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INDICE - IL SALE - ANNO 3 - N.°25 MAGGIO 2003

* SI PUO' "FERMARE LA GUERRA"?

* GRUPPO DI DISCUSSIONE ANTICAPITALISTA

* PROVERBI E MODI DI DIRE

* L'ANGOLO DELLA POST@

* "APRILE":PACE PER LA SINISTRA

* L'ANGOLO DELLA POESIA

* LA DEMOCRAZIA DEI CECCHINI - IN MEMORIA DI RACHEL E TOM

* I GIOVANI E LA GLOBALIZZAZIONE

* IL GRANDE MISTERO - CAPITOLO II:"L'ALTARE DOMESTICO"

* DISTRUGGERE CUBA

* CESSATE DI UCCIDERE I FRATELLI

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SI PUO’ FERMARE LA GUERRA?

Secondo me, la domanda centrale da porsi è proprio questa: è possibile fermare questa guerra, realisticamente parlando? Personalmente penso proprio di no ed anzi credo che l’invasione dell’Iraq da parte dell’imperialismo anglo-americano segni l’inizio della Terza Guerra Mondiale.

Queste Potenze hanno fatto l’attacco all’Iraq malgrado il parere contrario dell’85% dei Governi del mondo e contro la volontà dello stesso ONU. Questo organismo ormai non serve più a niente in quanto le nazioni agiscono e decidono al di fuori di esso.

Attualmente c’è una situazione internazionale molto simile a quella del 1939, cioè alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni veniva completamente esautorata dall’uscita della Germania, dell’Italia e del Giappone. Cosa che oggi è avvenuta con l’uscita dell’America e dell’Inghilterra dall’ONU per potere agire liberamente contro l’Iraq.

Le minacce di aggressione alla Siria da parte degli Americani, io credo che confermano ed aggravano quanto detto sopra.

In una situazione del genere bisogna innanzitutto acquisire il dato di fatto che questa guerra non si può fermare e che, ormai è diventata inevitabile. Di conseguenza è logico abbandonare la retorica della pace e prepararsi a fronteggiarla. Questo è il messaggio che si dovrebbe lanciare alle masse per renderle consapevoli di quanto sta avvenendo.

L’esercito anglo-americano è il più potente del pianeta ed il più forte di tutta la Storia umana. La sua brutalità, prepotenza e ingiustizia sta suscitando l’odio e la ribellione non solo dei popoli musulmani ma del mondo intero e la Storia ha ampiamente dimosrato che tra la forza e la ragione ha sempre vinto la ragione, anche se essa ha potuto subire delle sconfite momentanee. Del resto la caduta di tutti i grandi Imperi lo dimostra ampiamente. I popoli invasi e sottomessi prima o poi si sono sempre ribellati.

Attualmente già si vede un contro esercito che si prepara a fronteggiare il blocco Anglo-Americano: quello Russo-Francese-Tedesco. Queste tre Potenze hanno già avviato un funzionamento comune, concordato un programma, fanno perno sul ruolo dell’ONU, hanno l’appoggio della Cina e di buona parte dell’Unione Europea.

Uno scontro tra questi due blocchi contrapposti significherebbe forse “fermare la guerra?” No! Tutt’altro! Sarebbe un ampliamento della guerra in quanto la capacità distruttrice di tutti questi eserciti messi assieme sarebbe colossale e devastante per i popoli del mondo.

Che dire? Che fare? Non si può fare niente? No! Io credo proprio di no e penso che si stiano creando le condizioni oggettive per cercare di ripetere quello che hanno fatto i Bolscevichi russi nel 1917, cioè trasformare la guerra in rivoluzione. Questo si può fare ed è l’unico modo per fermare la guerra: trasformandola.

L’interesse dei popoli si può difendere soltanto lavorando e lottando per la costituzione di un ESERCITO POPOLARE, autorganizzato ed autogestito, tipo quello costituito dagli anarchici in Spagna all’inizio della Rivoluzione nel 1936, senza gerarchie, che si basi sul rispetto, la libertà, l’uguaglianza, la coscienza e non sull’arroganza del comando. Questo può essere un embrione della futura società senza padroni, nè Stato, nè Polizia, nè Caserme, cioè un Esercito che sia l’ultimo della Storia umana. Soltanto un tale esercito, sorto e diretto dal basso, può essere la vera alternativa a quello Americano.

Però, c’è un “piccolo particolare”: un esercito simile non esiste in nessuna parte del mondo, se si esclude quello zapatista in Messico e che certamente non è in grado di fronteggiare quello Americano, per cui al momento non ci sono alternative rivoluzionarie valide per fronteggiare il dilagare delle truppe americane. Allora che bisogna fare? Accettare ciò che si crede sia il “male minore”, cioè la protezione dell’Unione Europea e del blocco imperialista nascente Russo-Francese-Tedesco perchè siamo ormai “cittadini europei”? Io credo che sarebbe sbagliatissimo, come “cadere dalla padella alla brace” e ripetere l’errore del movimento operaio italiano durante l’ultima guerra mondiale che, per liberarsi dal blocco Nazi-Fascita, è caduto sotto l’oppressione della NATO e dell’America. Adesso bisognerà fare un’altra insurrezione per liberarsi anche degli Americani.

Indubbiamente parlare di Esercito Popolare oggi è prematuro, però averlo in mente come un obiettivo da raggiungere per il popolo italiano io credo che sia giusto non soltanto per il pericolo della Guerra che coinvolge e coinvolgerà sempre di più l’Italia, ma anche per la cosiddetta Devolution di Bossi, approvata dal Parlamento, che rischia di far fare all’Italia la fine della ex-Jugoslavia.

Se l’Esercito Popolare è un punto di arrivo, però bisogna anche tenere presente che questo non viene fuori “dalla sera alla mattina” come un fungo, nè che questo si farà spontaneamente, ma dipenderà da tanti fattori, tra cui la coscienza della gente e l’intervento delle avanguardie. Per cui, oggi come oggi, iniziare questo processo di costruzione significa sviluppare la partecipazione e l’autogestione nei posti di lavoro, nelle scuole, nei quartieri ed in tutti i livelli della società. Questa è la strada per avviare lentamente una presa di coscienza ed un movimento di popolo che dichiari guerra alla guerra e la espelli definitivamente dalla Storia. Altre strade, secondo me, non esitono e scorciatoie non ne vedo. Bisogna armarsi di pazienza ed evitare l'attivismo frettoloso e frenetico, che non pensa e riflette.

Credo che la discussione sulla Guerra all’interno della Sinistra sia troppo pragmatica, cioè eccessivamente incentrata sul da farsi del giorno per giornoe non si vede la prospettiva e la dimensione storica di questo conflitto, nè le sue cause che sono nella crisi profonda e irreversibile del Sistema Capitalista Mondiale.

17/04/03

ANTONIO MUCCI

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GRUPPO DI DISCUSSIONE ANTICAPITALISTA

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L'ANGOLO DELLA POST@

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"APRILE":PACE PER LA SINISTRA

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SOGNO ESTIVO ( A MIA MADRE )

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LA DEMOCRAZIA DEI CECCHINI - IN MEMORIA DI RACHEL E TOM

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IL GRANDE MISTERO - CAPITOLO II:"L'ALTARE DOMESTICO"

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