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INDICE - IL SALE - 

ANNO 3 - N.°27 LUGLIO / AGOSTO 2003


LA MANCANZA DI ACQUA E LA NECESSITA' DI RIAVVICINARSI ALLA NATURA di Antonio Mucci e Speranza 2001

TERZA VIA (presentato da Antonio D'Orazio)

Proverbi e modi di dire

L'angolo della posta

FLUORO di Angelo

L'angolo della poesia : La prima acqua - La neve di Piero Lanaro

ELOGIO DELLA SOBRIETA' di Michele Meomartino

PROGETTO P-SIM , PRIORITA' - SALVARE IL MONDO
(proposto da Pippo)


LA MANCANZA DI ACQUA E LA NECESSITA' DI RAVVICINARSI

ALLA NATURA!

Basta con le strade , le case, le macchine, il profitto e la sua logica: meglio non seguire questa

logica ed essere dialettici!

La situazione oggettiva è sotto gli occhi di tutti ed è talmente grave che nemmeno gli organi del Potere, cioè i Mass Media, possono ignorarla: il fiume Po, il Ticino,, il Lago di Garda, il Lago Maggiore sono ai limiti storici per scarsità di acqua. Il Po è stato segnalato con il limite più basso da cento anni ad oggi; però bisogna tenere presente che la misurazione delle acque prima di cento anni fa non esisteva, per cui potrebbe anche essere che il livello attuale del Po sia il più basso da mille anni a questa parte...Sarebbe un bel primato per questa società! (un poco di ironia fa bene sia a chi la fa che a chi a la riceve!).


Le acque del Po attualmente si abbassano ad una media di 10 centimetri al giorno e non sono previsti cambiamenti climatici importanti a breve scadenza, per cui è possibile la chiusura di altre due centrali elettriche: Porto lolle e La Casella. La centrale termoelettrica di Ostiglia (Mantova) è stata già
chiusa, per la prima volta nella Storia.


Al Sud sono arrivate anche le cavallette, portate dal vento caldo del deserto. In Italia, da più di un mese, c'è un caldo con temperature "africane", aggravato da un tasso di umidità e di inquinamento altissimo.

Se alla carenza di acqua si aggiunge la mancanza di energia elettrica e di prodotti agricoli, sempre a
causa della siccità, ci sì rende conto della situazione critica che stiamo vivendo. Se poi a tutto
ciò sovrapponiamo la crisi economica generale, indicata dal PIL che praticamente segna crescita zero (+0,4% nel 2002), si capisce che la società italiana è arrivata al Collasso in quanto ciò che distrugge e consuma è molto di più di quello che produce.

LE COLPE E LE CAUSE DELLA SICCITÀ '

L'acqua manca: di chi è la colpa? Io credo soprattutto delle persone che hanno avuto e che hanno la gestione del Potere, ma anche dell'ignoranza della maggior parte della gente che crede nei pseudo-valori del Consumismo, che è attaccata al "Dio Denaro", al proprio egoismo e che se ne frega completamente di tutto ciò che accade nella società e nella natura.
Questa è la vera ignoranza e stupidità.

Il comportamento delle persone al potere in Italia è veramente orrendo: nessuno si fa una autocritica,
nessuno dice che ha sbagliato qualcosa, che è stato fatto qualche "piccolo" errore....che il problema si poteva evitare....Niente! Tutti muti come pesci!
Qualcuno addirittura, facendo finta di capire tutto e di dominare la situazione, invita a "ripensare al
nucleare" "rifare il Referendum" (Corriere della Sera 14-7-03), cioè a ricorrere a tale tipo di energia per sopperire alla chiusura delle Centrali Elettriche. In questo modo, oltre al problema dell'acqua, avremmo anche quello della radioattività: sarebbe come "cadere
dalla padella alla brace".
Le cosiddette "Autorità", da brave imbroglione quali sono, danno la colpa al Cittadino che consuma troppa acqua perché si lava i denti con il rubinetto aperto, si fa il bagno e non la doccia, non usa il secchio per lavare la macchina.... E altre "fregnacce" del genere.
Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Le cause della mancanza di acqua risiedono nel Sistema economico-produttivo della società capitalista che mette al primo posto, al di sopra di tutto e di tutti, il Profitto Privato. Questo è il principio scatenante dell'attuale sconquasso ecologico, tra cui il Buco dell'Ozono, elemento centrale che causa la siccità a livello mondiale.

