società". Non una predica, dunque, ma una scelta politica annunciata al massimo livello da una scelta etica. Un annuncio che oggi, a distanza di quasi trentanni, possiamo dire che non fu seguito se non in piccola parte. Ci dobbiamo chiedere, continua Gentiloni, il motivo di tale oscuramento. La risposta, in questo caso, non è difficile. Un'etica dell'austerità appariva, allora come oggi, assolutamente impopolare. Forse anche elitaria. Una sinistra in cerca - logica - di aumentare i propri consensi non poteva permettere un'etica di quel genere. Non avrebbe acquistato nuovi aderenti. Ma i suoi stessi fautori, si pensi alle varie forme del movimento operaio, erano impegnati più ad accrescere i propri livelli economici e sociali che a forme di austerità. Macchine e case più belle, figli socialmente più elevati dei genitori. Sia nelle fabbriche che nelle campagne. Soldi in banca, anche a sinistra. E Gentiloni, conclude: " Il discorso di Berlinguer era destinato a cadere, più o meno, nel vuoto, sia politico che culturale. Peccato ". Questa preoccupazione per il consenso della sinistra italiana mi ricorda, ovviamente, con le dovute differenze, il discorso di Bush padre alla conferenza sul clima di Rio de Janeiro nel 1992, quando ebbe a dire agli altri capi di stato, che il tenore di vita degli americani non era negoziabile. Per questa e altre ragioni, la sinistra italiana sconta un grave ritardo nell'analisi e nella proposizione di modelli di economia alternativa e stili di vita. Questo oscuramento però, non ha impedito a molti simpatizzanti e/o militanti di sinistra di impegnarsi, con convinzione, nella ricerca di nuovi modelli di economia alternativa, sperimentando, anche con successo, nuovi stili di vita più naturali, sobri e conviviali. Il suo partito maggiore ormai è diventato un partito pienamente e legittimamente inserito nell'economia del libero mercato, tutt'al più ne condanna alcuni abusi ed eccessi. E l'altro della sinistra antagonista, è uno dei pochi interlocutori attento a certe tematiche, anche per il crescente interesse che queste stanno riscuotendo. Tuttavia, appare ancora legato, per alcuni aspetti, a schemi ideologici datati, che denotano un ritardo culturale, prima ancora che politico. D'altronde l'elogio della sobrietà, con tutto quello che ne consegue, come abbiamo visto, viene da molto lontano e non fa parte del codice genetico culturale dei partiti maggiori della sinistra italiana. Anche per questa ragione, ritengo apprezzabili gli attuali sforzi di una parte della sinistra di cominciare ad elaborare e a proporre, gradualmente, nuovi stili di vita, effettivamente, alternativi a quelli dominanti. La strada sul " come ", per fortuna, non è tutta da inventare e ne è una riprova l'attuale fase dei movimenti, che stanno uscendo dal periodo iniziale di sola denuncia, legata, essenzialmente, ad azioni simboliche dal forte impatto mediatico, e proprio da un lavoro di " rete lillipuziano " fortemente contaminante, stanno perfezionando ed elaborando una serie di proposte interessanti e realistiche. Ecco perché, quando in certi ambienti culturali di sinistra, si inizia ad affrontare temi legati alle economie alternative e ai nuovi stili di vita è un buon segno di vitalità e di rinnovato interesse, che va incorraggiato e seguito, proprio perché, queste riflessioni approdano in contesti, in buona parte, ancora vergini, con l'auspicio che, questi amici, come molti neofiti entusiasti, non cadano nell' antipatico vezzo di portare legno al bosco e vasi a Samo. Ho grande rispetto per i neofiti, ma, soprattutto, per i pionieri e, in genere, per tutte le avanguardie e spero che tutti non dimentichino mai la loro coraggiosa testimonianza.

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LA VARIANTE DI UN RE NUDO (1^raccolta)

(diario di un fasciocomunista alle prese con il suo partito di un altro)

(tratto da una confessione di Gianfranco Fini a BagetBozzo)

<<…nel mio caso, è sembrato che tutti gli sforzi fatti da Storace, compresi quelli a suo dire dettati dall "amore" nei miei confronti, non mirassero e non avessero sempre mirato che a combinare questo scontro, per certi aspetti e per certe inevitabili conseguenze, "catastrofico"…>>

storia di Gianfranco Fini

:<….Credo che ciascuno di noi abbia, in qualche parte del mondo, il proprio antagonista, l'alter ego negativo, l'avversario che non ci si augurerebbe mai di incontrare e nel quale, tuttavia, si finisce per imbattersi, essendo egli parte del nostro stesso essere……!!!!> (firmato: il figlio di Adriano Sofri)