Per risolvere tale problema bisogna adottare delle misure che tendono ad uscire da questo Sistema,
anche se sono minime, non ha importanza, però l'elemento fondamentale è che rompano con tale
logica. Per questo motivo non condivido il concetto dello "sviluppo sostenibile" perché si basa sulla struttura portante dell'attuale Sistema, proponendone delle migliorie e scambiando queste ultime per
sviluppo. Ci sarebbe da discutere sul significato di questa parola. Io credo che questa struttura non può creare più un vero sviluppo, inteso nel senso storico della parola, cioè che non rechi danno a
nessuno, che sia a beneficio di tutti e che sia armonico.

Naturalmente la Privatizzazione dell'acqua è da rifiutare in quanto significa alzarne il prezzo e
metterla a disposizione , quel poco che c'è, dei ricchi lasciando a secco i poveri. Soluzione, oltre
che ingiustissima, miope perché in poco tempo anche i ricchi rimarranno all'asciutto in quanto si va verso una desertificazione del territorio italiano. I Mass Media sbagliano, secondo me, quando dicono che la mancanza di acqua è da attribuire alla dispersione, allo spreco e alle condutture rovinate. Indubbiamente ci sono anche questi difetti di gestione ma se non piove a che serve rifare le condutture nuove se poi non ci passerà l'acqua? Soltanto a produrre altre tonnellate di cemento, a permettere ai cementifici di inquinare sempre di più, a fare arricchire ancora di più persone già molto ricche, cioè a finirle di rovinare.

Lo stesso discorso vale per la Statalizzazione cioè l'affidamento della gestione dell'acqua ad un Ente
Pubblico, creato appositamente, sotto controllo statale. In questo modo l'acqua rimane sempre al
servizio dei capitalisti che gestiscono lo Stato però, e qui è la differenza, con la mediazione della
burocrazia dei partiti e dei sindacati. Questo tipo di soluzione, esistente già da vari decenni, si è
dimostrata fallimentare perché non ha saputo impedire lo sfacelo attuale.

COME AFFRONTARE QUESTO PROBLEMA?


L'acqua, in quanto prodotta dalla natura e non dal Capitale, è un bene di tutti e quindi va gestita
collettivamente, cioè Socializzata ed Autogestita!
Come? Io proporrei di considerare questi 5 punti:

I) Prendere atto seriamente della gravita della situazione e delle cause strutturali che hanno portato
ad una tale rovina.

II) Rifiutare il "pragmatismo" cioè la concezione del rimediare giorno per giorno che ignora l'intervento sulle cause profonde. Se si agisce in questo modo, come purtroppo le Istituzioni stanno facendo, nel giro di 10-20 anni in Italia non ci sarà più acqua. Queste sono le previsioni degli esperti dell'ONU.

III) Mettere in atto una inversione di tendenza di tutto il modello di sviluppo economico e sociale
esistente ed operare per un Riavvicinamento dell'Essere Umano e di tutta la Società alla Natura.
Solo così si può riequilibrare l'eco-sistema e far ritornare in forma normale, cioè naturale, le piogge e
l'acqua. Bisogna avviare una vera Inversione di Marcia ad "U", dicendo basta al cemento e alle macchine, non costruendo più una strada, una casa, una macchina!
L'applicazione non va presa alla lettera però il principio sì. Siamo sommersi! Purtroppo la situazione
si è fatta arrivare a livelli catastrofici! Bisogna smantellare le case abbandonate e fatiscenti, tra cui
molti capannoni (Pescara e provincia è piena di queste situazioni) e riadattare il terreno a verde con
piante, oppure a produzione agricola; "dichiarare guerra" al cemento! Preferire la nuda terra e non il
cemento e le pavimentazioni, come purtroppo stanno facendo nei giardini pubblici di Pescara! Non si può considerare la terra soltanto come un elemento di sporcizia: bisogna capire che è vita, che permette la nostra sopravvivenza; quando si vede una strada nuova o una casa nuova bisogna rattristarsi invece di gioire per il "progresso"; occupare tutte le case e gli appartamenti sfitti prima di costruirne nuovi; sviluppare l'Autogestione del trasporto cominciando, sempre parlando di Pescara, con il triplicare i mezzi pubblici e renderli gratuiti, favorendo l'autorganizzazione del trasporto da parte della gente nei quartieri, nelle scuole e nei posti di lavoro; No al Piano Governativo delle Grandi Opere (Ponte sullo Stretto di Messina, Raddoppio dell'autostrada Bologna-Firenze ecc.). In poche parole bisogna rifiutare e uscire dalla logica del cemento e delle macchine che. insieme alle loro fabbriche, sono i principali inquinanti. Non esiste altra soluzione!
I Mass Media dicono che questa è la società delle macchine e della tecnologia e che "non si può tornare indietro!"....Perché stiamo andando avanti? A me sembra proprio di no! Lo voglio pure ammettere per un momento e chiedere: in che dirczione? Io credo verso l'abisso....questo vuoi dire andare avanti? Secondo me. le persone che pensano in questo modo purtroppo hanno perso il senso dell'orientamento storico.

IV) Investire la gente del problema acqua, aiutandola a discuterne, a vedere come affrontarlo, a
responsabilizzarsi, a prendere decisioni e applicarle, con o senza le Istituzioni: F importante è risolvere il problema. Che cominci a prendere coscienza l'individuo, poi il Gruppo e poi a tutti i livelli. E' necessario un programma che parta dal basso perché l'acqua è un bene essenziale per la vita dell'Essere Umano, quindi va rifiutato e combattuto il suo utilizzo come mercé, sottoposta a prezzo.
L'Autogestione dell'acqua va fatta da Essere Umano ad Essere Umajio e tra Esseri Umani, in base al
sentimento di fraternità e di solidarietà. No alle Imprese od Enti che vendono e comprano acqua.
Un tale problema si può risolvere soltanto con l'interessamento e la partecipazione di tutti. Quindi
non può essere affrontato soltanto dalle élite e dai Convegni, ma soprattutto da Assemblee di Popolo nei Quartieri-Posti di lavoro-Scuola: è qui che bisogna discutere ed applicare, in forma Autogestita, il
principio del Riavvicinamento alla natura. Gli specialisti non potranno mai risolvere una tale
situazione perché non è soltanto tecnica ma essenzialmente sociale-ambientale-politica. Anche
tecnica ma questo aspetto viene dopo, per ultimo, cioè dopo avere eliminato le cause della mancanza di acqua che risiedono nei 3 fattori sopra menzionati.
Se lo specialista vuole dare veramente un contributo, può unirsi alla gente, partecipare alle discussioni e decisioni, alla pari con le donne di casa, i meccanici, i manovali, i dottori, gli insegnanti: lui
ha bisogno di tutte queste persone ed altre ancora, della loro presa di coscienza del problema e della
loro lotta altrimenti non si risolverà niente; nello stesso tempo gli altri hanno bisogno delle sue
conoscenze. E' un'alleanza! Ma le sue conoscenze non gli danno nessun privilegio, né potere di decisione: il rapporto deve essere alla pari. Il fatto che lui ha conoscenza tecnica non vuoi dire che, automaticamente, ha la stessa conoscenza sociale-politica-storica. In questi campi può sbagliare benissimo e, pur dicendo delle cose giustissime nella sua materia, può dire
delle grandissime stupidaggini nelle altre.

V) II problema dell'acqua, per essere risolto a beneficio di tutti e non soltanto di pochi
privilegiati e speculatori, deve essere preso in mano dai cittadini direttamente interessati, cioè dagli
abitanti lungo le rive del Fiume Po, tanto per fare un esempio visivo, dai Lavoratori delle Centrali
Elettriche che sono a rischio di chiusura e di licenziamento, dagli Agricoltori che stanno rimanendo
senza acqua e quindi senza raccolto. Bisogna sviluppare una discussione ed Autogestione tra tutti
questi settori per una presa di coscienza e gestione di questo bene vitale. Indubbiamente l'Autogestione può fare poco nell'immediato, però bisogna partire dal presupposto che le "Autorità" non faranno niente, anzi seguiteranno a fare danno....quindi è meglio poco e costruttivo che niente e dannoso... .inoltre l'Autogestione comincia con poco e poi può crescere.

17-7-03 Antonio Mucci e Speranza 2001

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Terza Via


Caro Tonino,
intanto grazie di aver ripreso le trasmissioni. Stavo per inviarti un
messaggio, ma -fortunatamente- mi hai preceduto.
Questi contatti sono fondamentali non solo perché spesso (come oggi)
producono materiale che fa riflettere, ma anche perché è (sfortunatamente)
l'unico modo di dare un senso ad Aprile, alla sua presenza(assenza).
Il problema è che si è sempre più soli (e Lula è lontano) e tutti fingono
di non accorgersi di quello che sta accendo nel Paese, salvo qualche
impennata qua e là, manifestamente di facciata, giusto per non alienare i voti dei
rompiscatole come noi.
E intanto passa di tutto con il silenzio complice dei nostri eroi (anche
correntonisti?).
Esempio: un decreto interministeriale consente la creazione di corsi di
laurea on-line (fatti anche, inutile dirlo, da privati) e di vere e
proprie università virtuali (ovviamente e rigorosamente private). Ciò significa:
un salto enorme verso la fine dell'istruzione pubblica e l'inevitabile
abolizione del titolo legale della laurea (basta solo attendere...). Chi
ne ha parlato? Chi ha protestato?
Riusciremo mai a rimboccarci le maniche, a operare concretamente e
duramente? Potremo mai trovare una vera sponda politica (non queste sabbie
mobili avvilenti in cui è sprofondato anche il mito cofferatiano)? Vi
riusciremo prima che tutto sia sfasciato definitivamente e ci si ritrovi
senza più stato, senza più democrazia, senza più diritti, senza
più...niente?