Per iniziare il racconto di questa vicenda (preferisco usare la forma narrativa del romanzo, visto che la "banale storia che sto per raccontare sarebbe insignificante e a tratti pietosa se vista come uno stupido elenco di "ma" e di "se"!), dobbiamo tornare indietro negli anni, fino a quando mi misi con Berlusconi ). Quando, durante una chiacchierata piena di ottimistiche previsioni circa il nostro futuro, prese forma l'idea di un mio diretto coinvolgimento nella storica e quanto mai stimata proposta politica, che fu dapprima del nonno di Alessandra e in seguito di Almirante (ero fresco di laurea, perspicace lo ero anzicheno', ma di certo non abbastanza esperto da capire che dovevamo leccare il culo agli ex democristiani). Fu proprio in quel primo periodo che appresi la reale situazione storica , situazione che a dire il vero non mi appariva ancora in tutta la sua effettiva gravità, ergo con l'insostituibile aiuto di qualche comunista (a cui sono grato e che ringrazio e ringrazierò sempre per avermi permesso di tesserare migliaia di giovani), fondai il partito di Alleanza Nazionale. Ne divenni il segretario ed ebbi la targa fuori dall'ufficio : Segreteria Nazionale A.N. - si riceve per appuntamento, telefonare al…….e via dicendo - e….. ricordate?, in seguito alla chiacchierata di cui prima, iscrissi il mio partito alla casa delle libertà specializzata in revisionismo storico, manutenzione straordinaria e soprattutto in riconsolidamento. Nel frattempo avevo superato l'esame di "Stato" (per cambiare la Costituzione) potevo esercitare la mia libera professione (avevo ripudiato il duce) - possedevo quindi timbro e firma e avevo il mio bell'elettorato, avevo ormai tutto, ancor più che sistemai subito e diligentemente la mia posizione con la Lega e con gli ex Socialisti. Ero finalmente diventato, a tutti gli effetti e in un colpo solo (cosa che all'epoca mi riempì di un grande ma giustificato orgoglio!) ,un vero Burocrate , un Libero Professionista e naturalmente il vero antagonista di Berlusconi- per farla breve insomma! ero finalmente entrato nel tormentoso ma altrettanto affascinante mondo dei moderati!

Dalla ditta di Almirante (lui nel frattempo cessò l'attività), ebbi tutte le attrezzature di cantiere necessarie (tutto fatturato), dalle banche, come ho già detto, ebbi qualche fido (mi mancava l' Apparato Politico ma ci pensò Berlusconi- diciamo che lo ebbi in dote), così iniziai e così….. iniziarono i miei guai. In realtà avevo, per così dire, ereditato una attività totalmente fallimentare (soprattutto a livello ideologico) e in poche parole, anche se a me intestato il partito continuava ad essere gestito completamente da Berlusconi, che più volte mi urlò in faccia una avvilente frase <<..tu per me sei solo un prestanome e come te ne avrei trovati a centinaia!!!>>. Ma fu il 25 aprile di qualche anno fa, mentre ce ne stavamo rintanati nelle nostre case, che ebbi la certezza della situazione politica e culturale del mio partito. Qualcuno aveva trovato sulla parete d'ingresso della sede del Direttivo Nazionale di A.N. a Roma, il poster di MANUCHAO. L'aveva attaccato mio nipote per coprire la foto gigante di CHE GUEVARA dopo che l'avevo sgridato - non capì mai perché mi ero incazzato di nuovo! Quell'anno fu terribile:…..qualche giorno dopo, era il 1 maggio.... Bossi in persona mi chiamò - aveva visto mio figlio Adolpho, sottobraccio con un noto ricchione no-global di origine ebrea mentre sfilavano in testa ad un corteo contro il governo, cantando a squarciagola.....< ..FINI....FINI...tua moglie fa i bocch........!!!...tuo figlio da via il sedere.......!….tua madre si fa le pe......!!!> Ricordo ancora l'insostenibile gracchiare delle risate di quel coglione di leghista che continuava a ripetere senza sosta quel vergognoso slogan aggiungendo a caso anche qualche variante, tipo: <...FINI...FINI...tua moglie fa i bocch...ecc..tuo figlio..ecc..tua madre....ecc...e.... BERLUSCONI IN RIMA TI METTE ALLA PECORINA...!!!>...e così il suo riso aumentava a dismisura fino a divenire un rombo, un movimento tellurico, una invasione. Tutti i miei invitati, tra risolini più o meno compiaciuti, trasalirono cortesemente quella sera - avevo lasciato acceso il viva-voce e Bossi lo sapeva, era una serata ufficiale, zeppa di giornalisti. Mi mancava solo di andare in Israele e lo feci. Cocullo mi incenerì con lo sguardo la volta dopo - Alessandra non volle più che io riconoscessi i nostri due figli appena nati - nelle sedi di paese ci fu un incredibile travaso di ragazzi che si iscrissero per protesta a Radio Città - Edda Mussolini in Ciano venne eletta come donna più tradita nella e dalla storia, mentre tutti e dico tutti i parenti e discendenti del duce non sapendo più cosa fare, non fecero niente. Mi ritrovai nel caos più assoluto e per un fascista, trovarsi nel caos è come essere presi a schiaffi da un negro ebreo frocio e comunista nato nel Bronx. Adesso vi prometto, camerati, che tutto cambierà - (soprattutto se Prodi ci darà una mano, ma devo dire che non ce l'ha mai rifiutata) ..vi prometto che :….. a quel frocio di mio figlio lo schiaffo in collegio e non lo faccio uscire se non gli crescono i peli pure sulle unghie; ..vi prometto che :…..a mia moglie gli metto la museruola..(anche se ora sarà più difficile odiarla); ..vi prometto che : …mia madre verrà curata in una clinica specializzata dove praticano anche l'eutanasia ..vi prometto e vi giuro che Berlusconi non mi ha mai messo e mai mi metterà alla pecorina..(alla pecorina mai);