Un abbraccio Giancarlo Quiriconi

Presentato da Antonio D'orazio

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Proverbi e modi di dire

La rròbbe che sta
n'campàgne, è de
Ddìe i de chi se la
magne.


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L'angolo della post@

Non si specula sulla sete della Puglia
Non tolleriamo che si speculi sulla sete della Puglia.
Federmediterraneo aderisce alla mobilitazione regionale del 29 luglio.
Dopo lo scempio del ponte sullo stretto e il terzo traforo del Gran Sasso, le multinazionali del Nord e
degli USA si apprestano a far approvare un'altra opera devastante e costosissima che servirà' per ingrassare le grandi ditte e le banche del Nord e d' oltre oceano, con la scusa di realizzare infrastrutture utili per il nostro Sud.
Invece di far mantenere 1' acquedotto pugliese e i tanti invasi artificiali costruiti negli anni, opere
poco costose, che devono necessariamente essere affidate a manodopera e ditte del posto, si vuole
costruire una folle rete di mega tubi, molti anche sottomarini, che drenerebbero acqua dai corsi d'acqua d'Abruzzo per portarla in Puglia (posto che ci arrivi).
1130 milioni di Euro il costo del progetto, una vergogna, se si pensa che, ad esagerare, per eliminare
le perdite (il 50% del totale) dell' acquedotto Pugliese e ristrutturare completamente le reti idriche
di tutte le Duesicilie, dalP Abruzzo a Lampedusa, ne basterebbe meno di 1 /5!
Fermiamo quest' altro vergognoso scempio ai danni della nostra terra, considerata ancora, a 143 anni dalle stragi e dalle ruberie del cosiddetto
Risorgimento, una colonia interna dove costruire solo ciò' che arricchisce altri.
Vogliamo più' fondi e più' lavoro per gli Abruzzesi e i Pugliesi, non permetteremo le speculazioni.

Giulio Larosa

Federmediterraneo Pescara


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Fluoro
(Pescara, 22 maggio 2003)


Non ti sembra una strana analogia quella che lega il nostro sistema solare ad un atomo di fluoro? Nove pianeti, nove masse che ruotano intorno al sole; nove elettroni che girano attorno ad un nucleo centrale dotato di un'energia elevatissima, simile, in proporzione, a quella del sole; tutti tenuti insieme
in un perfetto equilibrio di forze a noi sconosciute.
Che stessimo vivendo dentro un atomo di fluoro?


L'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo che coincidono: che bizzarra idea! Gli opposti si
incontrano. Sono lontani da noi, dal nostro punto di riferimento ma sono vicinissimi tra loro; quasi la
stessa cosa.

Due persone partono: una va verso est, la Russia e poi l'Asia; l'altra va ad ovest, attraverso l'Atlantico, fino alla tanto desiderata America ed oltre ancora. Si allontanano ma allo stesso tempo si avvicinano e un giorno, forse, si rincontreranno in Australia.

Spazio e tempo: concetti relativi. Quanto vive un uomo? Mi potresti rispondere "... in media sessantotto anni!". E quante cose può fare un uomo in sessantotto anni? Quanti pensieri riesce a formulare, quante volte vede sorgere e tramontare il sole? "... può fare e pensare tantissime cose; una vita intera! Un uomo che vive sessantotto anni vedrà sorgere e tramontare il sole ventiquattromilaottocentotrentasette volte!".

La settimana scorsa sono andato al mercato a comprare un po' di frutta. Sono uscito di mattina, sono tornato che era già notte. Ieri, poi, è successa una cosa ancora più strana. Volevo comprare un po' di verdura (di per sé questa è già una cosa strana perché la verdura non mi piace) e nel frattempo che andavo al mercato il sole è sorto e tramontato tre volte. Appena ho imboccato Viale Marconi si è fatta subito notte; all'incrocio con Via Italica, di nuovo giorno; e dopo un po' ancora notte e poi giorno; ancora buio e luce.
Ma sì, certo! Significa che la terra, per qualche strano motivo, si è messa a girare più velocemente e
in solo mezz'ora ha compiuto tre rivoluzioni su sé stessa. Erano passati tre giorni o era passata solo
mezzora come indicava il mio orologio? E poi c'erano altre cose molto strane. Mi sembrava che tutta la gente fosse impazzita. Le automobili sfrecciavano a trecento chilometri all'ora; tutti quanti, invece di
camminare, correvano; ma non come corre un centometrista con il passo lungo ed il busto proteso
in avanti, ma più con lo stile di un marciatore velocissimo. Questa mania della forma fisica ha preso
proprio tutti! E non ti dico la contadina che mi ha venduto la verdura: parlava come quando si manda in avanti un nastro audio e si tiene il sonoro acceso.
Non ho capito niente di quello che diceva; le ho dato cinque euro e sono andato via.

Oggi, invece, è andata meglio: questa mattina appena alzato e prima di andare a fare colazione, sono
riuscito a portare a termine tutte le cose che da un anno a questa parte avevo iniziato e lasciato in
sospeso. Ho finito di leggere tutti i libri che avevo sul comodino; ho scritto a tutti gli amici che non ho
più sentito da tempo; ed infine ho messo un po' di ordine in camera perché davvero non riuscivo più ad entrarci.

La teoria della relatività: qualcuno deve avertene già parlato! Immagina che a fianco a tè ci sia una qualche forma di vita che nasce e muore in un tempo talmente infinitesimo che i tuoi sensi non siano in grado di percepirla. Solo per questo negheresti la sua esistenza? Nessuno di noi considera un sasso come un essere vivente. Ma è anch'esso composto da molecole e da atomi come noi. Chi ci dice che anche lui non abbia una qualche forma di coscienza, magari come la nostra o forse anche molto più evoluta? Forse sono solo i tempi ad essere diversi. Quella che per noi è l'intuizione di un attimo a lui necessita di un tempo paragonabile ad un'era geologica della terra. E cosa siamo noi per lui? L'intera storia dell'umanità è forse qualcosa di più dì un brivido che percorre la superficie rocciosa della sua schiena?

Il nostro sistema solare ed un atomo di fluoro; grande e piccolo; lontano e vicino; leggero e pesante; lento e veloce; passato e futuro. Tutto ciò ha un senso solo relativamente al nostro sistema dì riferimento.

Vogliamo parlare poi di passioni, di sentimenti?
Quante volte hai sentito dire "... ho pianto dalla felicità", oppure "... ho riso talmente tanto da star
male". Contraddizioni apparenti. Amore ed odio sono poi così distanti? Non è così raro che un amore immenso, assoluto, si possa trasformare in un dolore implacabile e, quindi, in odio verso chi ce lo sottrae anche se a farlo è la stessa persona amata. Qualcuno direbbe "... in cima ad ogni vetta si è sull'orlo dell'abisso". Un confine sottilissimo separa gli opposti.

Ancora relatività. "Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo!": anche questa dovresti averla già sentita. Ma non esistono punti di appoggio; non esistono certezze; non c'è alcuna strada da
percorrere. Siamo dispersi in mezzo alla prateria e allora perché andare in un'unica direzione quando
possiamo seguirle tutte? Fluttuiamo nello spazio e naufraghiamo nel tempo ma questo spazio-tempo è tale solo dal nostro punto di vista. E allora perché non uscire da tutto ciò; oltrepassare ogni limite imposto o costruito; perderci per non doverci ritrovare. Tutto è relativo. E' sufficiente che tu ne sia cosciente per iniziare ad esplorare le infinite realtà tra le quali navighiamo.

Ti auguro buon viaggio; buon viaggio a tutti noi.

angelo

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L'angolo della poesia

La prima acqua

E' fonte!
E' sorgente!
Ancor prima di raccogliersi,
è vita!


Dall'eternità del tempo
si è cercata,
di gocce si è abbracciata
e percorre ogni dì
il medesimo cammino,
dal vasto cielo
alla profonda terra.

Eterna vita.

Lieve, come nota.....
insieme
crea cristallina musica,
dolce vien giù dal cielo
come vento leggero.

Ma tra quelle fronde,
che di gocce cadono,
insita è una gran forza.

Non profittar di questo canto,
di questa nenia,
può esser ode,
divenir voce tonante.

La neve

Silenzio.
Il bianco.
Le orme.

Leggera vien,
tra i rami
spicca di candore,
cullata dal fievole vento
danza di qua e là
e di questo danzar
si poggia stanca,
sulla nera terra
o sul soffice manto di foglie,
o tra i suoi fraterni fiocchi.

Così,
un po',
di là,
di qua,
di candor colma tutto il cielo
ed il cammino.

L'invernal lepre
s'appresta alla tana
allontanarsi non osa,
più non scopre l'orme
e più non ne fa.

Tra questo baluardo
e il mondo non scorge più nesso,
e come l'uomo,
al tepor della casa,
gentil lepre
rimane in tana,
allorché all'esterno
il lieve candore
si rincorre
e si posa.