Saluti fascisti

Gianfranco Fini - tratto dal mio sogno - ITTE CAZZU MINN'IMPOLTADA

Hasta siempre
piero di camillo (LA VARIANTE DI UN RE NUDO - raccolta dei miei sogni degli altri)

prossimamente: Giuliano Ferrara

Proposto da Piero

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LA LOTTA DEGLI AUTOFERROTRANVIERI

La situazione creatasi nel comparto dei trasporti ha veramente del grottesco:

I lavoratori autoferrotranvieri dopo ben 10 scioperi, esasperati da un accordo al ribasso siglato da CGIL, CISL, UIL, FAISA e UGL hanno cominciato una lotta di civiltà a difesa del proprio salario e dei servizi del trasporto pubblico, ormai in via di privatizzazione completa e in difesa del diritto di sciopero, gravemente menomato dagli accoordi sindacali sottoscritti precedentemente da tali sindacati.

Al rifiuto di accettare una impostazione del sindacalismo concertativo da parte dei lavoratori, si è risposto tentando in vari modi di screditare la loro battaglia. I media hanno prima detto che gli autoferrotranvieri violavano la legislazione sul diritto di sciopero, facendo capire che le agitazini erano non legali, poi si è detto che i lavoratori dei trasporti guadagnano cifre da capogiro (!!!) mentendo spudoratamente ( si vedano le tabelle riportate ). Ora si vuol far passare l'idea che sia giusto fdirmare contratti con aumenti salariali decisi azienda per azienda ,cancellando di fatto l'istituto del contratto nazionale e inaugurando così la pratica dei contratti differenziati, in piena assonanza con il tentativo di " golpe federalistico" chiamato "Devolution", che peraltro non riguarda solo il comparto trasporti ( con il relativo ritocco delle tariffe ), ma anche la scuola, la sanità ed altri servizi sociali, essenziali per mantenere e migliorare la qualità della vita dei cittadini tutti. Non si tratta dunque di una battaglia corporativa, è una lotta in difesa del servizio trasporti che riguarda tutti i cittadini. Infatti l'eventuale sconfitta della lotta dei lavoratori dei trasporti aprirebbe le porte alla totale deregolamentazione e privatizzazione del servizio pubblico di trasporto, con ricadute pesanti sui costi dei biglietti e sulla qualità del servizio a discapito delle aree meno appetibili da un punto di vista della resa economica per eventuali aziende di trasporto appetibili da un punto di vista della resa economica per le eventuali aziende di trasporto privatizzate ( periferie, zone rurali …)

I LAVORATORI DEI TRASPORTI, PUR COSCIENTI DI RECARE COMPRENSIBILI SCOMODITÀ, FANNO APPELLO ALLA CITTADINANZA A SOSTENERE IN MODO CONCRETO LA LOTTA CHE PROSEGUE E SI ESTENDE SEMPRE PIÚ.

SOTTOSCRIVETE A SOSTEGNO DELL'EROGAZIONE DI UNA CASSA DI SOLIDARIETÁ PER LA LOTTA DEGLI AUTOFERROTRANVIERI E PER AIUTARE I LAVORATORI COLPITI DA PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI.

Comitato di appoggio alla lotta degli autoferrotranvieri
Camera del lavoro precario
Confederazione COBAS - Trasporti

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QUANTO GUADAGNA UN AUTOFERROTRANVIERE?

NOTA BENE: DAL PRIMO STIPENDIO IN ALTO ( ASSUNZIONE 1979 )
ALL'ULTIMO ESEMPIO IN BASSO ( ASSUNZIONE ANNO 2000 )

Stipendio con massimo di anzianità - Lordo:1878 euri

-assunzione anno 1979, comprensivo di:
-premio di produzione
-quindicesima----->Netto:euri 1543

Stipendio con 15 anni di anzianità - Lordo:1658 euri

-assunzione1990, comprensivo di:
-premio di produzione
-la quindicesima è stata abolita----->Netto:euri 1228

Stipendio con 4 anni di anzianità - Lordo:1361 euri

-assunzione anno 2000

Proposto da Lino Sersante

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