Piero Lanaro

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Elogio della sobrietà
Breve storia di altre economie e stili di vita alternativi
( prima parte ) di Michele Meomartino


II recente interesse di molti cittadini/e nei confronti delle economie alternative e degli stili di
vita, mi da l'opportunità di fare una lunga riflessione, e spera di offrire lo spunto per un' eventuale e auspicabile confronto e, al tempo stesso, porti un contributo di chiarezza alla formazione delle opinioni.
Sperando di non dire banalità, il mio discorso conterrà una lunga e doverosa premessa, che ritengo
indispensabile alla costruzione del mio ragionamento.
La storia è piena di testimonianze di economie alternative e stili di vita e, non essendo intenzione
di questa mia, né potrei, fornire un' enciclopedica casistica, mi limiterò a descrivere alcuni emblematici ed essenziali esempi.
La prima riflessione attinge nel libro degli Atti degli apostoli, dove la prima comunità dei discepoli/e
del nazareno, dopo la morte e la resurrezione del loro maestro, si erano stretti intorno ai dodici, vendendo i loro beni e mettendo a disposizione della comunità il ricavato, che, a sua volta, veniva distribuito dagli apostoli a seconda del bisogno di ciascuno.
Con qualche ragione, anche se le motivazioni sono diverse, questa esperienza della prima comunità di
Gerusalemme è stata considerata una delle prime forme di attuazione di un modello, che, oggi, potremmo definire " socialista ".
Numerose sono le testimonianze nel mondo antico, dalle comunità induiste e buddiste, fino alle comunità ebraiche degli esseni ; tutte contraddistinte da un'esperienza religiosa che vedeva nell'austerità la conditio sine qua non per raggiungere le " alture dello spirito ".
Le prime grandi esperienze, in occidente, di economie e stili di vita alternativi avvengono in ambito
monastico ad opera del grandissimo ordine dei benedettini, a cui dobbiamo anche, grazie ai suoi
celebri emanuensi, la conservazione e la trasmissione del sapere e della cultura in occidente.
E' interessante notare l'analogia tra la distruzione della celebre biblioteca di Alessandria d'Egitto ad
opera delle legioni di Cesare e l'altrettanta celebre biblioteca dell'abbazia di Montecassino ad opera
dell'esercito alleato, nel secondo conflitto mondiale

Ma ritornando al potente ordine benettino, dobbiamo riconoscergli che, in piena epoca paleo-cristiana, contraddistinta da continue scorrerie barbariche, abbia saputo offrire una valida alternativa di vita, improntata sulla nota regola, ora et labora, e che non riguardava solo i cenobiti, ma anche intere comunità di laici che si radunavano intorno alle abbazie.
A quest'ordine, spirituale e laborioso, dobbiamo tante altre cose, tra cui : la bonifica di immensi tenitori malsani, la riforma agraria, gli studi di agronomia, di botanica, di erboristeria, il canto, e la
costruzioni di celebri abbazie, come Montecassino.
Ma il monachesimo conosce anche, sulla strada tracciada da Benedetto da Norcia, anche altre
interessanti esperienze monastiche degne di essere ricordate come quella dei cluniacensi e dei
Cistercensi.
Finalmente, dopo la tragedia delle crociate, lo scontro per le investiture tra imperatori e papi, la
simonia e la teologia millenarista, arrivano altre esperienze comunitarie che mettono al centro della
loro vita sociale e spirituale , la sobrietà degli stili di vita e tra queste, le più famose sono quelle
: de/ Gioachimiti, dei Valdesi. dei Celestiniani e, soprattutto, de/ Francescani. Queste esperienze hanno tutte in comune la scelta volontaria della povertà evangelica, esercitata in uno spirito di condivisione e letizia.
Le società dell'epoca erano segnate da profonde ingiustizie sociali e la povertà, anzi la fame e la
miseria erano le condizioni di vita normali, molto diffuse, soprattutto, tra gli strati meno abbienti
della popolazione.
In questo contesto, dove la politica e la partecipazione alla gestione del potere erano
riservate a poche famiglie aristocratiche, in perenne competizione tra di loro, la vita intorno alle abbazie e ai nascenti conventi diventavano uno dei pochi spiragli di equità sociale, quando abati e priori non si corrompevano con i poteri secolari.
Chiudiamo questa finestra sui modelli di vita alternativa in ambito religioso, ricordando ancora
altri esempi di vita comunaria come quella : dei Quaccheri, degli Amish e dei Mormoni.
Le esperienze, che finora abbiamo ricordato, sono state quasi tutte motivate da un'ideale comunitario di fratellanza, dove la scelta della sobrietà negli stili di vita era la naturale conseguenza di una visione
dualistica, al limite manichea, e cioè del primato dello spirito sulla materia, quest'ultima, rea
indiziata della perdizione delle anime, fino a giungere a punte parossistiche di mortificazione della
carne.
Un discorso a parte meriterebbero le popolazioni Indios e il loro discendenti e, soprattutto, l'epopea
degli indiani d'america, un popolo straordinario, che aveva del mondo una visione unitaria, olistica, in
costante equilibrio e armonia con tutti i viventi. Un giorno, sul finire del secolo scorso, un capo indiano, che viveva in una riserva, fu portato a visitare la nascente metropoli di New York ; alla vista dei suoi grattacieli, il suo commento fu lapidario : " un giorno sarete sommersi dai rifiuti ".
Quale college americano, quali società di studi avranno mai insegnato a far prevedere a questo anonimo pellerossa, più di un secolo fa, uno dei problemi più gravi che vivono le nostre società moderne ?
E veniamo all'ottocento e alla prima rivoluzione industriale, le cui principali componenti, il lavoro e
il capitale, sono l'oggetto della riflessione e dell'analisi di Carlo Mane.
Nella monumentale opera di Marx, questi fattori sono analizzati all'interno della lotta di classe, una
lotta impari, tra chi ha il potere, sfrutta ed è organizzato e chi invece, il potere non c'è l'ha ed è
sfruttato, e peggio ancora non ha coscienza di questi meccanismi ed è diviso. A tale proposito, dai padri del comunismo, forte e potente è l'invito rivolto ai lavoratori: " Proletari di tutto il mondo unitevi ".
L'analisi di Engels e Marx mette in evidenza la teoria dolplus valore, il concetto di alienazione, la
dittatura del proletariato, l'abolizione della proprietà privata e tante altre cose ancora. Quindi,
Marx e tutti i movimenti sociali e politici che alle sue idee e analisi, in qualche modo, si sono ispirati,
si ispirano e fondano la propria ideologia, rappresentano una pietra miliare nella storia delle
economie alternative, e nascono da una esigenza di giustizia e di eguaglianza, anche se, è più che
lecito, a mio avviso, avere dei dubbi sulla loro metodologia di lotta e azione.
Le lotte operaie e contadine si fanno sempre più aspre e nascono le prime forme solidaristiche nel mondo delle fabbriche e nelle campagne: i sindacati e le varie leghe cercano di contrastare lo strapotere dei nuovi ceti emergenti della borghesia in campo industriale e dei latifondisti in campo agricolo, quest'ultimi ancora legati ad una concezione feudale.
Il conflitto di classe esplode inevitabilmente nei grandi agglomerati industriali e gli operai ricorrono
perfino ad una singolare forma di protesta, passata alla storia, come il luddismo; e così le macchine, che dovevano alleviare la loro sovrumana fatica, diventavano le loro concorrenti e avversarie e quindi, venivano sabotate.
Nello stesso periodo nascono le prime esperienze anarchiche e le comuni di ispirazione socialista, in
opposizione ad ogni forma di autoritarismo. Le prime conoscono un' importante esperienza a Barcellona, a metà degli anni trenta, e viene soppressa nel sangue dall'esercito del generalissimo Francisco Franco, aiutato da Mussolini, hitler e Stalin; i secondi conosceranno la più grande esperienza socialista della storia che inizia con la presa del Palazzo d'inverno nell'ottobre del 1917 e l'abbattimento del potere degli zar, in uno degli ultimi imperi feudali sopravvissuti alle rivoluzioni.
Per ritornare alle lotte in Italia, mi è stato molto utile per comprendere questo periodo storico, il
monumentale film di Bernando Bertolucci, " Novecento ". Ho ancora nel cuore questo film, crudissimo nella sua narrazione, e Olmo, uno dei protagonisti, figlio di padre ignoto e figlio del popolo. E' proprio dalla bassa padania, sulla cosiddetta via Emilia, che nascono le prime forme cooperativistiche nel mondo del lavoro e le case del popolo.

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Progetto P-SIM, Priorità - Salvare il mondo
( anche per quelli che ogni giorno lo perdono )


P-SIM è un progetto filosofico, culturale, politico inteso come analisi, riflessione sulla situazione
economica-politica-sociale mondiale e sulle modalità della politica; informazione e cultura verso l'esterno e una diversa modalità di azione politica nella gestione delle risorse e nei rapporti sociali a
livello locale e mondiale.

Principi

o Priorità nella salvaguardia dell'ambiente a livello mondiale; sulla base delle risorse, del suo
utilizzo, della popolazione.

o Se continuerà l'utilizzo sconsiderato delle risorse del pianeta andremo incontro ad
una situazione molto preoccupante, non avrà più senso portare avanti altre battaglie
politico-sociali e la priorità sarà quella di ripristinare un modo di vita sostenibile.


o I suoi valori di fondo sono la libertà politica-culturale-religiosa.


o La democrazia, la tolleranza, la solidarietà; la valorizzazione delle differenze sessuali,
culturali, razziali; la crescita del livello culturale; la condivisione del lavoro e delle risorse per
dare a tutti un livello di vita umano ( economico, sociale, culturale).


o Riduzione dell'orario di lavoro e miglioramento del livello di istruzione generale, per far
si che il cittadino ( soprattutto le donne ) possano partecipare appieno alla costruzione e
gestione delle scelte politiche.


o Le scelte politiche, che si attuano, devono essere legate ai valo-ri di fondo, sulla base delle
idee e non sottomettersi a scelte ideologiche di qualsiasi tipo.


Sull'azione politica locale e mondiale

o La costruzione delle scelte politiche deve avvenire con una forte presenza sul territorio e con una precisa valutazione delle sue risorse e problematiche.


o Favorire la comunione tra i cittadini ( anche in modo assembleare ) per la costruzione -
gestione delle scelte politiche.


o La scelta dei rappresentanti dei cittadini nelle cariche istituzio-nah deve avvenire o nelle
assemblee dei cittadini o tra quelli che si siano impegnati effettivamente sul territorio,
bisogna portare in parlamento i rappresentanti reali del cittadino.


o I rappresentanti eletti devono, con una certa regolarità, ripor-tare fra i cittadini il
resoconto del loro operato, per verifica e per rinnovare il mandato politico sulle scelte
istituzionali, informare i cittadini su tutto ciò che riguarda l'attività parlamentare e le sue ricadute
nella società .


o II rappresentante dei cittadini deve essere un delegato con un mandato politico e non
un leader che si innalza da solo a portavoce dei cittadini o scelto in altri ambiti.


o Favorire la partecipazione delle vane associazioni presenti sul territorio, alla costruzione
delle scelte politiche, in mancanza delle associazioni che seguono particolari problematiche bisognerebbe conoscere, valutare e integrare le scelte politiche con la loro conoscenza specifica sui problemi.


o Far pervenire a queste associazioni una richiesta specifica di partecipazione e d'intervento
o richiederne ( per punti ) una loro presa di posizione.


o Bisogna avere la capacità di ascoltare e raccogliere eventual-mente le posizioni e le critiche
dei cittadini organizzati o meno.


o Le scelte politiche fatte a livello locale devono avere una visuale sulla situazione mondiale
( risorse, popolazione, utilizzo etc. ), tenendo conto che, anche le scelte politico
econorniche fatte in Italia si ripercuotono sul pianeta.


o Rispetto del rappresentante politico ( di qualunque schieramento faccia parte ) inteso
come essere umano.


o Informazione capillare sul territorio su tutto ciò che riguarda le scelte politiche-
economiche-sociali anche per contrastare eventuali monopoli culturali ( TV- editoria ).


Per dialogo, informazioni e contatti:
Piero Lanaro contrada S. Andrea 3, Civitella Casanova 65010 (PE) email: pierolanaro@virgilio.it

Alcune informazioni:

Ho partecipato all'animazione teatrale e musicale in un quartiere di Torino e alla rassegna
nazionale dei gruppi espressivi di base RANA GRESBA di Torino, ho suonato e recitato in un
gruppo musical-teatrale.
Ho scritto tre libri autoprodotti di canzoni e poesie "Canzoni, poesie. Dialoghi ?", " D'amore.
Per l'amore", " Si parla sempre d'amore" con poesie anche di impegno.
Ho svolto volontariato (animazione musicale) con bambini, portatori di handicap,
tossicodipendenti.
Ho scritto un musical " II sol si fa re ( Uomini di luce) " ambientato nel mondo dei senzatetto; ho
scritto un opera in poesia " Bruzolo, un posto come un altro? " sul ciclo dell'acqua ma come
allegoria degli uomini.

Sto realizzando:

-Dei quadri ( 25) e schizzi e dei disegni preparatori per un demo di un cartone animato tratto dal musical " II sol si fa re ( uomini di luce ) " per una eventuale mostra di presentazione del musical e del
cartone animato - la melodia di brani musicali classici da abbinare
alla lettura poesie dell'opera" Bruzolo, un posto come un altro?"
- un musical sui sentimenti
- un libro di poesie legato al mio arrivo in Abruzzo; probabile titolo " Altitudini "
- un libro di poesie su di un sacerdote e la figura storica di Gesù
- un libro di filosofia politica.


Ho in progetto:

- una serie di quadri sul TAV in Val di Susa ( TO)
- essendo proprietario di un rustico con circa un ettaro di terreno, sto pensando di far nascere una
associazione culturale / centro di documentazione sui "Sentimenti" con delle opere ed uno spazio per
rappresentare degli spettacoli di diverso genere.


(... Da un' idea di Piero... )

Articolo proposto da Pippo


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